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29/05/2007

ZERO IN CONDOTTA - Dalla scuola - circolare n.9


SCRUTINI

misurabile = miserabile
postato da: mics alle ore 14:00 | link | commenti (4)
categorie: scuola, poetiche
26/05/2007

ZERO IN CONDOTTA - Dalla scuola - circolare n.8

In 2B quest'anno abbiamo letto in classe due libri, Le città invisibili di Calvino e Il sistema periodico di Primo Levi.
Sul modello del primo, abbiamo fatto anche un'esperienza di narrazione di un pezzo della nostra città. I ragazzi hanno scelto la Piazza del Duomo. Ecco il risultato: x .


 
Sempre in 2B, cercavo di spiegare il sentimento delle cose dell'età del barocco. Una certa incertezza delle cose. "Come se avessi dei dubbi - dicevo - che, per esempio, quello che ho qui davanti non è un banco, ma qualcosa d'altro, oppure che Mila non è una... signorina" e loro qui hanno riso. "Perché ridete?" faccio io. Non sono abituate a sentirsi chiamare "signorina".

Una degli attributi possibili della bellezza è che della cosa bella non si sente il desiderio di essere padroni. (A dire il vero è una cosa che anche a me all'inizio ha più che infastidito, turbato). Per i sedicenni di 1E è una definizione inaccettabile, c'è stato un dibattito che non avrebbe sfigurato in un dialogo socratico.

Non appropriarsi di ciò che si ama... lasciarlo libero... (Simone Weil)

C'è un proliferare di proposte di percorsi tematici, negli ultimi giorni, nelle ultime ore.
Qualche giorno fa ho tracciato una storia degli attributi di Elettra nella letteratura.
Mi arriva una mail, e Ada mi propone la solitudine oppure il perdono oppure la gratitudine, per dei corsi dell'anno prossimo in compartecipazione con altri di altre discipline.
Rob mi dice, sarebbe bello fare una storia dei "primi incontri con il mare".
Elettra è già passata. Quest'ultimo sulla vista del mare me lo sognerò in qualche modo, e poi ricorderò il sogno mentre prendo appunti su una tavolo di biblioteca.

Stamattina in 2B Giacomo leggeva La vita è sogno facendo la parte di Sigismondo. L'ho rivisto nel pomeriggio, a una festa in un parco cittadino, faceva il volontario per un'associazione di aiuto ai disabili. L'altro giorno invece cantava una canzone dei REM all'assemblea-spettacolo.



postato da: mics alle ore 22:46 | link | commenti (5)
categorie: scuola

ESTATE A FINISTERE - 2

poema dello scrittore austriaco Ivan Benedik

L'estate a Finistére - parte 2


Tra fantasticare e restare nel reale c’è un niente. Colmo le attese di fantasie. Quel che immagino è accaduto.
La Signora di Kersadiou ha preparato un gâteau provenzale, una via di mezzo fra un polpettone e una quiche. Nascosto nella pasta ha navigato un pupazzetto di legno molto piccolo, un gesubambino, l’ultima bambola annidata in una matrioska. Io sono impuro, disordinato e non merito premi. Dicono che il pupazzetto porta fortuna a chi lo trova nella fetta; è una cosa di natale, ma oggi fa così freddo che d’accordo va bene così come fosse natale. Gli ho quasi mozzato la testa con il coltello, lui mi ha guardato con gli occhi grossi, incrostati di pomodoro. Ciao papà, mi ha detto. Di’ ciao anche alla mamma, gli ho detto io, comportati bene e fa’ il bravo con le tue sorelline.



L’onda del traffico
ci ha depositato
nelle terre
di Caterina
    la Perduta                Katell
Abbiamo il mare                Gollet
intorno al cuore
        trema l’aria
            al tuo passaggio
        no è il cellulare
            chiamano
            dall’Italia
        che tempo fa
siamo sudditi
di un paese di piogge
    foglie galleggianti
    sul canale navigabile
        passano pescherecci e
            blu
        grandi battelli
postato da: mics alle ore 15:18 | link | commenti
categorie: estate a finistére
22/05/2007

LA FIERA DEL LIBRO DI TORINO

E' un gran mercato, d'accordo.
L'impressione è che accanto agli stand-libreria affollati di compratori dalle buste colme di cose che potrebbero comprare in qualsiasi altro posto ci sia il sentimento comune della civiltà della cultura.
A parte la gratificazione per i maniaci come me e come tantissimi che entrano al Lingotto, di ubriacarsi di copertine e pagine sfogliate, di perdersi in una rete vastissima di nomi e titoli e nella voluttà di assaggiare cibo della mente senza rischi di assuefazione; a parte questo, alcune piccole e meno piccole scoperte valgono da sole la pena.
C'era lo spazio per i i piccoli editori dalla vita giovane: nell'area "incubatore" c'era anche Untitl.Ed. Ecco, alla fiera c'è posto anche per questo. Io che sono un piccolo autore di una piccola casa editrice ho avuto una parte di visibilità dentro un sistema che ho sentito mio. Non so se è merito della Fiera, non credo anzi. Credo che sia merito del fatto che nella Fiera c'è chi ci crede, grandi e piccoli.



