BIGLIETTI DI DAG - 1
Stig Dagerman pubblicava ogni giorno una poesia sul giornale di Stoccolma Arbetaren. Poesie satiriche, quasi sempre. Dal 1944 al 1954. La rubrica si chiamava Dagsedlar, che significa biglietti quotidiani, ma che è anche un gioco di parole con il suo cognome, biglietti di Dag.
Sapeva affrontare l’attualità dandole spazi universali. Si parla anche oggi di prigioni e amnistia…ma lui quel giorno prendeva spunto dal problema di quanto rimborsare in denaro a una vittima di un errore giudiziario (mi viene in mente
IL PREZZO DELLA LIBERTÀ
Quanto vale la nostra libertà?
Scusate l’aria stupita.
Gli esperti fanno i loro conti
sulle loro macchine calcolatrici.
Una corona all’ora, chi lo sa?
O dieci ogni sbarra o ogni sera?
Gli avvocati consultano i loro codici
e trovano le regole giuste per i calcoli.
I calcoli delle calcolatrici tornano, sì,
ma le tabelle non dicono mai la verità.
Solo chi è stato in gabbia
sa il prezzo della libertà.