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27/01/2004

GIORNATA DELLA MEMOR...

GIORNATA DELLA MEMORIA

Nella storia non c'è stato nessuno che abbia visto tante immagini del passato, tante forme realistiche ed evocative di ciò che è trascorso. Oggi vedo i bambini in fila tra il filo spinato, i cadaveri accatastati, le facce smunte nelle divise a righe, le mani disperate a coppa sul volto, quei deficienti in divisa nera, i gruppi di deportati con le loro valigie i cappotti scuri i cappelli nelle stazioni, i prigionieri con le braccia alzate. Mi guardano, loro vedono me.

postato da: mics alle ore 09:44 | link | commenti (22)
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APRIL IS CRUELLEST M...

APRIL IS CRUELLEST MONTH

 

Aprile è il più crudele dei mesi. Verso i sedici anni giravo lunghi filmini in superotto. Solipsistici, lunghe scene monologanti, di solito io poggiato contro una finestra in casa oppure a un albero o un muretto dalle pietre a vista in campagna, mentre leggevo Il mestiere di vivere di Pavese, o brani dell’Inverno del nostro scontento di Steinbeck.

 

Oggi alla radio ho sentito Ernesto Ferrero raccontare che quand’era adolescente girava dei filmini in superotto leggendo pagine di Pavese – m’è tornato alla mente quando anch’io, verso i sedici anni…

 

Nel luglio 1993 stavo a Genova. Guidavo una R4 bianca, la seconda. La prima era perita sotto la pioggia al bordo della statale, in novembre. Con una ragazza di Sturla andavamo in vespa a cercare i cinema all’aperto e un po’ di fresco del mare. Ho viaggiato tutta la notte con la R4 per arrivare in tempo a Marsiglia, rimanere un giorno troppo breve e al ritorno rintanarmi nella mia camera d’albergo divorato dalla febbre.

 

Rob dice che non ha nostalgia di quand’era adolescente, che tornerebbe indietro solo a patto di avere la mente di oggi, che siamo sui quaranta. Io non so, tanto non si può. Le rispondo che l’importante è vivere pienamente l’età in cui si è, lei è già voltata a sistemare l’acquaio.

 

Ho rivisto ogni volta che ho potuto quel film, Picnic a Hanging Rock, anche se non lo so più dà forma a parecchi dei miei pensieri. Sia le diverse versioni complete che quella data inizialmente nelle sale.

 

Completato il blocco tipografico rettangolare sull’ultima pagina dello Strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon m’è venuto un mezzo scoppio di commozione, credo dovuto alla febbre dei giorni scorsi, agli antibiotici. Qui in Trentino non ha nevicato nei giorni scorsi – adesso solo qualche favilla turbina fra i colombi che passano attraverso la finestra dietro il monitor.

 

In uno di quei filmini fermavo la cinepresa su alcune foglie di melo – immaginavo che fossero il corrispondente dei diari di Pavese, tutte quelle foglie, poi il film finiva in autunno, sui rami neri spogli capitozzati. Sulle foglie si affacciano due formiche, che cominciano a vagare senza nessuno scopo o ordine apparente, quasi come volessero toccare ogni lembo, attori perfetti.

postato da: mics alle ore 09:36 | link | commenti (5)
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26/01/2004

PREGHIERA (LAICA) DE...

PREGHIERA (LAICA) DELL’OSPITE

 

Ospite mio, mio vicino, amico,

dàmmi acqua e pane

un vino buono e coperte per la notte

fammi sentire concluso il mio viaggio anche se domani ripartirò

anche se ripartirò invogliami a fermarmi

compagno, sodale, prossimo

insegnami tre parole della tua lingua

dimmi come la tua civiltà tratta gli animali

in che conto tenete la fantasia e l’arte

cosa sono per voi             il presagio del futuro

              l’indecidibilità

                          il sentimento dell’ignoto

          l’enigma

con quali scelte forzate i vincoli del destino

alleato, mio caro, fratello

raccontami come hai conosciuto tua moglie, dove sono i tuoi amori,

che cosa sperano i tuoi figli

che cosa sono per te stupore e meraviglia

che cosa sai fare con le mani, che cosa vale per te l’intelligenza

di che cosa hai paura, come curi il tuo corpo

da dove provengono i tuoi diavoli e i tuoi dei

affine, uomo amabile, mio simile

donami anche tre piccole cose materiali

donami caffè appena fatto quando arriverò e quando partirò

postato da: mics alle ore 10:57 | link | commenti (8)
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24/01/2004

Dai 99 aforismi di R...

