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31/10/2006

TRASLOCO

Cambio casa:

http://mics.vox.com
postato da: mics alle ore 14:44 | link | commenti
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24/10/2006

SCIROCCO

Oggi sciroccati dallo scirocco. Tutti in giro senza giacche, voli di biciclette a mezz'aria fra le case.


Leggo due libri pieni di immagini.
Uno si intitola Vortici, atomi e sirene. Immagini e forme del pensiero esatto, Electa, di Ruggero Pierantoni, del 2003.


"Non mi importa nulla di mentire, ma odio l'inesattezza" è il titolo di uno dei capitoli, che penso sia un assunto dal valore superiore vicino a quelli di Gorgia da Lentini.
Pittura, fotografia, fisica, chimica, teoria della percezione per far dare uno sguardo diverso all'arte e agli oggetti che ci cadono sotto gli occhi. E cambiare il modo di guardare è il modo migliore per conoscere.



L'altro è un libro che aveva un debito con me. Quest'estate a Caen c'era una mostra su Antoine de Saint Exupéry (senza il trattino, lui si firmava senza) e su sua moglie Consuelo, una ecuadoregna affascinante. Erano tormentati i due e lui le scriveva lettere d'amore piene di quelle parole che vengono dallo stesso campo di quelle di Pilota di guerra, Volo di notte, Il piccolo principe. Ma c'erano i giorni in cui lei lo pregava di non lasciarla da sola. Insomma, questa mostra, io là intorno a Caen, e alla fine non ci sono andato. Nel frattempo, leggevo questo,

in cui si parla proprio di loro.
E oggi la Roberta è andata alla libreria Ancora, s'è presa un po' di cose per lei ma anche una per me: è la versione italiana della Archinto di questo (lettere, fotografie, cose, mappe geografiche, rotte aeropostali, biglietti del piroscafo):


A proposito di amore, ho sotto gli occhi anche quest'altro:



che è un formidabile intreccio tra narrazione, fantascienza, divulgazione scientifica. Bohr, la teoria dei quanti, le superstringhe, l'amore, i ricordi, Schroedinger e i gatti di Hoffmann, Thomas Mann e i computer quantici. Una macchina narrativa notevole.
Da questo libro prendo spunti per:


CRONACA DALLO SCIROCCO

Oggi dalla psichiatra sono andato in bicicletta. Volato a mezz'aria fra gli edifici, trasportato dallo scirocco.
- Le senti ancora le vertigini? - fa lei
- No, se non faccio movimenti bruschi.

- E dolori fuori dal corpo?
- Cosa?
- Beh, se non sai cos'è vuol dire che non li senti.

- Ti si offusca la vista?
- No. Ma davvero si possono sentire dolori esterni al corpo?
- Non so, l'ho letto in una rivista. C'è una caso del genere in Puglia, una vedova di Taranto.
- E come sono i dolori fuori dal corpo? Lancinanti, pulsanti, sordi, profondi, acuti, caldi?
- Non saprei.
- E come è possibile?
- Non lo so. Ma non molto diversi dai dolori del corpo, penso. Li senti a un piede o a un dito ma sono nel cervello.
- Tipo: male alla maglia... e il male sta con me?
- Se non ti levi la maglia.
- Se mi allontano dalla cosa che mi fa male, che ne so un muro, il male diinuisce?
- Non so.

- Ti ricordi delle cose prima che accadano?
- C'è della gente che ha un sintomo così?
- Anche questo l'ho letto su una rivista. Stanno studiando un caso in Brasile.

- Credi di star dormendo?
- No, sono sveglio.
- Ti ricordi i sogni di stanotte?
- Sì, c'erano degli alberi.
- Un sogno a sfondo sessuale.
- No.
- Come no.
- No.
- Ma eri agitato perché dovevi venire al colloquio.
- Non tanto. Ero agitato che il meccanico non avesse sistemato la bicicletta.
- Volevi sognare me. Volevi fare dei sogni a sfondo sessuale su di me.
- ...
- Volevi?
- Sta fra i sintomi di quelli che hanno la malattia dei dolori esterni al corpo e dei ricordi premonitori?

- Non sogni mai di essere sveglio?
- Sempre.
- E sogni mai di dormire?
- No, non mi sembra.
- Credi di essere in un sogno?
- No, sono sveglio.
- Forse sogni di essere sveglio.
- Non credo.
- Eppure ci sono io nel tuo sogno, e tu volevi sognarmi.
- Fra i sintomi c'è anche la capacità di controllare i sogni?

