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29/11/2006

imBROGLIoni

Nando Dalla Chiesa con la sua teoria sulla notte delle elezioni, uno scoop di Marco Canestrari.

postato da: mics alle ore 23:43 | link | commenti
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28/11/2006

ER PAPA

Polemiche sulle imitazioni del papa.
Vedo Carlo Verdone alla tv che fa mea culpa.  Per la satira, dice, ci vuole moderazione.
(La satira per definizione non è moderata: forse nei toni, nel senso che non è invettiva; non certo per il rispetto dei bersagli polemici).
Giuliano Ferrara con la sua riflessione pelosa sulla satira degli altri: musulmani, stranieri ecc.

Caro Giuliano, gli altri sanno ridere di se stessi e di noi.



Caro Carlo, ti dimentichi qualcosa.
Per esempio:

Cosa fa er Papa? Eh ttrinca, fa la nanna,
taffia, pijja er caffe, sta a la finestra,
se svaria, se scrapiccia, se scapestra,
e ttie Rroma pe ccammera-locanna.

Lui, nun avenno fijji, nun z'affanna
a ddirigge' e accorda bbene l'orchestra;
perche, a la peggio, l'urtima minestra
sara ssempre de quello che ccommanna.

Lui l'aria, l'acqua, er zole, er vino, er pane,
li crede robba sua: E tutto mio;
come a sto monno nun ce fussi un cane.

E cquasi quasi goderia sto tomo
de resta ssolo, come stava Iddio
avanti de crea ll'angeli e ll'omo.


Cosa facciamo, ce la prendiamo anche con GG Belli?
postato da: mics alle ore 18:14 | link | commenti (2)
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23/11/2006

HOC

In latino hoc significa questo o ciò.
Insomma è il pronome neutro di terza persona.
Come es in tedesco, it in inglese.

Hoc per il romano era la mens universale: era un'anima - logos - pneuma - ragione - ordine che pervadeva tutto ed era tutto. Era fuori di me. Era tutto quello che vedi e tutto quello che non vedi: a livello più basso materia e corpi, a livelli superiori anima ed etere ed eternità. Il destino era armonizzarsi con questa anima superiore alla propria.

Es per il moderno è il magma che ribolle sconosciuto. E' dentro di me. E' la psiche sommersa. E' il caos che preme sotto il labile controllo. E' un dio interiore che dirige i miei atti. E' solo un altro me stesso. E' il destino come si è formato quando ancora non ne sapevo niente. Il destino contro cui devo lottare per il breve e provvisorio tempo della mia vita in un'epoca senza fiato.

Poi ci sono le divagazioni.
E' uscito, finalmente, Settentrione di Louis Calaferte, da Neri Pozza.
Per lui iddio era qualcosa d'altro.
Inizia così:
In principio era il Sesso.
Salvifico. Carico d'immortalità. C'è la Bestia. Eroica. Possente. E al di là della Bestia non c'è niente.


(Mi fa così tanto tornare in mente I canti di Maldoror di Lautréamont. Stesse visioni)

Uno dice: ma ci si annoia a correggere i compiti di scuola.
No.



postato da: mics alle ore 21:51 | link | commenti (6)
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22/11/2006

MAESTRI 3

Il film Essere e avere è bellissimo.
E' un documentario su una piccola scuola della provincia dell'Alvernia. C'è un anno di scuola, di una multiclasse dove stanno insieme i piccoli dell'asilo con i più grandi alle soglie delle medie. C'è un maestro che sa bene quello che fa.

Una delle scene che mi ha colpito di più è questa: ci sono due bambini che fanno disegni e scritte, stanno imparando a scrivere. Una più piccola della scuola materna moretta e occhi cinesini si avvicina e si mette a guardarli.
Ecco, in quel guardarli c'è la curiosità, l'attenzione gratuita, ignara dell'utilitarismo. Non si sa che cosa produrrà quel guardare.



