Dai 99 aforismi di Raffaello Franchini (1976) - dedicato a Franz Catomaior.

4. Pensa troppo: è un reazionario.

6. La logica è reazionaria: e infatti la insegno.

14. La pedagogia, questa scienza inamena e banale, è secondo alcuni necessaria in quanto "insegna a insegnare". Ma essi non si sono mai posto il problema che una siffatta scienza occorrerà pure insegnarla: e allora, qual è la scienza che insegna la scienza che insegna a insegnare?

25. Opporsi a chiunque si oppone a qualsiasi cosa.

27. La lotta contro il nozionismo: l'ultima foglia di fico dell'ignoranza.

28. Si spinse talmente a destra da cominciare a correggere gli errori di grammatica.

29. C'è una logica nel disprezzo della memoria così largamente diffuso nelle scuole odierne. Chi dimentica, o non è abituato a ricordare, è sempre pronto a dar ragione all'ultima persona con cui parla. Non per niente i tiranni immaginati da Orwell passavano tanto del loro tempo a distruggere il passato.

35. Trattano i bambini da adulti per poter poi trattare gli adulti da bambini.

56. Quando mi elogiano perché sarei "politicamente corretto" ho sempre un po' di paura di essere stato vile.

91. La mediocrità è peggio della barbarie. Questa, secondo Goethe, disconosce ciò che è eccellente; quella, invece, tende addirittura a impedirne la conoscenza.

92. L'internazionale dei mediocri è di gran lunga più forte della massoneria, della Chiesa e del Partito comunista messi insieme.

postato da: mics alle ore 08:50 | link | commenti (6)
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21/01/2004

DIU "Diu al ghè. S...

DIU

"Diu al ghè. Sa ghè la figa al ghè" è l'incipit memorabile di una poesia di Cesare Zavattini. Tutti i nomi della nostra origine. Eccoli qui.

La. Essa.

Cose di casa - Ampolla, catinella, cesta, coppa, culla.

In cucina - Grattugia, orcio, padella, pentola, pignatta, po', salvadanaio, scarsella, scatola, scodellino, scolapasta, secchia, sporta, spugna, tabacchiera, tazza, tegame, vaschetta, vaso, zarrune.

In cantina - Botte, damigiana, pevera, staio, tinella, tino.

Sartoria - Asola, bambagia, bertella, calzarotta, ciabatta, conocchia, gamurra, grembiale, lana, mussolina, occhiello,orlo, parrucca, pelliccia, pelliccione, pettine, pettorale, pettine, sgara, sottoilpanno, tasca, velo, veste, zona verginale.

Fabbri - Animella, carretta, forma, gabbia, incudine, macina, macinatoio, mozzo, pulsante, sfiatatoio, soma, tramoggia, ventosa.

Militare - Bersaglio, chintana, cimiero, fodero, grilletto, guaina, scudo, targone, tavolaccio, vagina, vulva.

Caccia - Amo, esca, lacciuolo, nassa, paretaio, ragna, resta, rete, tagliola, trappola, vischio.

Per mare - Barca, chiggia, gondoletta, mozza, navicello, quinquereme, sentina, vela.

Musicale - Arpa, campana, cassa della viola, catubba, cetra, chitarrina, fisarmonica, fischiarola, gnacchera, lira, organo, piva, ribeca, salpinge, tamburella, tromba, tuba, zamforgna, zampogna.

Religione - Altare, arlique, ciborio, navicella, offertorio, ostia, reliquie, salterio, tabernacola.

Soldi - Doppione, fiorino, parpaiola, patacca, patonza.

