“Gli amanti che si offrono la vita non sanno dire che cosa vogliono l’uno dall’altro. Non si può certo credere che solo per il commercio dei piaceri carnali essi provano una passione così ardente a essere insieme. È allora evidente che l’anima di ciascuno vuole qualcosa d’altro da sé che non è capace di dire, e perciò la esprime con vaghi presagi, come divinando da un fondo enigmatico e buio.”
(Platone, Simposio)
Diciamo che “Nella sua metà, la mia metà riunisco” (Ronsard, Les amours, 77).
Diciamo che perseguiamo un “unico e semplice piacere”.
Diciamo che inseguiamo un sogno di unione totale: tutti considerano impossibile questo sogno, e tuttavia non desistono. Io non rinuncio. Senza di te io non sono più io.
(Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Unione)
Insomma parliamo di uno che tende a diventare due.
Carol Ann Dufy
Per San Valentino
Niente rose rosse o cuoricini di seta.
Ti regalo una cipolla.
Luna avvolta in carta scura.
Promette luce
come l’attento spogliarsi d’amore.
Ecco.
Ti accecherà gli occhi di lacrime
proprio come un’amante.
Farà della tua immagine riflessa
una tremolante foto di dolore.
Sto cercando di essere onesta.
Niente letterine leziose o baciogrammi.
Ti regalo una cipolla.
Il suo bacio feroce ti rimarrà sulle labbra
possessivo e fedele
così come siamo noi,
finché lo siamo.
Prendila.
I suoi anelli di platino, se lo vorrai,
si stringeranno in una fede nuziale.
Letale.
Il suo odore si attaccherà alle tue dita,
si attaccherà al tuo coltello.
Dino Campana
In un momento
In un momento
sono sfiorite le rose
i petali caduti
perché io non potevo dimenticare le rose
le cercavamo insieme
abbiamo trovato delle rose
erano le sue rose erano le mie rose
questo viaggio chiamavamo amore
col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
che brillavano un momento al sole del mattino
le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
le rose che non erano le nostre rose
le mie rose le sue rose
P.S. E così dimenticammo le rose.
(Per Sibilla Aleramo)