RICORDI ALTRUI DI CUI MI SONO IMPOSSESSATO - 1
La prof di francese alle medie, appoggiata alla cattedra, che si dà lo smalto alle unghie dei piedi.
Sto per arrivare primo alla corsa campestre, l'arrivo è nel parco del paese. Siamo in tre alla pari, ma gli altri due li ho staccati di un metro. Il mio cane è tra il pubblico. Tutti urlano. Sto per vincere. Io che a corsa sono magro ma stavolta ce la faccio. Artù mi vede che sono contento e si butta per fare festa con me. Perché vuole giocare. Mi si infila fra i piedi e cado, con la mano arrivo a dieci centimetri dal traguardo.
(questo è di terza mano)
La mia amica fa la hostess ed è appena tornata da un viaggio in Canada.
Le telefono da una cabina pubblica.
- Ciao
- Ciao
- Lungo il viaggio?
- Così
- Ti va di venire a fare un giro?
- Adesso?
- Mh, a cena, dai
Sono in un quartiere dove la gente si preoccupa degli altri. Un calabrese e un magrebino stanno pestando un pachistano in mezzo alle macchine parcheggiate.
- Ascolta, sono qua sul letto, guardo la tv.
- Guardi la tv, sul letto. Ma vienei?
- MI metto qualcosa e vengo.
- Vuoi dire che non hai niente addosso? Proprio niente?
Il calabrese mi vede, viene verso di me e apre la porta della cabina. E' grosso, molto grosso.
- Stai telefonando alla polizia, eh?
Io gli metto la cornetta in mano. Lui la poggia all'orecchio
- ... perché la prima cosa che mi levo appena arrivo a casa sono le mutande...
Mi guarda interdetto. Mi ridà il telefono. Esce
Fa due passi, poi torna indietro e mi dà la mano.
Poi torna a occuparsi del pachistano.
- Ehi, la cena...
- No, dai, vieni tu da me...
continua