Cose varie - Bagattella, disegno, foglio, gioia, lettera, libro, nottolino, perla rossa, soprassella, sigillo, staffa, tesoro, tesoro del paradiso.

Luoghi - Borgo, canto, chiostro, entrata, entrata maestra, ingresso, luogo della femmina, luogo della vergogna, luogo disonesto, luogo naturale, 'ntratuni, paese, paese occulto al sole, parrocchia, posto, quel luogo, quel paese, quel posto, recesso, ricetto, uscita della femmina, varco, zona.

Dove duole, il di lei.

Buchi - Abisso, alvo, antro, baratro, breccia, buca, buco, busa, bus del gat, buso, cavità, crenna, crepaccia, crepatura, falla, fenditura, fessa, fessura, fissa, foro, gattaiola, incavo, nicchio, pertugio, primiero buso, rima, rotto, sfesa, spacco, squarcio, tacca, taglio.

Natura - Acqua, acquitrino, baia, boschetto, bosco, callaia, cammino dritto, caverna collina, cratere, fiocca, fiume fontana, fonte, fossa, galleria, grotta lago, linea dell'equatore, mare, mare magnum, mollaia, mona, monicchia, monina, monna, monte, palude, panorama, pantano, pietra, porto, rezzo, rio, sentiero, sorgente del Clitumno, speco, stagno, strada, tunnel, valle, valle ombrosa, via, via lattea, via maestra, vicolo cieco.

In campagna - Aia, aiuola, brolo, campo, frutteto, giardino, maggese, magolato, mollone, orto, podere, prato, proeusa di garòn, solco, sotterra, tenuta, terra, vigna, villa.

Geografia - Arno, Babilonia, Belgodere, Bosco del Frignano, Campo di Fiori, Egeo, Figline, Foce di Ragomagno, Golfo di Setalia, Mar Rosso, Monteficale, Monte Gelboè, Monte Nero, Montevarchi, Paesi Bassi, Palazzo Maggiore, Podere della Folombra, Podere Trallemiecosce, Punta di Bellagio, Roma, Valcava, Valchiusa, Valle di Cosceto, Valleoscura.

Aldilà - Belzebù, inferno, paradiso, purgatorio.

Architettura - Azienda, bottega, chiesa, capanna, casa, castello, dogana, Grand Hotel, mulino, reggia, rocca, sacrario, seminario. Androne, camera, camino fienile senza tetto, fornello, granaio, loggia, magazzino, muraglia, numero della casa, pagliaio, sala, soglia, solaio, stanza, terrazza del gioiello, trogolo, veranda, zambra.

Chiavi - Cancello, chiavatura, finestra, porta, porta della femmina, porta della natura, porta del piacere, portone, sbarra, serra, serratura, sportello, stanghetta, toppa, uscio, uscio dinanzi.

Urbanistica - Arco di trionfo, binario morto, canale, chiavica, cimitero, cisterna, cloaca, condotto, fogna, fornace, forno, ovidutto, palata, Panthèona, pozzo, santuario, sepoltura, sepurcru, serbatoio, tempio, vivaio.

Fauna - Animale, calandra, capra, cavalcatura, cavalla, chioccioletta, cicala, cicogna, ciumachella, coniglio, cuccoletta, farfalla, gatta, grignapapola, lumaga, miggninna, montone, parpaia,parussola, passera, pecora, picchia, pisacra, porcellina, rondine, ronzino, sorca, tacchina, topa, vitella, vongola, zibetto. Bagonnea, colombaia, covile, covo, gabbia, nido, pincionaia, stalla, tana. Becchian, conchiglia, corno, cuoio, mangiatoia, ragnatela, rastrelliera, sella, serpentina, tosone, valva, vello.

Flora - Erbaggio, erba stella, insalata, lattuga, menta, parti erbose, petrosello, prezzemolo, pucchiacca, radicchietto, selbastrella, sermolina, vilucchio.

Fiori - Bottoncino, corolla, fiore, giglio, peonia, rosa, rosolaccio, viola.