La novità di oggi è che il tribunale superiore francese sta per pronunciarsi perché i genitori dei bambini filmati dal regista Nicolas Philibert avevano chiesto dei risarcimenti danni.
Loro non avrebbero mai pensato che il film-documentario sarebbe andato a Cannes, che ne sarebbe stato fatto un dvd dal notevole successo commerciale.
E hanno chiesto la loro parte.
Ma il tribunale pare che non acconsentirà alle richieste.
L'argomento che i bambini non sono attori ma stanno dentro un documentario non è privo di significati importanti.

Un articolo qui.

Il sito qui.
postato da: mics alle ore 23:41 | link | commenti (4)
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BLOG E POESIA

Non mi sembra male quello che scrive Alessandro Ramberti qui . Alessandro fa l'editore e il suo sguardo sulla scrittura in rete è una voce con cui misurarsi seriamente.

I blog che frequento maggiormente hanno caratteristiche in cui mi ritrovo e in genere rifuggono da sfoghi ombelicali e da polemiche frustranti (sia per chi le impone che per chi le subisce): Universopoesia di Matteo Fantuzzi, La poesia e lo spirito di Fabrizio Centofanti, La costruzione del verso di Gianfranco Fabbri, Liberinversi di Massimo Orgiazzi, Microcritica di Massimo Sannelli, quelli di Chiara De Luca, Stefano Guiglielmin, Christian Sinicco, Davide Nota, Tellusfolio, Nabanassar, Absolute Poetry e diversi altri in maniera più saltuaria.

postato da: mics alle ore 14:10 | link | commenti (1)
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16/11/2006

MAESTRI 2

Fra le esperienze scolastiche ce n'è una che sto cercando di capire meglio.

A Pecetto, vicino a Torino, io non sono mai stato. Ma ci sono le ciliege, un vecchio cedro, una torre con un mandorlo sopra e la scuola elementare Nino Costa. Dove i maestri fra anni 60 e 70 hanno applicato le tecniche Freinet e seguivano il Movimento di Cooperazione Educativa.

La scuola c'è ancora, non so se ancora così all'avanguardia. Comunque sul loro sito ho trovato una cosa commovente, i "banner intelligenti" link.

Luigi Comencini ha girato nel 1970 per la Rai e la San Paolo film una serie di documentari dal titolo "I bambini e noi". Qui ce n'è un brano.
Ha messo una nuda una realtà tremenda per l'infanzia, soprattutto per quanto riguarda il lavoro minorile.
Nella decima puntata, "Qualcosa di nuovo", Comencini ha visitato in senso positivo la scuola Nino Costa.

A proposito: qualcuno sa aiutarmi a trovare questo documentario? Vecchie cassette, modo di scaricarlo dalla rete, siti di cinefili?

Racconta Fiorenzo Alfieri, che è stato maestro in quella scuola, che si tenevano in classe anche degli animali. Hanno avuto dei lucherini che giravano per l'aula mentre i bambini facevano i compiti.
postato da: mics alle ore 16:21 | link | commenti (6)
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13/11/2006

PROVACI ANCORA, CAIMANO

Imbroglioni
postato da: mics alle ore 22:14 | link | commenti
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10/11/2006

8 per mille e Nairobi

Il mio 8 per mille che avevo dato allo Stato per servizi sociali e cultura - così dice la Legge - questi l'hanno adoperato per la loro guerra. link

E le variazioni climatiche faranno sentire effetti significativi durante la nostra vita. Mi suona sospetto peraltro che tutte questi allarmi apocalittici vengano fuori a ridosso della conferenza di Nairobi.
Mi dico: mi va bene se vedo la metà del XXI secolo, nel 2050 avrò 86 anni, mi basterebbe. Ma qui la faccenda comincia a essere davvero preoccupante. Quando si incomincia a fare sul serio, sulla questione ambientale? Quando si comincerà a capire che deve essere messa al primo posto nelle gerarchie della politica? A Nairobi si svolgerà fra breve la conferenza Onu sul clima, una sorta di prosecuzione delle azioni avviate con il trattato di Kyoto. Deve andare meglio che a Kyoto. Non può essere diversamente.  link
postato da: mics alle ore 21:42 | link | commenti (8)
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09/11/2006

JACK HIRSCHMAN

Ho partecipato stamattina a un breve incontro con Jack Hirschman, che c'è chi indica come il più grande poeta americano di oggi.
Dell'"altra America", di sicuro.
E' il traduttore di Pasolini e di Artaud in Usa.
Ex beat-generation, poi street-generation. Cabala, surrealismo, poesia militante.
Rivoluzione.

