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25/07/2007

DEA BAREA

La superficie del mare brillava come una corazza di cristalli. La costiera di alberi pettinati si protendeva sugli scogli e sulla sabbia di quarzo. Urla di gabbiani sulle isole sui fari. Le fragili sterne tremavano nell'aria tersa, si immobilizzavano nel vento e precipitavano alla pesca, frecce bianche che si infilavano nella superficie scintillante.
Dalla terra è apparsa la dèa.
Mai vista.
Inaudita.
La dèa Barèa.
E' uscita dall'era ancestrale.
La dèa della pelle d'oca, del vento.
La dèa rossa, uscita dal fuoco.
Creatura creata da sé: fatta di sabbia. Il vento la disperde e la ricompone in forme variate.
Tutte le dèe riunite nella dèa Barèa.
Gigantesca.
Invadente.
Il sentimento del mare e della terra.
Dèa cammeo.
Danza sugli elisèi.
Suscita una canèa.
La dèa granchio.
Zanne color delle calle, bocca di patè di fegato, pelle d'ostrica, petto a chela.
TI prende e ti porta via.
barea
postato da: mics alle ore 10:35 | link | commenti
categorie: miti, poetiche, estate a finistére
23/07/2007

IDEE

Ovunque mi trovi devo confessare che gli avvenimenti davvero importanti sono quelli interiori.
E' una specie di condanna.
Questo senza togliere niente alla bellezza di quello che accade di fuori.
(bellezza che devo dire è formidabile, e attesa a lungo, qui)
postato da: mics alle ore 22:46 | link | commenti (2)
categorie: poetiche
13/07/2007

AL NORD

Per un po' si va al nord.
Forse qualche aggiornamento sporadico, qui.
Arrivederci.
postato da: mics alle ore 01:56 | link | commenti (4)
categorie:
11/07/2007

MITI MIEI 12 - Le rose di Modì

La poetessa Anna Achmatova incontrò Modigliani a Parigi quando lei aveva vent'anni (ed era in viaggio di nozze), lui ne aveva ventisei ed era disperso, dannunziano e trascurato da critici e collezionisti. 1910.

Aveva la testa di Antinoo e occhi dalle scintille d'oro. Non assomigliava a nessuno al mondo. La sua voce mi è rimasta sempre nella memoria. Lo sapevo povero e non si capiva di che vivesse; come artista, nemmeno un'ombra di riconoscimento.

Una volta, probabilmente per esserci male accordati, recatami da Modigliani non lo trovai a casa: decisi di aspettare qualche minuto. Avevo in mano un fascio di rose rosse. La finestra sopra il portone chiuso dello studio era aperta. Non sapendo che fare, cominciai a buttare dentro lo studio quei fiori uno a uno. Poi, non vedendolo venire, me ne andai. Quando ci incontrammo, egli espresse il suo stupore che io non fossi riuscita a entrare nella camera, di cui lui aveva la chiave. Gli spiegai. Disse: "Non può essere, erano disposte così bene..."





postato da: mics alle ore 14:50 | link | commenti (2)
categorie: miti, poetiche, macchina ideale
06/07/2007

MITI MIEI 11 - CLAUDIO RINALDI (anche da BLOGGER)

Claudio Rinaldi me lo ricordo come giornalista e poi direttore dell'Espresso, quando l'Espresso era tutto ancora leggibile, non come adesso quando si resiste sì e no alle rubriche dalla cultura in poi saltando comunque le pagine di pubblicità e di marchette.
Negli anni quando ho fatto il giornalista nel mio pantheon c'era anche lui (altri: Vittorio Zucconi, Gianni Mura, Luigi Veronelli).
E' morto abbastanza giovane il 4 luglio (era malato da vent'anni di sclerosi multipla).
Ha tenuto un blog fino al 2 luglio, data dell'ultimo articolo.
Chapeau
.
(Se ne parla anche qua).

postato da: mics alle ore 22:44 | link | commenti
categorie: miti, poetiche

LUOGHI COMUNI

Riprendo da "Stylos", un'intervista a Vittorio Sermonti a proposito della sua traduzione dell'Eneide.