Alberi - Brignon, castagno, cespuglio, fichetto, fico castagnuolo, foglia, legno, noce, pero, rama, rasa, siepe, susino, torso, vite.

Frutti - Albicocca, baccello, baggiana, bergna, brigna, brugna, castagna, festicchio, fff, fica, fico, figa, fish, fisticchiu, fragola, frutto, fruttomagnolo, grappolo, mandorla, muljaga, noce, oliva, patata, pomo, primizia, prugna, riccio, trifola, varcocu.

postato da: mics alle ore 11:34 | link | commenti (14)
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19/01/2004

INSONNIA 1   ...

INSONNIA 1

 

C’è un signore che mi osserva.

Dice qualcosa in mantovano.

Diu al ghè, dice. Sa ghè la figa al ghè.

Indossa una giacca larga di velluto a coste, un berretto con la visiera e tiene le mani in tasca. Gli occhiali grossi. Guarda di traverso.

Poi riprende in italiano. La vita, dice Cesare Zavattini, è come un contenitore, sai, si continua a riempire e poi quando non c’è più posto si muore. Ma i morti certe volte non se ne vanno: ne vedi sui treni o puoi incontrarli per strada. Penso che lo facciano anche perché vogliono vederci ancora. Ma non volevo parlarti di questo. Te il tuo contenitore ce l’hai grande, volevo avvertirti, ma lo finisci in fretta, perché ci infili tante di quelle cose…

Anche tu scrivevi sul tavolo di cucina, gli dico, tirando su un lembo di tovaglia mentre tua moglie metteva in tavola il pranzo.

Sorride. Eh, dice, io dovevo ben viverci e mangiare, con quel che scrivevo. Te con il tuo lavoro ne hai abbastanza, no? E poi dovevo tenermi via per buono il tempo per sognare. Ho fatto sogni bellissimi. C’è chi per tutta la vita fa il correttore di bozze, o almeno lo faceva ai miei tempi, io ho fatto il correttore di sogni. Bei tempi.

Poi tace. Mi guarda ancora, mi studia e aspetta che dica qualcosa io.

Io vorrei, ma non sono capace.

E allora stiamo ancora zitti, e lui dopo un po’ sparisce.

(continua)

postato da: mics alle ore 09:39 | link | commenti (2)
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15/01/2004

Io sono. Dimmi, che ...

Io sono. Dimmi, che cos’è l’essere? Una parte di me è già passata. – Niente è stabile. Io sono il corso di un fiume fangoso che sempre fluisce senza mai fissarsi. – Di tutto ciò, che cosa sono io? Che sono io, secondo te, una cosa piuttosto che un’altra? Insegnamelo. – Io sono qui in questo momento; bada ch’io non ti sfugga.

Gregorio di Nazianzio (IV sec. d.C.)

 

Il maestro si presenta con un bastone. Dice ai discepoli: E’ duro o morbido questo bastone? Silenzio, nessuno osa rispondere. Il più impetuoso dice: E’ duro, maestro. – Hai ragione, dice il maestro e glielo sbatte sulla schiena. Un altro risponde, dopo parecchio tempo: E’ morbido, maestro. – Hai sbagliato gli ribatte il maestro, senti com’è duro! E glielo sbatte sulla schiena. Passa dell’altro tempo. Il più saggio alla fine va vicino al maestro, gli toglie il bastone e lo spezza.

Storia zen

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IO LA GUARDO E TACCI...

IO LA GUARDO E TACCIO

Eccomi, vittima di una botta d'insonnia quasi alle due.

Oggi pomeriggio dipartimento di lettere. Dico: bè, non è il caso di lamentarsi così tanto, i ragazzi non sapranno più la grammatica normativa ma sanno fare tante altre cose, magari un piccolo sforzo per capirle possiamo farlo. Sì, certo che lo so che al classico non puoi non sapere cos'è un passato prossimo. Però io di grammatica normativa ne voglio fare meno che posso. No, non si perde il rigore. No, non credo che le frasette servano per imparare il latino; se vogliamo esercitare la loro mente con degli esercizi artificiali veniamo a scuola con la "Settimana engmistica". Dico: non è vero che non hanno logica e buon senso, hanno logiche e buon senso che forse fatichiamo a comprendere. Dico: forse siamo noi il problema, non loro.

