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21/04/2006

IMMAGINAZIONE

                                                                                                                                  

sosta a senigallia 1













Imbrunisce; piove; e dalla piccola finestra della mansarda di Gulja si vede un incrocio. Due strade di un blu violaceo; e un tranvai getta una stella color lampone nell'aria della sera, e l'asfalto è così umido che non sai più dov'è l'alto e dov'è il basso.sosta a senigallia 2sosta a senigallia 3Non so quale teologo del Medioevo. Nel paradiso terrestre si aveva esperienza diretta del bene e cognizione astratta del male; nel mondo si ha esperienza diretta di male e cognizione astratta di bene.

Non conosci fino in fondo un uomo se non ne conosci l'infanzia.









Nella terra desolata che è il crudele universo in cui passiamo rapidissimi, ciò che esiste è orrore. L'immaginazione ci proietta verso il bene. Narrare gli oggetti è bene. La realtà ridotta a fantasma dal darle dei nomi, dal raccontarla, dal raccontarla con le parole giuste.



un tranvai getta una stella color lampone nell'aria della sera, e l'asfalto è così umido







postato da: mics alle ore 00:49 | link | commenti (9)
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17/04/2006

INTERNET NON E' MAGIA

In attivissimo.blog trovate questa informazione: http://attivissimo.blogspot.com/2006/04/zio-bill-avvelena-il-dns-di-xp.html , cioè come windows nasconde l'impossibilità da parte dell'utente di rinunciare a collegarsi a siti microsoft.
In wikipedia si trova http://it.wikipedia.org/wiki/Googlebombing che spiega abbastanza semplicemente come funziona quella cosa misteriosa per i più (soprattutto per i giornali e per il governo), che si chiama Googlebombing, per cui digitando certe parole in gùgol poi vengono fuori delle pagine prestabilite.

***

Alla fine ho tolto la lista dei riferimenti. Mi piaceva, ma ha prevalso il pensiero che forse non è giusto che sia noto a tutti chi viene qui ogni giorno.
Ho pensato così: è come se ti vengono a fare visita e chiunque può vedere chi viene a casa tua; però non è che metto fuori dalla porta la lista aggiornata.

***

Di passaggio dal blog di uno che se ne intende (www.mantellini.it) vedo una frase paradossale che mi piace e ci penso un po' su. Poi magari diventa un post. (Non è che su tutto quello a cui penso un po' su poi diventi un post: e questo potrebbe già essere un buon argomento a favore).
postato da: mics alle ore 20:54 | link | commenti (3)
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16/04/2006

COMMENTI

Lo dico chiaro e tondo: i commenti che contengono offese a me o ad altri io li cancello. Statevene a casa vostra, please.
postato da: mics alle ore 20:46 | link |
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14/04/2006

TITOLI

Ho letto una recensione in cui un contemporaneo di Emmanuel Bove sosteneva che il libro d'esordio di questo francese autore di capolavori (vedere qui, qui e qui) aveva il più bel titolo che un libro abbia mai avuto: Mes amis. Immagino che l'abbia affermato per la sua semplicità. Per il contenuto.

I titoli più belli.

Il tempo che resta


Vite senza fine

Canti - Cantos

Erotopaegnia

Trascuriamo il titolo standard NOME + COMPLEMENTO DI SPECIFICAZIONE del tipo (prendo dalle classifiche) La vampa d'agosto o Le cronache di Narnia o La ragazza del secolo scorso, e anche quello NOME + AGGETTIVO/APPOSIZIONE del tipo Le mille balle blu o Tracce criminali o Il codice Da Vinci, per quanto siano notevoli titoli come La coscienza di Zeno o La vita agra.

Poesia in forma di rosa

Tous les matins du monde - Tutte le mattine del mondo

Lancio un referendum: proponete titoli (anche di film, opere sinfoniche, canzoni, dischi) e poi facciamo una votazione.
postato da: mics alle ore 23:36 | link | commenti (3)
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UTILITIES

UTILITA' 1 - Imparare a scrivere

Vado a nuotare ma non credo di vincere la medaglia d'oro alle olimpiadi.
Leggo cento libri all'anno ma non mi aspetto che mi prenda un editore come consulente.
Mi esercito a fare il padre, l'amico, il marito - ci metto anche della tecnica, ho imparato a farlo, sono andato a bottega. Ma so di non essere il migliore padre, marito, amico.
Se frequentassi un corso di disegno mi eserciterei tantissimo, ma non mi farei tentare dal pensiero di diventare Manet o Cezanne.
Scrivo, ho un ruolo abbastanza riconosciuto in giro come "scrittore" - forse dopo cinque libri pubblicati, dopo qualche riconoscimento per un giornalismo che vira verso la scrittura artistica, ma giuro che non è colpa mia, non ho mai coltivato questa fama - mi esercito e mi imbevo di scrittura e di lettura, di una specifica "forma dell'attenzione" che è precipua di un intento narrativo. Ma non dico di me stesso: sono uno "scrittore", men che meno "sono il più bravo degli scrittori".
Anzi. Io mi vergogno, sì mi vergogno di essere uno scrittore. Quello che fingo d'essere e non sono.