- E sogni di essere qualcun altro, o un animale? Ho letto del caso di un paziente di Asti che crede di essere un pipistrello. Come ci si sente a essere un pipistrello?
- Quell'uomo ha detto come ci si sente a essere un pipistrello?
- No, ha dei disturbi della memoria.

- La bicicletta te l'hanno aggiustata?
- Va da dio. Vola.
postato da: mics alle ore 22:49 | link | commenti (8)
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20/10/2006

CURVE, FUOCHI



Ovale di Cassini, detto anche "occhi di gatto".
L'ovale di Cassini è il luogo dei punti del piano la cui media geometrica della distanza da due punti, detti fuochi, è costante.
La curva è descrivibile anche nel modo matematico qua sotto.
E' chiaro che non ci capisco un bel niente, per quanto riguarda tutta la serie di equazioni ecc., ma mi piacciono molto le forme: è come se guardassi una partitura musicale.

Équation bipolaire :  , le pôle O étant le milieu du bipôle (F', F) , avec a = OF = OF'.
Paramétrisation cartésienne :  (t = r).
Équation polaire :  soit en posant  , l'équation avec " - " ne donnant des points réels que lorsque e £ 1 , avec .
Équation cartésienne : , ou 
soit encore :.
Quartique bicirculaire alliptique
(rationnelle pour e = 1).
Rayon de courbure : .

Les points d'inflexions sont donc situés sur la lemniscate

Aire pour e ³ 1  (intégrale elliptique de deuxième espèce).

Les ovales de Cassini sont les lieux des points du plan dont la moyenne géométrique des distances à 2 points, les foyers, est constante (=b).











postato da: mics alle ore 15:05 | link | commenti (13)
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16/10/2006

AUTUNNO- VECCHIAIE

Leggo un libro di Julio Cortazar.
A un certo punto dice che il ricordo dei luoghi e delle cose dell'infanzia e della giovinezza nella vecchiaia si trasformano in un dolore.

C'è una pagina di Michel Tournier che dice più o meno:
la vista di due mele vecchie in cantina mi fa pensare ai modi di invecchiare: una è secca e striminzita, l'altra è gonfia e scoppiata.

Invecchiare. Due mele su uno scaffale per l'inverno. Una si gonfia e marcisce. L'altra si secca e si riduce deformandosi. Scegli se puoi questo secondo modo di invecchiare, duro e leggero.


Per quanto nelle fotografie

                    che mi fai tu

                                amore mio

si veda già il vecchio

tutto sommato

non ho mai perso

i tratti infantili

                    però certe volte

vorrei essere uno alla

                    Jean Gabin       La tempesta

in quei film di Bretagna

come si chiamano                      e tu come

           Porto delle nebbie                      Annie Girardot

                          ma il naso                 a diciannove anni

                              le labbra                            per sempre

                          non sono uguali

 

postato da: mics alle ore 15:58 | link | commenti (3)
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13/10/2006

AUTUNNO ATOMICO

In questo autunno dal sole struggente resto stupito davanti al fianco ripido del bosco di castagni, macchiato dal giallo delle foglie. E' lo stesso giallo degli anni scorsi, ma le altre volte il freddo pungeva di più.
Oggi dopo la scuola, prima di arrivare a casa per il pranzo abbiamo messo giù la bici e ci siamo fermati. Ho guardato mia figlia sulle altalene del parco. Il prato era smagliante, la scena degna di un sogno.

E allora perché mi assalgono le immagini di una città deserta, dalle case ridotte a scatole vuote. Perché penso alla voragine sotterranea degli esperimenti atomici?
Perché il titolo del giornale che dice che la terra guarirà solo con la scomparsa degli uomini mi mette i brividi, ma anche una orrenda pacificazione?

Non è malinconia d'autunno (ne sono immune, mi sono vaccinato tanti anni fa).
postato da: mics alle ore 16:43 | link | commenti (2)
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11/10/2006

Tops! (ma a chi/cosa serve?) - - - - CIAO CARI MIEI



L'articolo completo qui.
Dei commenti qui e qui.