Il 31 gennaio finisce il quadrimestre, poi subito gli scrutini. Ho anticipato compiti in classe e colloqui orali, entro questa settimana ho tutti i voti, così mentre i colleghi si rincorrono e fissano compiti e interrogazioni dell'ultimo minuto ce ne possiamo stare in pace a leggere quel che vogliamo. Senza voti. C'è un momento in cui non ne posso più di dare voti: se diluisco nel tempo le verifiche non è per particolare diligenza e abilità, ma solo perché devo garantire a me stesso di non sovraccaricarmi. Ragazzi, mi spiace, oggi interrogo: loro mi guardano e pensano 'Guarda sto ipocrita, cosa gli dispiace a lui...'

Mi scrivono delle mail tre ex alunne: una è innamorata, una è disperata della nuova di italiano, quell'altra mi chiede se fa bene a puntare nella sua vita sulla chitarra elettrica. Un altro ex alunno si è laureato da poco in geografia e mi racconta che gli hanno offerto un posto al giornale dell'unione commercio e turismo - però lui vorrebbe scrivere romanzi. Un mio tirocinante della scuola di specializzazione all'insegnamento oggi si è specializzato e dice che l'hanno "mazzolato", così mi ha scritto in un sms: mi spiace, a me il suo documento finale - si chiama "Diario metacognitivo" - era piaciuto; mi faccio venire qualche dubbio grosso, anche perché altri tirocinanti gli anni scorsi hanno avuto qualche problema. Poi però penso che problemi più grossi dei miei - molto più grossi - ce li hanno le Ssis e gli accademici che ci lavorano.

Al dipartimento di lettere dico, oggi pomeriggio: vale la pena di insistere sugli strumenti linguistici, dobbiamo fare in modo che siano capaci di dare dei nomi ai loro sentimenti, una forma ai loro pensieri. Dobbiamo fare in modo che riconoscano cosa c'è scritto "davvero" nei racconti, nelle poesie che leggono, nelle immagini che vedono. Mettergli davanti un'immagine e dirgli: ecco, descrivila. Gli altri dicono: dunque bisogna adottare delle buone grammatiche l'anno prossimo, e magari programmare delle prove comuni. Allora io taccio.

Un compito era: devi fare una relazione, definire il Rinascimento facendo il confronto fra un'opera d'arte figurativa e una letteraria. Ho imparato un sacco di cose.

Quello di latino era Sallustio che parla di come il popolo lo devi blandire ma non concedergli tutto; farlo divertire in modo che non abbia tempo per pensare; devi concedere alla gente denaro e lusso ma non tanto che se ne faccia completamente accecare, dandogli l'impressione, alla gente, che denaro e lusso se li siano guadagnati con le loro attività, quando è in realtà il sistema generale che concede una quota parte di denaro e lusso, a prescindere da cosa ognuno fa.

Dice la collega: ma se tu in un compito hai tre errori gravi, tipo tempi dei verbi sbagliati e due imperfezioni, tipo significato dei verbi impreciso, togli tre voti soli o anche 0,25 per le imperfezioni? Mi guarda con aria di sfida, le leggo negli occhi la frase 'Ecco, qui ti voglio'. Io la guardo e taccio.

Stamattina colloquio orale con ***. apro a caso la "Commedia" e viene fuori un passo del IV dell'Inferno, dove Dante e Virgilio sono nel Limbo. Le dico: perché qua Dante usa la parola "senno", poteva metterci qualsiasi altra cosa, invece ha voluto insistere sulla sapienza. Lei risponde: Eh sì, nel IV è importante il tema della sapienza...               -         Silenzio                  -               Poi lei fa: Prof, perché mi guarda?