A scrivere si impara. Assolutamente sì.

(Mi è stata chiesta una risposta, ecco perché indulgo con tutti questi io) (Parliamo tanto di me, era un bel titolo di un bel libro di Zavattini)


UTILITA' 2 - Riferimenti

Mi dicono: togli quella casella con i riferimenti.
Oddio, scoprire e far vedere a tutti che qui viene gente che ha cercato su gùgol "cassapanca in resina" o "testicoli pendenti", oppure che almeno tre o quattro al giorno dalla ricerca di "piedi femminili", oppure almeno un paio di studenti di liceo al giorno alla ricerca di una frase tradotta di Tacito o sviati dalla ricerca "interpretazione di montale" o "tesina estetismo d'annunzio" - scoprire e far vedere è come aprire la finestra dello studio e vedere cosa succede là fuori. La maggior parte cliccano e stanno sul sito meno di 5 secondi.
Per adesso mi ci diverto. Mi sembra uno specchio necessario.
Se poi a voi, in realtà, secca di far vedere che passate di qui e lasciare traccia: bè, riflettete che c'è di molto peggio. Una decina delle azioni che fate ogni giorno lasciano tracce vostre in giro.
Potrei toglierlo se mi convincete che è una grana per la vostra indipendenza e per il vostro senso del privato.
Oppure se le ricerche "testicoli pendenti" si ripetono oltre la misura del dignitoso.
postato da: mics alle ore 15:21 | link | commenti (8)
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13/04/2006

PRONTUARIO DI SCRITTURA 2

Un altro file che proviene da appunti dimenticati.

PER UN DECALOGO DI SCRITTURA

 

1. La scrittura si apprende in bottega.

Si impara a scrivere esercitandosi e confrontandosi su materiali prodotti da quegli stessi soggetti che devono imparare.

2. La scrittura si apprende insieme.

3. Si impara a scrivere leggendo. A scuola si impara a scrivere se allo stesso tempo si impara a leggere. Necessità delle “scuole di lettura”. Si impara sui modelli. Si impara dall’imitazione. Chi scrive bene è anche bravo a leggere, ma quest’ultima legge è meno vera.

4. Si impara facendo, interrogandosi su “cosa so”, imparando qualcosa di nuovo, analizzandolo e comprendendone le leggi, “applicando la regola” e “inventando la regola”.

5. Si impara con una guida. Due guide. Una viva, un maestro. L’altra funzionale, una serie di regole precise, un binario, un timone.

6. Chi insegna non deve dire tutto: ciò che rimane nascosto è una zona proibita dove è meglio avventurarsi.

7. Ci si allena con esercizi brevi e frequenti.

8. Importanza della inventio, reperimento delle cose da dire, e della dispositio, della composizione. Scarso interesse della elocutio, che diventa ed è ancella delle altre due.

9. È fondamentale narrare, trasformare l’esperienza in narrazione. Narrare è creare un mondo. Narrare è una forma dell’attenzione.

10. Fra il narratore e la realtà c’è il filtro creativo: il particolare si configura sotto l’aspetto dell’orrore (questione da sviluppare).

postato da: mics alle ore 11:29 | link | commenti (9)
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08/04/2006

DIMMI CHE LAVORO FAI

E' da un pezzo che non rispondo quando qualcuno fa degli apprezzamenti intorno a me sulle ferie infinite dei professori. Una volta cercavo di spiegare che non sono così infinite, che si tratta di un lavoro che necessita di periodi di studio (ai gesuiti e ai cappuccini imponevano due mesi all'anno di abbandono totale delle lezioni e un anno di studio ogni due di insegnamento); che in fondo io per avere un lavoro che mi lascia indipendenza e tempo da gestire come voglio ho studiato dieci anni e fatto dei concorsi durissimi; che i privilegi maggiori non stanno tanto in tutte queste presunte infinite ferie, ma nell'avere un lavoro "dipendente ma non subordinato", cioè siamo indipendenti e non abbiamo come in altri uffici dei capi che ci diano delle mansioni ma siamo capi di noi stessi, come dei professionisti autonomi in un contesto di lavoro dipendente e che di solito insegniamo ciò per cui ci siamo dati da fare e possiamo continuare a studiare e fare ricerca; che stgare con i giovani ti fa restare giovani e ti apre la mente ecc. ecc.