Ha letto una sua poesia, New York New York. Si può leggerla e risentirla qui. E qui ci sono altre notizie e altre letture.

questo post anche in mics.vox.com

postato da: mics alle ore 00:34 | link | commenti
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08/11/2006

SIAMO ANDATI ALLA MOSTRA

Siamo andati alla mostra a Rovereto


e c'era dannazione






e c'era il segreto di un messaggio

e una promessa di felicità



e c'erano anche le installazioni di Douglas Gordon


trovi questo post con altri elementi su mics.vox.com
postato da: mics alle ore 00:23 | link | commenti (1)
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04/11/2006

MAESTRI 1

Compito: chi sono i tuoi maestri.

Svolgimento:

IL CAMMINO PER TORNARE A CASA
Una overtoure e successivi atti


OUVERTURE

PRIMO MOVIMENTO

Per passione e per lavoro rifletto da molto tempo su che cosa sia insegnare. Insegnare qualcosa (che cosa?) a qualcuno. Chi sia un maestro. Molto meglio la parola maestro rispetto alle parole insegnante, docente, professore, educatore, all’orrendo formatore (ma quale forma? vogliamo scherzare?).
Il maestro non insegna soltanto, educa.

Maestro è chi indica il cammino.
Il cammino per tornare a casa.
Tornare a casa significa diventare ciò che si è.
Il maestro restituisce il discepolo a se stesso, dall’inautenticità all’autenticità.
Il maestro disorganizza, spiazza, decondiziona, diseduca. E poi educa.
Il maestro risveglia.

Il maestro – dice un maestro – quale che sia e quando che sia, se è un maestro, è colui che restituisce il discepolo a se stesso e alla sua condizione di autenticità attraverso trasformazioni ed elaborazioni di pensiero, perché si sa che, per quanto possa risultare incredibile, per diventare se stessi occorre inventarsi.

La pedagogia indiziale: si limita a indicare l’azione e la verità opportuna (incarnata in un fare) senza doversi costituire in un discorso (in logos). Lascia aperte le possibilità, facendo sorgere le virtualità dell’intelligenza del discepolo. Non fa quasi nulla: semplicemente accoglie e mantiene le virtualità del suo dire e del suo insegnare – al contrario di quanto avviene in ogni dogmatica, per quanto sia dichiarata aperta.

Il maestro dice.
Il maestro racconta.
Il maestro tace.
Fa.
Maestro è ciò che ciascuno deve poter divenire.
Il maestro sa che cesserà di insegnare.
Il maestro impara.
Il maestro rivela che ciò che sembrava ovvio, ciò che il discepolo non riusciva più a vedere, perde i suoi tratti scontati e si trasforma in qualcosa che il discepolo non conosceva, in un nuovo flusso di pensiero e di emozione, in un gioco più alto e più avvertito della vita.
Il maestro insegna a vedere diversamente.
Il maestro è la guida in territori sconosciuti.

SECONDO MOVIMENTO

Mi interessano i maestri che educano.
Anche quelli che non sapevano, che non sanno di stare insegnando.
Non è solo scuola, è chiaro. A scuola, come altrove, il maestro è raro. I discepoli sono meno rari: questo permette il processo dell’esistenza.
Anche il discepolo crea il maestro. Quanto più il discepolo è pronto a imparare, tanto più trova maestri.

Anche chi non conosco.