Nella classifica dei primi cento, io (con la mia solita inattualità) nel mio piccolo frequento qualche volta Beppe Grillo (1), spesso manteblog (6), Daniele Luttazzi news (101) per il podcast, una volta di più e adesso raramente Babsi Jones (137), spesso morbìn (217). Mi sento fuori dai giochi grossi e mi ci trovo bene. E' tutto così casuale, solo così mi piace.
Con i miei trenta frequentatori assidui al giorno, ormai siamo di casa. Arrivate pian pianello, senza strepiti, un saluto, un caffè, due chiacchiere.
Ciao cari.


postato da: mics alle ore 22:24 | link | commenti (2)
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10/10/2006

Strepito

Giambattista Vico nella sua autobiografia racconta di quando doveva preparare una lezione. Aveva otto figli e di strepito doveva essercene non poco; il tempo era quello che era.

Egli la pensò fino alle cinque ore della notte antecedente, in ragionando con amici e tra lo strepito de' suoi figliuoli, come ha uso di sempre o leggere o scrivere o meditare.

postato da: mics alle ore 14:12 | link | commenti (2)
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07/10/2006

SE UNA SERA D'AUTUNNO

Dialogo assemblato da qualche email e poi dal post e dai commenti del 1 ottobre.
L'infame Rebeschin di cui si parla a un certo punto è un personaggio della "Macchina ideale" (http://www.untitlededitori.com/copia-catalogo/ )

LEI:
- Il tuo libro l'ho letto tra ierisera e questa mattina. ho comprato la terna incellophanata (alcuni pezzi li ho già regalati a destra e a manca, sfusi) e ho cominciato da te, e non era previsto, mi sembrava il più distante.
Tu mi sembravi il più distante. trapelava pochissimo, come da una forte protezione, attorno.
mi è piaciuto molto (per quel che significa) ed è una sorpresa, per me.
Capisco untitled io che parla di un tentativo di 'condivisione dello stupore'. immagino, senza saperlo davvero, cosa dev'essere stato intuire, poi volere, poi tenere questa cosa tra le mani e farla nascere. La trepidazione e il ritmo rotto del respiro, forse numerose apnee.
Lascerò sedimentare.
IO:
- Cara a.
credo che tu possa capire che cosa significa sentirsi dire "il tuo libro l'ho letto tra ierisera e questa mattina".
Perché se si scrive non è per la fama, non è per orgoglio non è per romanticismo, (per me) è per ripetere lo stupore la meraviglia il rapimento di quando ho letto dei libri e vorrei rifare quell'esperienza e possibilmente farla ripetere ad altri.
Ci siamo visti? Forse a Trieste? Dici che ero distante... non so... c'era il mare, forse ero occupato da quello, oppure c'era questa agitazione del libro, confesso che quando c'è della scrittura intorno divento serio.
Per lo stupore: di stupore parla hladik: questo hladik quando è in carne e ossa è un mio caro amico, è un supersperto di musica classica e ne scrive benissimo: i passi della "Macchina ideale" in cui si tratta di musica quasi tutti li ha scritti per buona parte lui, nel senso che li ho ripresi manipolati rielaborati me ne sono appropriato, ovviamente con il suo consenso. Questo è stato un gioco di condivisione bellissimo nel libro e anche fuori dal libro.
La cosa da ridere è stata questa. Gli ho detto: "Ascolta Carlo, non arrabbiarti, però sappi che il protagonista del libro quando scrive le cose che vengono da te è quasi sempre ubriaco". "Ah", ha detto hladik/Carlo, ed è stato contento, perché quel qualcosa di estatico e dionisiaco che c'è nell'abbandono musicale lui lo condivide.

LEI:
- Ho trovato l'infame Rebeschin, e certo non era proprio lui che cercavo, in un post del ventisei settembre duemilatre. viene da lontano, l'infame, e va lontano.
IO:
- L'infame Rebeschin fa parte di una storia dell'infanzia dentro la storia generale. Sono affezionato a quel ragazzino chiuso nel laboratorio di scienze, l'ho conosciuto.
Qualche brano che viene dal blog c'è nel libro, ma poche cose, tre o quattro pagine in tutto, e se poi vai a guardare sono molto rielaborati. Il blog mi serve poco come officina per la narrativa, si lavorano pezzi diversi.