Nel compito di ***: "Così, secondo il parere dello scrittore, parlare di valori morali e carità cristiana in una società corrotta dall'egoismo significa rendersi deboli ed oggetto di facile preda, perché colui che si arma della carità di Cristo in una situazione indebita non appare virtuoso, ma vile. Dunque la carità dev'essere offerta nettamente e presuppone un soggetto adeguato al dono che il cristiano offre".

Nel compito di ***: "FERRARA - E' dunque ormai confermata la notizia che Ludovico Ariosto non ha seguito il cardinale Ippolito nel suo trasferimento ad Agria, in Ungheria, nonostante gli obblighi e i doveri che lo legano alle incombenze di corte. La notizia ha suscitato grande scalpore nell'ambiente cortigiano. Sono infatti ben quattordici anni che Ariosto si trova al servizio del cardinale, assolvendo..."

Al dipartimento di lettere oggi pomeriggio. Dico       ------                                                          -----                                      Poi loro:                              ....                                                             -----                                           Mi scappavano gli occhi verso la finestra, perché oggi è uno di quei giorni quando si vede che l'inverno potrebbe anche finire, prima o poi.

postato da: mics alle ore 02:15 | link | commenti (5)
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13/01/2004

DEMO Ecco alcune de...

DEMO

Ecco alcune demo dei vostri sogni.

Paolo Galloni (galloblog.splinder.it) entra in una libreria dove ci sono le svendite dei volumi sul medioevo. C'è una lunga fila: davanti a lui Tristano, dietro Elena - la ex moglie di Menelao. Lei è molto vistosa, lui continua a guardarsi in uno specchietto portatile. Tristano gli mette una mano su una spalla e gli propone di andare con lui in Inghilterra dove lo aspetta una sfida con un drago comandatagli da re Artù: se avranno la meglio, gli spiega Tristano, anche Paolo potrà entrare fra i dodici della tavola rotonda. Elena gli chiede da fumare. Io non fumo, dice. Ma scopre di emettere una nuvoletta azzurrognola, poi violacea e di tenere in mano un lungo sigaro. Perché menti, dice lei. Io non mento, dice lui, e crede di essere stato furbo, ma si vergogna terribilmente.

Per op-log (op-log.splinder.it). Op-log sale sulla montagna e la strada è inverosimilmente poco faticosa. Arriva in cima al ghiacciaio con la neve dai riflessi azzurrini. Hyeronimus Bosch gli ha preparato il pranzo, una tavola imbandita in mezzo alla distesa bianca, con crauti, stinchi e graukaese. Op-log si guarda intorno estasiato. C'è anche dell'ottimo magdalener. Il cielo si trasforma in un immenso schermo dove Bosch ha dipinto "Il giardino delle delizie" e le figure si muovono.

Donna Bisodia alias Catomaior alias Franz (catomaior.splinder.it) vaga nella foresta tropicale. Niente di strano, ha vissuto da sempre là, è stato allevato da un branco di oranghi. Tra la vegetazione c'è una gigantessa che sussurra con un rombo impetuoso: Vieni vieni da me. Si sente il suo fiato che profuma di larve di papillio (è un profumo celestiale). La gigantessa, dal volto mezzo fra bello e terribile, si volta e apre le sue gigantesche gambe, invitandolo ancora. Franz vede aprirsi un'immensa bocca di cernia e partire un colpo di lingua di camaleonte che lo trascina all'interno. Passa davanti a Giona, a Geppetto,ad Achab e a una lunga serie di eroi letterari. In fondo alla bocca della cernia, nel ventre della gigantessa, una classe con tanti scolari che lo aspettano.

Faro (faro.splinder.it) sta portando la posta con la sua bicicletta e la borsa pesa sempre di più. La trascina a terra. La gente intorno invece di aiutarla ride. Che c'avete da ridere, dice. Un pagliaccio verde le fa: devi consegnare la lettera d'amore, è la più pesante. Allora Faro pedala più forte che può, la bicicletta attacca a volare e mentre passa davanti a dei cancelli d'oro faro getta la lettera d'amore come i ragazzi nei film americani gettano il giornale alla mattina. Poi scopre che non è più su una bicicletta, ma su un'altalena che arriva fino alle stelle. Le stelle sono confetti e lei è una bambola di pezza.