Mi sono fatto attirare spesso dalla sezione di radiorai. Mi ha conquistato Marino Sinibaldi: era la voce di Fahrenheit (radiotre), è diventato un signore alto e rapido. Ho seguito la diretta delle trasmissioni alla radio mezzo trasognato. Poi Sinibaldi ha dato vita a un evento inaspettatamente affollato, una consacrazione credo importante per la casa editrice Viella: insieme ad Alessandro Barbero ha presentato questo libro.
A proposito di Barbero, ha diretto la creazione di una storia dell'Europa e del Mediterraneo per la Salerno editrice, che ho sfogliato nello stand, dove sono tornato diverse volte: alcune grandi opere, insostituibili, però anche volumi di scarsa qualità, mi pare.
Senza riserve invece il rapimento negli stand di Aragno e di Melangolo.

Sabato pomeriggio, Daniele Del Giudice con una lezione magistrale sui confini.
"Parlo lentamente perché ci si deve pensare".
Lo spazio dei nuovi confini. Una lezione-collaudo. Esaminare la possibilità che il confine non sia una linea che chiude, ma uno spazio che unisce le diversità e le agglomera.
Peiras, in greco: limite, termine. Limes, in latino: perimetro, limite. Had (plur. hudud) in arabo: chiusura, termine, orlo, pena legale, definizione, qualcosa che costringe; i confini di dio sono le restrizioni di dio.
Confino è la forma antica di confine ed è rimasto come pena, è il domicilio coatto.
Confine italiano non è un calco dal latino o dal greco, viene da cum-finis. Sta a indicare esclusione, assenza e si oppone a concetti del tipo trasmodare, eccedere.
E così attraverso le parole si può pensare un nuovo modo di concepire il confine: non una terra di nessuno ma una terra di qualcuno, un modo di stare insieme, perfino i confini del corpo possono essere ripensati. Come dire lo stare insieme: usare parole come frontiera (le "nuove frontiere" sono traguardi ambiziosi, fratture con il passato, ma indicano ancora separazione). C'è una espressione che può indicare questa forma del confine, ma si tratta di un prefisso, è inter-: internazionale, interscambio. Si potrebbe farci un sostantivo, interità. Oppure la parola attesa (< ad-tendere) dove si dà luogo a un tempo speciale un tempo-ora, un tempo inaspettato che si insinua fra prima e dopo e irrompe "tra". Oppure il sostantivo ospitalità, il più vicino al senso della reciprocità di un confine/frontiera condiviso.
Tra Ottocento e Novecento ci hanno raccontato che avremmo avuto tutto: energia, progresso, forza dei corpi, benessere. Ci hanno dato un mondo confinato e catafratto. Ed è stato solo per pochi. Ecco i confini che escludono. Ma hanno sbagliato: i confini devono essere bifronti, capaci di aperture e chiusure, devono essere punti e fasce che hanno interstizi, dei punti da cui non attendersi nulla e da cui verrà il nuovo.



Cercavo dei libri per bambini. E a parte l'affollamento da Giunti, Battello a vapore ecc. ho trovato questi libri-gioco e queste delizie della Beisler.

Appunti casuali:
Paolo Orvieto, Labirinti, castelli, giardini. Luoghi letterari di orrore e smarrimento, Salerno (vabbè, questo l'ho comprato, con lo sconto, per regalarlo a rob)
A.M.Ripellino, Poesie prime e ultime, Aragno x x
Alano da Lilla, Le sei ali dei cherubini, Aragno
S. Settis, Laooconte, Donzelli


postato da: mics alle ore 06:37 | link | commenti (5)
categorie: letteratura, poetiche, macchina ideale
19/05/2007

MITI MIEI - BEATRICE DIVA AVANT-POP

In un racconto di Primo Levi il protagonista finisce in un villaggio abitato dai personaggi letterari.
In una casa abita Beatrice. Sì, lei, l'angiola bellissima di Dante.