Voglio raccontare i maestri.
Per farlo, parto dai miei maestri.

Si insegna attraverso l’esperienza; la propria esperienza.

Si impara solo attraverso l’esperienza.

Di chi parlerò?

Vorrei dire: parlerò di tutti. Perché mi piacerebbe dire che in misura diversa tutti quelli che ho conosciuto sono miei maestri. Anche quelli che non ho ancora conosciuto: ci ho già pensato, li sto attendendo, mi stanno già insegnando. Ma non è così. Non tutti.

Tutti gli altri sono miei maestri.

Non parlerò di tutti.
E non parlerò dei personaggi inventati: Ismael, Sandokan, Tarzan, Anna Karenina, Robinson.
Nemmeno dei libri: Conoscere, Il grande Gatsby, I ribelli del Missouri.
Nemmeno degli scrittori e dei registi: Hermann, John, Eugenio, Edoardo, François, Peter, Howard, Luigi. Nemmeno degli dèi, dentro e fuori dal mondo: …
Nemmeno degli amici. Però vorrei che con quelli dell’adolescenza avessimo avuto più coraggio e consapevolezza. Quelli della giovinezza li vorrei più vicini.
Nemmeno della natura, o di maestri metaforici.
Nemmeno di me stesso bambino, né di me stesso vecchio. Di quello che non sono e che sta lì a sorvegliarmi e ad ammaestrarmi. Di quell’uomo di quarantadue anni che veniva a trovarmi quando ne avevo diciotto. Di quello di tre che viene quando non sono quieto. Di quello di settantasei che andava da quel trentenne che sono stato.

PRIMA CONCLUSIONE

Parlerò dei miei padri.
Parlerò della Margherita Maffei: una maestra-allitterazione, un respiro di poesia.
Parlerò di mia madre.
Parlerò delle professoresse delle medie.
Parlerò di un paio di preti.
Parlerò di qualche professore del liceo.
Parlerò di qualche professore dell’università.
Parlerò del mio quartiere.
Parlerò di una contadina.

una versione con altri elementi qui: http://mics.vox.com

postato da: mics alle ore 19:16 | link | commenti (3)
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02/11/2006

E' bello ciò che è caro

Narra Esiodo che a Tebe quando si festeggiarono le nozze fra Cadmo e Armonia le Muse cantassero in coro "Chi è bello è caro, chi non è bello non è caro" e che gli dèi si unissero al coro.

Non so che cos'è, ma mi suonano cari la pioggia di foglie lungo il viale, i barlumi di luce tra i rami, un aereo che passa lungo l'autostrada, il treno mentre vai in macchina ed è quasi notte.

Caro è il ritornello che ti rincorre nella sua provvisorietà: Moon river che suona mentre cammino in città o quando faccio un lavoretto sul mac e intanto mando itunes.

Cara la luce che filtra fra gli alberi.Sempre.

Caro è anche Boris Vian, che aveva dormito per qualche anno e adesso si sta risvegliando. Et joue la trompinette.

Cari sono i libri degli amici. Ad esempio questo: Il discorso è che una volta ero un genio di Giovanni Previdi (Zandegù editore). C'è una pagina sui palloni Supertele - quelli dalla balistica da particelle subatomiche - che potete sentire recitata da qua da Paolo Nori, ed è un bell'ascoltare. Anzi caro.



Versione con altri elementi multimediali di questo post in mics's blog.
postato da: mics alle ore 13:35 | link | commenti (3)
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DOPPIA CITTADINANZA SPLINDER/VOX

Già: inquietudine residenziale e topologico-geografica.

Sarà il fohn che scorre in valle.
Spettacolare perché le piogge di foglie morenti sui prati sono struggenti. Inquietante perché scompiglia delle cose giù nell'anima.

Proviamo in quest'altro modo.

Qui su splinder la versione "scrittura".

Su http://mics.vox.com la versione "scrittura" + accessori voce - foto - video ecc.
postato da: mics alle ore 13:31 | link | commenti
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