

Non so quale teologo del Medioevo. Nel paradiso terrestre si aveva esperienza diretta del bene e cognizione astratta del male; nel mondo si ha esperienza diretta di male e cognizione astratta di bene.PER UN DECALOGO DI SCRITTURA
1. La scrittura si apprende in bottega.
Si impara a scrivere esercitandosi e confrontandosi su materiali prodotti da quegli stessi soggetti che devono imparare.
2. La scrittura si apprende insieme.
3. Si impara a scrivere leggendo. A scuola si impara a scrivere se allo stesso tempo si impara a leggere. Necessità delle “scuole di lettura”. Si impara sui modelli. Si impara dall’imitazione. Chi scrive bene è anche bravo a leggere, ma quest’ultima legge è meno vera.
4. Si impara facendo, interrogandosi su “cosa so”, imparando qualcosa di nuovo, analizzandolo e comprendendone le leggi, “applicando la regola” e “inventando la regola”.
5. Si impara con una guida. Due guide. Una viva, un maestro. L’altra funzionale, una serie di regole precise, un binario, un timone.
6. Chi insegna non deve dire tutto: ciò che rimane nascosto è una zona proibita dove è meglio avventurarsi.
7. Ci si allena con esercizi brevi e frequenti.
8. Importanza della inventio, reperimento delle cose da dire, e della dispositio, della composizione. Scarso interesse della elocutio, che diventa ed è ancella delle altre due.
9. È fondamentale narrare, trasformare l’esperienza in narrazione. Narrare è creare un mondo. Narrare è una forma dell’attenzione.
10. Fra il narratore e la realtà c’è il filtro creativo: il particolare si configura sotto l’aspetto dell’orrore (questione da sviluppare).
ALCUNE COSE DA RICORDARE, PER LA COSTRUZIONE DI UNA TRAMA
1. Strutture e regole sono fatte per essere applicate e superate. «Il problema dell’invenzione non è di buttare a mare le regole, ma di vedere quante in più ce ne siano» (U. Eco)
2. Un propellente molto usato per l’avvio e lo sviluppo delle storie è il conflitto. È bene focalizzare bene i termini del conflitto: del personaggio con se stesso, con gli altri, con l’ambiente. Protagonisti di conflitti in: La ricerca del tempo perduto, Orlando furioso, Don Chisciotte.
3. La scoperta e il ribaltamento sono altri meccanismi narrativi convenzionali. Si combinano nella storia di Cyrano de Bergerac di E. Rostand. Con grazia e senso della misura ci sono ne L’amico ritrovato di Fred Uhlman: scoperte progressive e ribaltamento finale. L’intensità, di solito, è crescente con il progredire della storia. I ribaltamenti riguardano cambiamenti sia nella fortuna sia nell’identità del personaggio.
4. La sorpresa è importante sempre, in ogni storia. Definisce la storia rispetto alla sterile cronaca di una serie di eventi. Dubliners di James Joyce. Ogni sequenza deve portare un nuovo sviluppo della storia. i meravigliosi e inarrivabili racconti di Salinger. Quelli di Thom Jones.
5. Turning point, Spannung, momento culminante. Nel piccolo ordine della sequenza, del capitolo, dell’atto e nell’ordine complessivo tali momenti si devono susseguire. Sono gli appigli dell’attenzione, l’asticella attorno a cui si flette il salto in alto della narrazione. L’ultimo scalo del Tramp Steamer di Alvaro Mutis. Orlando di Virginia Woolf.
6. Narrare = desiderare. Il desiderio è un elemento portante delle narrazioni. I personaggi sono attratti da oggetti/azioni del desiderio; il lettore segue la linea dei desideri dei personaggi, quella del narratore e la propria. Chi con maggior lucidità sa individuare e raccontare (anche tacendoli) tali desideri, sa catturare i suoi lettori (e se stesso). Le novelle di Luigi Pirandello; Cuore di tenebra di Joseph Conrad; Camera con vista e Maurice di E.M. Forster. La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda.
7. Si deve fare attenzione alla struttura (ma una buona str. non basta). Un possibile modello, su base ternaria (molti film di Hollywood sono così): Primo atto (introduzione dei personaggi e premesse); secondo atto (scontro e lotta); terzo atto (risoluzione della crisi introdotta nella premessa). Proporzioni: ¼, 2/4, ¼.
8. Non è detto che la linea principale della trama (di solito quella del conflitto) sia quella che contiene gli elementi principali. C’è spesso una seconda linea dello sviluppo, che di solito ha a che fare con l’identificazione del protagonista e riguardante il conflitto/educazione interiore e grandi questioni umane (odio-amore; vita-morte…). Tonio Kröger di Thomas Mann. La Commedia di Dante.
9. Si deve creare un’atmosfera: accumulazione di dettagli che fornisce l’illusione di credibilità del personaggio, del luogo, della situazione. Le memorie di un italiano di Ippolito Nievo; le Operette morali di Giacomo Leopardi; il Ciclo degli antenati di Italo Calvino. Il Grande Gatsby e i racconti di Francis Scotto Fitzgerald. Truman Capote.
10. Narrare è come un bosco: sentieri, radure, intrico si susseguono. Sentieri=sviluppi veloci; radure=pause; intrico=sorprese, momenti culminanti etc.