Annie (justannie.splinder.it) è al mare, a Capri. Una radio nel bar suona "Nisida" di Bennato. E' inchiodata sulla sedia di reticelle ed è preoccupata perché le si stanno stampando sulle gambe e sulla schiena le linee della plastica. Che si fa, che si fa? Continua a pensare ossessivamente. Fa uno sforzo di rifarsi a tutta l'energia che ha, e si rende conto che non deve usare i muscoli, ma la testa. Dice a se stessa, silenziosamente: Pensa semplice, pensa semplice! Così pensa che deve semplicemente alzarsi, si alza e corre verso il mare, giù per una stradina la stricata di pietre piatte. Quando arriva sugli scogli, scopre di essere dentro una cartolina, e chissà a chi è stata indirizzata.

Melusina (melusinach.splinder.it) sta attraversando un ruscello a piedi scalzi. Il fresco sulle caviglie è delizioso. Il bosco intorno è un tripudio di verdi attraversato dai raggi del sole. Giunge sull'altra riva e si accorge che davanti a lei c'è una città moderna ma contornata da mura medievali, anzi no, dalla muraglia cinese. da dietro un fungo esce un folletto rosso che le dice: Se mi racconti una storia ti indico una galleria segreta per andare al di là della muraglia. Poi aggiunge: Se mi racconti anche una filastrocca ti accompagno.

 

postato da: mics alle ore 00:00 | link | commenti (16)
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09/01/2004

CORRETTORE DI SOGNI ...

CORRETTORE DI SOGNI

 

… così, sfiduciato dall’invio senza speranze e senza esiti del mio scarso curriculum, incalzato dalla povertà e dall’esigenza di difendere la mia dignità con i miei familiari e i miei conoscenti, mi sono inventato questo nuovo lavoro.

Avevo trentasette anni. Erano le tre di notte del 22 maggio 1997, stavo leggendo un romanzo d’amore. In una pausa della lettura, esaltato dall’euforia e dal fervore dell’amore, ho pensato: e tutti quegli altri che adesso stanno sognando? Il romanzo è proseguito per altre due ore, hanno cominciato a cantare gli usignoli e per me è iniziata una nuova vita.

Da quel giorno faccio il “correttore di sogni”.

I miei clienti (chiamiamoli così, in realtà sono confidenti, narratori, pazienti, amici, bisognosi) raccontano quel che ricordano di un loro sogno. Io analizzo attentamente le loro aspettative, le loro personalità, i guai e le felicità che li agitano e li accontentano, studio la loro vita, le fotografie della loro giovinezza, mi faccio raccontare i loro amori e le delusioni, i luoghi in cui si sentono più vicini a se stessi ma anche quelli che li lasciano del tutto indifferenti, parlo con i loro amici e i loro genitori, ascolto la loro musica preferita. Infine – cerco di essere rapido, ma non sempre è possibile, comunque qualche settimana la impiego, generalmente – do nuovo corpo e nuova sostanza al sogno originario, lo faccio aderire alla persona.

Il momento del racconto è solenne: vengono da me, si sdraiano sul lettino, chiudono gli occhi e io racconto. Poi me ne vado prima che li riaprano. Loro si alzano e tornano a casa loro. Così hanno con sé il loro nuovo sogno. Alcuni dei miei clienti non mi vogliono più vedere, per non interrompere la convinzione e la fiducia che hanno che il sogno che ho corretto sia l’originale. Altri mi confidano che quello che gli ho confezionato si adatta così perfettamente alla loro vita, alla loro immaginazione, ai desideri, all’esperienza che nulla avrebbe potuto essere più soddisfacente per loro. Non gli importa se non è vero – non del tutto quantomeno.

Come faccio? Servono studio e applicazione, ma alcune tecniche le tengo segrete. Bè, leggo sempre romanzi d’amore, di notte.

Non sono ricco, ma il mio lavoro mi piace e mi permette di vivere nell’agio, ad esempio di trascorrere bei periodi di riposo e ozio nella mia casa di campagna, da cui vi scrivo adesso.