L'angelica, mostruosa Beatrice, che vuole tutti al suo servizio, non esce mai, non parla con nessuno, non mangia che ambrosia e nettare surgelati, e che, con le protezioni di cui gode, non c'è speranza di togliercela di torno, né ora né in un prevedibile futuro. Le stavo dicendo che solo adesso, con l'avvento delle materie plastiche e dell'elettronica, i gestori sono riusciti a soddisfare qualcuna delle sue fisime. Vedesse dentro: è un concentrato della Fiera di Milano, a meno del fracasso, naturalmente. Lei cammina solo su poliuretano espanso, spesso un metro, come un saltatore con l'asta: scalza, beninteso, e avvolta in veli di nylon. Niente luce diurna: solo tubi a catodo freddo, rosa viola e celesti; un'orgia di falsi cieli di metacrilato, false stelle fisse di hastelloy, falsa musica delle sfere fatta sull'organo elettronico, false visioni tv in circuito chiuso, false estasi farmacologiche, e un Primo Mobile di pyrex che è costato tre milioni al metro quadrato. E' insopportabile, insomma: ma quando uno è un personaggio di Dante, qui è tabù. A mio parere è una situazione tipicamente mafiosa: perché Paolo e Francesca devono continuare a fare all'amore indisturbati ( e mica solo nel turbine, mi creda), mentre i Poveri Amanti hanno un mucchio di difficoltà coi guardiaparco? Perché Cacciaguida nello chalet in cima alla collina, e Somacal, che già ne ha viste tante, giù nella baracca che non prende mai il sole?

Nel parco, da Vizio di forma

postato da: mics alle ore 13:35 | link | commenti (1)
categorie: miti, poetiche
11/05/2007

RADIO E LIBRI

Oggi su Radio Aleph, trasmissione di Radioneon, un'intervista sulla Macchina ideale.
Puoi sentirla o scaricarla qui.


Vado due giorni alla fiera del libro a Torino. Vi racconterò.
postato da: mics alle ore 16:49 | link | commenti
categorie: letteratura, macchina ideale
10/05/2007

PLAYLIST DEL GIORNO

Vabbè, lo fanno tutti. Dopo 4 anni di blog ci arrivo anch'io.

E' che mi sono riprodotto quella di caporaleReyes e me la sto ascoltando con molto gusto.

(ma non so perché, così senza controllo, mi viene in mente che forse un elenco come questo a qualcosa a che fare con mia zia Bianca. Che se n'è andata e era l'ultima dei 6 fratelli/sorelle di mio papà e con lei è finita una generazione) (e la canzone popolare è la derivazione sicuramente di qualche scongiuro contro la zozza signora nera)

Comunque ecco la playlist provissorissima di oggi. Tutta con supporto youtube. Come Lelio Luttazzi all'hit-parade delle 13.30 nella radio accesa in cucina. Dall'ultimo al primo, vagamente.

Non è l'amore che va via - Vinicio Capossela
I broke that promise - Willy De Ville
I will survive - Gloria Gaynor
Che sarà - Ivano Fossati (sì, lo stesso di Jesahel)
La spada nel cuore - Patty Pravo
Magnolia - JJ Cale
Rain dogs - Tom Waits
You are my sister - Anthony and the Johnsons
Loosing my religion - Rem
Last goodbye - Jeff Buckley
May you never - John Martyn
Hide in your shell - Supertramp (ma dal vivo, in Paris)
postato da: mics alle ore 02:17 | link | commenti (4)
categorie: poetiche
04/05/2007

MACCHINA IDEALE PER TUTTI

Appuntamento alla

BIBLIOTECA COMUNALE DI TRENTO
via Roma 55 - Sala degli Affreschi

LA MACCHINA IDEALE

edizioni UntitlEd

MARTEDI' 8 MAGGIO

ALLE 17.30

Con l'autore parlerà del libro Ariadne Radi Cor e leggerà alcuni passi l'attore Emanuele Pianta


La macchina ideale: romanzo di MIchele Ruele nato dalla scrittura in internet, un'indagine su un uomo di cui c'è tutto tranne il corpo, un poema sulle macchine e le fantasie delle macchine, perché la tecnologia deve arretrare davanti alla sostanza umana. Un racconto d'amore e di musica, una storia d'infanzia e di morte, fra tentazioni liriche smorzate e i dettagli meccanici del motore-anima del grande OM Tigre.
L'editore UntitlEd commissiona le storie ai bloggers e gli scrittori fanno parte di un progetto complessivo nel nome della "detitolazione".