Però è da un po' che non faccio questi discorsi.

Perché, in particolare, in otto-dieci anni il lavoro è molto cambiato. Sono cambiati molto i giovani che vengono a scuola, sono cambiate le famiglie. E' cambiato il sistema di lavoro che sta attorno alle lezioni in classe.

La verità è che nel 2006 si lavora un terzo di più almeno di quel che si lavorava nel 1996. Non parlo di ore in classe, ma di tutto il resto. E questo impoverisce le lezioni.

I dirigenti scolastici (ex presidi) sono sempre più plenipotenziari e tendono a svilire l'indipendenza dei colelgi docenti e dei singoli insegnanti.

Tra gli insegnanti la consapevolezza di questa indipendenza si incrina.

Poi ci sono dei lati positivi: ad esempio la ridefinizione delle discipline e la ricerca sulla didattica corrono veloci e spesso in buone direzioni. Nell'ambito dell'italiano e del latino, materie che insegno, è così. Si deve essere molto attenti e sensibili all'aggiornamento, è chiaro. Questo porta via tempo e non dà denaro, ma fa parte di quella consapevolezza di cui dicevo sopra. Ho anch'io una messe di colleghi che non si aggiorna: oggi soffrono di più di una volta, perché, ripeto, ragazzi e scuola sono molto cambiati.Sono di quelli che non vede male delle forme di controllo della qualità dell'insegnamento.

Se interessa a qualcuno, c'è un articolo significativo, che analizza i risultati di una ricerca proprio sui professori del Trentino e dell'Alto Adige.
Qui: http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/scuola_e_universita/servizi/profstressati/proflavorano/proflavorano.html
postato da: mics alle ore 23:21 | link | commenti (7)
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07/04/2006

FISIOGNOMICA ELETTORALE 3 - TeleFrance1 e le berlusconate

LCI è il primo canale francese, TeleFrance1: al telegiornale di stasera parlavano di defaite = sconfitta annunciata: l'inviata a Roma ha raccontato di una campagna elettorale avvelenata e soprattutto delle performance del premier, ripetendo molte volte la famosa parola c.... = couillons. Anche lo speaker in studio si divertiva, e ha raccomandato di visitare il sito della tv, dove c'è una sezione dedicata alla berlusconeide e una alle berlusconate: http://tf1.lci.fr/infos/monde/0,,3294231,00.html .

Gli scommettitori danno Prodi all'1,18 al massimo 1,30, mentre il S.B. è oltre 4. Come quando giocano Juve contro Lecce in casa, oppure che ne so l'invincibile Nuova Zelanda di rugby contro la Svezia.
postato da: mics alle ore 21:02 | link | commenti (1)
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PER UN PRONTUARIO DI SCRITTURA

Ho trovato un vecchio file, non mi ricordavo nemmeno della sua esistenza. Esce da qualche incontro sulla scrittura, da qualche lettura, non lo so più.

ALCUNE COSE DA RICORDARE, PER LA COSTRUZIONE DI UNA TRAMA

 

1.                  Strutture e regole sono fatte per essere applicate e superate. «Il problema dell’invenzione non è di buttare a mare le regole, ma di vedere quante in più ce ne siano» (U. Eco)

2.                  Un propellente molto usato per l’avvio e  lo sviluppo delle storie è il conflitto. È bene focalizzare bene i termini del conflitto: del personaggio con se stesso, con gli altri, con l’ambiente. Protagonisti di conflitti in: La ricerca del tempo perduto, Orlando furioso, Don Chisciotte.

3.                  La scoperta e il ribaltamento sono altri meccanismi narrativi convenzionali. Si combinano nella storia di Cyrano de Bergerac di E. Rostand. Con grazia e senso della misura ci sono ne L’amico ritrovato di Fred Uhlman: scoperte progressive e ribaltamento finale.  L’intensità, di solito, è crescente con il progredire della storia. I ribaltamenti riguardano cambiamenti sia nella fortuna sia nell’identità del personaggio.

4.                  La sorpresa è importante sempre, in ogni storia. Definisce la storia rispetto alla sterile cronaca di una serie di eventi. Dubliners di James Joyce. Ogni sequenza deve portare un nuovo sviluppo della storia.  i meravigliosi e inarrivabili racconti di Salinger. Quelli di Thom Jones.

5.                  Turning point, Spannung, momento culminante. Nel piccolo ordine della sequenza, del capitolo, dell’atto e nell’ordine complessivo tali momenti si devono susseguire. Sono gli appigli dell’attenzione, l’asticella attorno a cui si flette il salto in alto della narrazione. L’ultimo scalo del Tramp Steamer di Alvaro Mutis. Orlando di Virginia Woolf.

