DIETRO IL MERCATINO DI NATALE
Trento, ore 12.35
tu copri con le mani le due fotocellule e si apre il cancello
nella piazzetta accanto ai giardinetti escono i ragazzini della scuola media
attento, ricordati che gli autobus da dietro le mura arrivano sparati
sul marciapiede del palazzo vescovile un ragazzino passa nelle neve fresca strascicando i piedi
un altro passa con la mountain bike slittando con la ruota dietro
nella piazza il mercatino di natale
(molto artificiale, senza nessuna tradizione, mezzo milione di turisti, la città intasata dalle corriere)
dalle scuole elementari escono i bambini
va da sè che metà di queste persone si tirano palle di neve e corrono
va da sé che nevica
è stato un'ora fa: finita scuola, torno a casa a piedi sotto la neve; passo nella solita piazza, dal solito marciapiede, dal solito parco
(suona male, il mercatino, what a wonderful world, odore di vin brulé da quattro soldi, una ventina di baracche messe a forma di pesce sotto le mura)
500 mila visitatori
da una parte della piazza, a nord, ci sono le mura: notevoli, dietro ci sono delle belle vie, si chiamano "androne", ci sono una scuola media del conservataorio, dei giardinetti, un miniparco per i bambini, una scuola musicale, un edificio che è la scuola dove insegno
a ovest c'è il palazzo con l'anagrafe
a est c'è il palazzo del vescovo, una strada e dall'altra parte una scuola elementare
a sud un bel locale tipico, anche se è più bavarese che trentino, dove fabbricanao anche la birra, una serie di uffici e negozi
(il mercatino di Natale non c'entra niente)
va da sé che nevica
va da sé che c'è allegria contenuta