Recensioni: http://www.untitlededitori.com/recensioni-testi-4/


Trentino – Corriere delle Alpi - 16 giugno 2006
Si tratta di un romanzo-poema per frammenti che descrive la storia di un giovane genio delle tecnologia moderna, Eros, che scompare, ed ha inizio così una lunga indagine per trovarlo ma soprattutto per scoprire chi è veramente. Lo si conoscerà attraverso i brani dei suoi diari segreti e i frammenti di chi ha già avuto la fortuna di parlare con lui. Il tema della musica fa da contraltare alla durezza delle macchine accompagnato dalla storia d'amore. (Chiara Zambiasi)

raraMente.net - 2 febbraio 2007
Lentamente, come tanti pezzi di mosaico, le pagine del libro tentano di risolvere il giallo della scomparsa di Eros e compongono l'immagine di una persona fuori dal comune, un genio delle macchine, ammaliato dalla xenon del proiettore cinematografico, capace di manovrare un camion a cinque anni e di far compiere acrobazie mozzafiato ad un aereo. Non il solito rapporto tra l'uomo e la tecnica: Eros non cerca il controllo sulle macchine, le guarda piuttosto come oggetti del desiderio, e proprio del sogno del bambino questi congegni sembrano i simboli. E' una storia commovente e divertente al tempo stesso, grazie anche ad uno stile fresco e poetico, concreto come certi paesaggi trentini e surreale come la nuvola di zucchero che oniricamente avvolge il protagonista e lo zio. Una delizia letteraria che merita di essere conosciuta.



Appuntamenti:
29 aprile: letture all' Vrbanzoo a Verona
11 maggio: intervista su Radio Neon
13 maggio: 7 racconti untitled – Fiera del Libro di Torino – spazio Incubatore
18 maggio: intervista su Radio Città del Capo
postato da: mics alle ore 17:18 | link | commenti (11)
categorie: macchina ideale
01/05/2007

ZERO IN CONDOTTA - Dalla scuola - Circolare n.8

Copio e incollo dall'ultimo TuttoscuolaNews x :

Qual  e'  l'innovazione  scientifica  di  cui  ha  piu'  bisogno
l'Umanita'?

Alla domanda dovevano rispondere gli studenti che hanno partecipato  a
un concorso per la diffusione della cultura scientifica,  indetto  dal
Ministero    dell'Universita'  e  della  Ricerca.  Al  concorso  hanno
partecipato studenti di oltre 120 scuole di tutta Italia, e gli autori
dei   venti  elaborati  multimediali  giudicati  migliori  sono  stati
premiati la scorsa settimana dal ministro Mussi a Roma.
Tra molte idee e  proposte  di  buon  senso,  ma  non  particolarmente
originali, ne spicca una che si colloca a meta' strada  tra  il  sogno
progettuale e le  piu'  avanzate  ricerche  nel  campo  delle  scienze
cognitive, cosi' formulata: “Il trasferimento di dati direttamente  al
cervello, per imparare piu' velocemente, trascorrere quindi meno  anni
sui    banchi   di  scuola  e  dell'Universita',  avere  piu'  anni  a
disposizione per produrre, e... avere anche da giovani  piu'  liberta'
dalla scuola e dai compiti”.
Cio' che colpisce in questa fantasticheria giovanile del XXI secolo e'
il desiderio di avere piu' liberta' “dalla scuola e dai  compiti”  (un
desiderio di molti studenti di tutti i tempi) ma anche,  nello  stesso
tempo, di “imparare piu' velocemente”  con  l'aiuto  delle  tecnologie
piu' avanzate.
A parte le difficolta'  tecniche  e  le  implicazioni  etiche  di  una
prospettiva di questo genere, va sottolineata  l'ampia  disponibilita'
dei giovani (emersa anche in altre proposte) verso  le  scienze  e  la
conoscenza scientifica, purche' non collegata all'impegno, alla fatica
individuale    dell'apprendere    studiando.   Le   nuove  frontiere
dell'apprendimento    scolastico  sembrano  sempre  piu'  legate  agli
sviluppi  dell'apprendimento  cooperativo,  on  line,  multimediale  e
comunque, in qualche modo, poco  faticoso  e  “divertente”  (si  parla
sempre    di    piu'   di   Â“Edutainment”,  sintesi  di  Education  e
Entertainment). Ma  speriamo  che  non  venga  mai  il  tempo  in  cui
l'insegnante di inglese o di matematica possa essere sostituito da  un
chip impiantato “direttamente nel cervello”.
postato da: mics alle ore 18:37 | link | commenti (7)
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