 

«C’è chi nella vita ha fatto il correttore di bozze, io ho fatto il correttore di sogni» scriveva Cesare Zavattini nelle sue prose autobiografiche.

postato da: mics alle ore 01:06 | link | commenti (8)
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08/01/2004

DIARIO DI UN ANNO FU...

DIARIO DI UN ANNO FUGGITO

Metà sepolta scorgo la pagina di un taccuino. Tolgo la neve con una scarpa, il taccuino è aperto. La neve e forse prima anche pioggia, sole, rugiada e brina, la luce della luna hanno attaccato alcune facciate, ne hanno cancellate di intere, hanno lasciato frammenti di lettere, di parole, di frasi. È quasi sera, i raggi radenti del sole infuocano la conca dove resto dritto a leggere, nel gelo. Mi chiedo se qualcuno l’ha perso, se l’hanno gettato via, che storia celi, banale o avventurosa che sia. La prime pagine sono le più rovinate, alcune mancano, non ci sono né il nome né l’anno a cui si riferiscono gli appunti presi giorno dopo giorno. Ma in generale resta ben poco.

 

1 febbraio - Molto freddo in un cielo limpido

9 febbraio – Otello: «Una volta che non la amerò più sarà di nuovo il caos». Un Otello perfetto: Alessandro Haber.

11 febbraio – Si parla nei sogni? Nei sogni si parla poco. Nei sogni si tiene la bocca chiusa per paura di quel che si può dire. Nei sogni parlano gli altri. Nei sogni per lo più si guarda cosa succede. Ci sono pericoli e sorprese ovunque e non si possono controllare.

13 febbraio – Stanley Kubrik, “Dottor Stranamore”

14 febbraio – Occhi color jeans. Occhi e labbra dalle estremità cadenti. Nessuno, mai, nessuno mai ha tanto amato (parole illeggibili) è stato tanto amato… quanto…

18 febbraio – Il passato è innocente, è segnato dalla nascita. Il futuro è segnato dalla morte, non è innocente. Il passato = la memoria.

28 febbraio – Non piove da 40 giorni

11 marzo – Inizia in questi gg. la primavera. Le solite cose: aria tiepida alla sera, gemme sui rami, entusiasmante spossatezza.

26 marzo – Diciamolo, l’unica ragione per vivere, oggi, è lei. L’unica ragione per sopportare il pensiero di morire è lei. Lei, se vuole…

28 marzo – …pg.183 del Voyage d’Italie 1691 di Maximilien Misson, dove parla delle montagne innevate…

2 aprile - … è allegra e cade in un sonno profondo…

23 aprile - … nasciamo senza saper parlare, moriamo senza aver saputo dire…

2 giugno – Don De Lillo, Rumore bianco

8 giugno - … solo lei… da quando è andata via… se tornasse…

12 agosto – Sono tornati pioggia e un po’ di fresco dopo 2 settimane torride…

18 agosto – Giorni difficili. Mi sento compresso, mi lascio prendere dall’ira.

28 agosto - … con lei finalmente… ascoltavamo insieme i Concerti brandeburghesi di Bach…

10 settembre – stanotte vento forte dalle 4 alle 6. Ci siamo alzati presto, siamo passati in pasticceria e poi abbiamo sostato al porto, seduti su due bitte, a guardare partire le grandi navi…

18 ottobre – Già autunno, così gelido alla sera. Domani è il gran giorno, quando finalmente…

3 novembre - … disperato… del viaggio… ha detto che sarebbe arrivata a Berlino…

25 novembre – come Anna Karenina  e i treni, così io e la montagna siamo stretti dagli incroci che il destino ha fissato nella nostra esistenza…

16 dicembre - … perché è chiaro che ormai non c’è nulla da… mer di Debussy… quando ha pronunciato le parole «l’altro»…

28 dicembre - …perché forse è la cosa migliore, a questo punto…

31 dicembre – Perché lungamente questa decisione… la fine di questa vicenda… lei… io… neve…

 

postato da: mics alle ore 00:19 | link | commenti (8)
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