IO:
- Però, ragazzi e ragazze, intendiamoci, nessuna detitolatezza né deletteraturizzazione può togliere niente alla fatica alla goduria agli stalli alle accelerazioni alle ricerche alle intuizioni alla tecnica all'occhio all'euforia alla disforia all'orgoglio alla vergogna all'avventura all'appisolarsi al pensarci al dimenticarsene all'incertezza alla sicurezza all'intimità all'estraneità alla tenerezza alla rabbia al tempo alla sospensione agli sguardi alla cecità al desiderio alla repulsione di scrivere un libro. E niente può togliere il fatto che i lettori siano molto curiosi e giustamente a cosa passa per la testa e per le mani gli autori. Cioè l'autore dei libri UnitlEd scompare dalla copertina ma non è un fantasma, toglie il suo nome perché fa parte di un progetto non individuale nel senso che l'ha fatto in modo meno solitario. Diventa nessuno per essere tutti (anche lettore, anche editore). E così per tutti gli anonimi che gli girano intorno: librai, editori, lettori. Si confondono un po'. Dice Sanguineti in una sua poesia che il suo stile oggi è non avere stile, per fare in modo che la poesia sia di tutti. E in un suo racconto "Vociferazioni" dice: "chi vocifera quello può essere tutto, cioè chiunque, cioè tutti. Puoi essere tu, anche".
....  E non si può cedere all'orribile epica e smanceria del lettore-creatore ecc. ecc. (ma chi ci crede più?).
Jeder Dichter ist ein Narzissus - ogni poeta è un narciso. L'importante è saperlo.
....
Per me, mentre scrivevo, devo dire che è stato strano e stimolante 1) scrivere su commissione 2) avere dei lettori e una lettrice in particolare in carne  e ossa e  non solo ideali 3) che con la mia redattrice dedicata (che è una formula deliziosa per metterci anche del bene che ci si vuole) XX.. c'è stato un bel gioco di dare e avere che ha dato a questo libro il "suo" sapore (le ho delegato alcune decisioni, è stato bello, e il libro è fatto anche di questo) 4) mentre scrivevo mi è venuta l'immagine di me che stavo cercando di improvvisare dei passi di danza su un palco e c'era un piccolo pubblico insieme al quale definivo la composizione dello spettacolo, chiedevo consigli ecc.
...
Quando ho scritto altre cose le ho sempre sottoposte a una specie di "comitato di lettura" prima della fase finale. Quando ho accettato di fare il libro UntitlEd ho visto una particolare forma di radicalizzazione di questa partecipazione di più di uno e non solitaria alla formazione di un libro. E di perdere (in parte) la paternità del piccolo bastardino felice di avere molti genitori in nome proprio di tale felicità.
postato da: mics alle ore 22:41 | link | commenti (3)
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06/10/2006

CAMILLE CLAUDEL

Al cineforum ho visto un film non bellissimo in senso cinematografico ma impressionante per la storia. Impressionante nel senso che impressiona, non si cancella.




E poi per me tre ore di Isabelle Adjani e Gerard Depardieu, sono facce e azioni di attori che non mi stanco di guardare.

E le sculture della Claudel al museo Marmottan, al museo Rodin, al museo d'Orsay ce l'ho ancora negli occhi.







postato da: mics alle ore 14:38 | link | commenti (6)
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01/10/2006

FRAMMENTI

Intanto La macchina ideale - questo romanzo a cui voglio molto bene - ha compiuto quasi quattro mesi.
E' finito su qualche giornale, è andato nelle librerie e in mano a qualche lettore.
E' un libro che ha tempi lunghi, così come è nella filosofia dell'editore, che non fa libri "a scadenza".

Gli editori, anzi le editoresse della UntitlEd hanno aggiunto, sul sito, anche alcune pagine di anticipazioni. Ne metto qua sotto una.
Il disegno lo metto qui perché è stato uno stupore che mi ha colto quando il libro era ancora in gestazione. Una delle editoresse ha visto una delle figure più impressionanti del mio libro e con otto-nove righe l'ha fatta diventare una vamp-montagna-gigantessa.
Per il resto delle anticipazioni maanche per il complemento di altre immagini e qualche frammento di comunicazioni e delle fasi di elaborazione del libro c'è molto nel sito di UnitlEd edizioni:
http://www.untitlededitori.com/copia-catalogo/












postato da: mics alle ore 22:32 | link | commenti (11)
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