6.                  Narrare = desiderare. Il desiderio è un elemento portante delle narrazioni. I personaggi sono attratti da oggetti/azioni del desiderio; il lettore segue la linea dei desideri dei personaggi, quella del narratore e la propria. Chi con maggior lucidità sa individuare e raccontare (anche tacendoli) tali desideri, sa catturare i suoi lettori (e se stesso). Le novelle di Luigi Pirandello; Cuore di tenebra di Joseph Conrad; Camera con vista e Maurice di E.M. Forster. La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda.

7.                  Si deve fare attenzione alla struttura (ma una buona str. non basta). Un possibile modello, su base ternaria (molti film di Hollywood sono così): Primo atto (introduzione dei personaggi e premesse); secondo atto (scontro e lotta); terzo atto (risoluzione della crisi introdotta nella premessa). Proporzioni: ¼, 2/4, ¼.

8.                  Non è detto che la linea principale della trama (di solito quella del conflitto) sia quella che contiene gli elementi principali. C’è spesso una seconda linea dello sviluppo, che di solito ha a che fare con l’identificazione del protagonista e riguardante il conflitto/educazione interiore e grandi questioni umane (odio-amore; vita-morte…). Tonio Kröger di Thomas Mann. La Commedia di Dante.

9.                  Si deve creare un’atmosfera: accumulazione di dettagli che fornisce l’illusione di credibilità del personaggio, del luogo, della situazione. Le memorie di un italiano di Ippolito Nievo; le Operette morali di Giacomo Leopardi; il Ciclo degli antenati di Italo Calvino. Il Grande Gatsby e i racconti di Francis Scotto Fitzgerald. Truman Capote.

10.               Narrare è come un bosco: sentieri, radure, intrico si susseguono. Sentieri=sviluppi veloci; radure=pause; intrico=sorprese, momenti culminanti etc.

postato da: mics alle ore 18:37 | link | commenti (3)
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06/04/2006

LINGUISTICA ELETTORALE 2 - Le famose cifre

Vedere qui per quanto riguarda le "traduzioni" delle cifre. Ha un suo valore la trasformazione in dollari, perché in effetti per le esportazioni o il valore dell'euro fuori dall'area-euro la cosa ha il suo senso, ma è risaputo e prescinde dalla politica italiana. E' vero che il conto fatto in quel modo, sui dollari, è parziale e dunque ingannevole: vivessimo tutti in Usa avrebbe il suo senso (forse).

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2006/04/per_un_pugno_di.html#comments
postato da: mics alle ore 12:34 | link | commenti (2)
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05/04/2006

FISIOGNOMICA ELETTORALE 2 - Notizie dalle parti basse

C.... DI TUTTA ITALIA, E' IL VOSTRO MOMENTO!

Ammennicoli, badee, sonagli, granelli, balle, balaustre, ballotte, baravagli, barlafus, bartolamee, bicciolini, canonici, calonaci, campate, ciondoli, ciondoloni, uova, nocciole, noccioline, collaterali, contrappesi, teste d'aglio, coralli, bargigli, corbelli, cordoni, pendenti, orecchini, cugini, zebedei, fratelli carnali, didimi,

dinderlini

due, fagioli, fave, fegatelli, frittura, gandoli, garofani, ghiande, glomeri, gnocchi, limoni, maglioli, mandorle, marroni, minugie, miei stivali, negozi, aggeggi, arnesi, nocelle,

oo

cordoni, zeri, O, collaterali
piggionanti, testicoli, e zarelli.
Cusì in tutt'e quattordici l'urioni,
pe' parlà in gèrico, inzinent'a glieri
se sò chiamati a Roma li cojoni

orchi

orchide

palle

palline, pallottole, pannocchie, parecchi

"E dunque bisognerà cavargli uno parecchio?"
"E forse tutt'e due..."

peducci, pendolini, perpendicoli, pesi, pigionanti, pippioni, prelati, prugne, quattordici soldi, rognoni, grappoli, sanguinacci, santissimi, scatole, secondi notai, signori, sissi, sistri, sonagli, testicoli, testimoni, teodori, totani, trastullini, uova, ventose, veronesi, zarelli, biscotti, cedri, zeri, zucche, tubi,

ciliege, ghiande, olive, pannocchie, pigne, ceci, boccioli, bocconi, babà, confetti


postato da: mics alle ore 00:09 | link | commenti (6)
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04/04/2006

OCCHIO

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occhiodu










Nella pupilla: la finestra.

Non è solo  vedere, è anche vedere che ci siamo.



AlbrechtDurer












postato da: mics alle ore 23:05 | link | commenti (4)
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