Se i classici, che ci leggono più di quanto noi li leggiamo (come dice benissimo George Steiner), non cogliessero costanti della condizione umana, e quindi circostanze storiche ricorrenti, passioni radicali, perpetue esperienze spirituali e scemenze cicliche, che classici sarebbero? Personalmente diffido della categoria dell'"attualità", perché fatico a considerare come benemerenza assoluta dei geni del passato quella di condividere i nostri luoghi comuni.


postato da: mics alle ore 14:19 | link | commenti (1)
categorie: letteratura, poetiche
04/07/2007

ZERO IN CONDOTTA - Notizie dalla scuola - Circolare numero 12

DOPO GLI ESAMI

Gli esami finiscono sempre.

Più o meno è così durante gli orali la giornata del commissario (sempre rifiutato di fare il membro, interno o esterno che sia) (non per altro, ma perché membro oltre che essere davvero poco elegante e dignitoso, dà l'idea di essere uno in mezzo agli altri, massa; invece commissario, non so, è come dover fare delle indagini).

A scuola verso le 7.45.
Prepari i pacchetti con gli scritti, le terze prove, le scalette degli argomenti di approfondimento, le schede personali.
Poi miniconsultazione con i colleghi su come sarà la giornata e sul primo candidato (= studente).
(Per conto tuo, fai i conti di quanti centesimi si sono guadagnati fino a quel punto, fai qualche previsione su come potrà andare).
Poi cominci con i candidati. cinque per mattina. Un'ora circa per ognuno.
A me quest'anno nel meccanismo abbastanza complesso dell'esame in cui ognuno ha il suo ruolo e la sua parte di sistema da far funzionare (presidenti, segretari) mi è toccato di fare le proposte del voto alla fine dell'orale (nella classe ho insegnato italiano e latino, li ho avuti per sette ore alla settimana per tre anni) (e poi si sono messi in testa chissà perché che ci ho dell'occhio - in realtà è tecnica, altro che occhio - per le valutazioni). Ci sono delle categorie abbastanza scientifiche per la valutazione, quest'anno per fortuna eravamo abbastanza d'accordo e soprattutto d'accordo su categorie "scolastiche", cioè esame dei contenuti, delle competenze all'interno delle discipline, a cavallo delel discipline, le capacità di espressione e di gestione degli argomenti. E soprattutto buona parte del colloquio era fatto non come un'interrogazione ma come un dialogo in cui c'erano momenti dedicati a verificare queste diverse cose.
Insomma, fare la proposta finale, un compito difficile però questa volta abbastanza sereno. (poi dare dei numeri su delle persone non è mai sereno, intendiamoci).
Quindi, alla fine di ogni candidato, breve sessione per l'assegnazione del voto dell'orale.
Verso le undici, caffè.
La bidella viene con il vassoio. Ci diciamo quattro cose, la commissaria napoletana e quella pugliese disquisiscono di caffè e parlano di più degli altri - di noi alpini. Un po' di gioco dei ruoli.
L'ultimo giorno, nel pomeriggio, scrutini. Una marea di carte, da riempire con cura, sono importanti anche se sono noiose.
Qualche decina di minuti di concentrazione, ci sono da fissare i voti definitivi.

Che cosa ho chiesto durante gli orali?
Per esempio:
- Commentare: "Credo che oggi l'automobile sia l'equivalente abbastanza esatto delle grandi cattedrali gotiche... non bisogna dimenticare che l'oggetto è il miglior portatore del soprannaturale: c'è facilmente nell'oggetto una perfezione e insieme un'assenza di origine, una chiusura e una brillantezza, una trasformazione della vita in materia (la materia è assai più magica della vita)" (Miti d'oggi, Roland Barthes, 1957)
- la "teoria del piacere" in Leopardi
- la psicanalisi in Saba
- commentare l'inizio de "Il ladro di merendine" di Camilleri

Penso a loro. Quanta fatica hanno fatto. (Quanta non ne hanno fatta, anche). Se ho fatto bene il mio lavoro. Quanto gli ho dato di scolastico e non scolastico e non se ne sono accorti. Quanto mi hanno dato e non me ne sono accorto. Quali insulti mi sono preso (ci penso poco) (ne so molti di più di quello che pensano). Che passioni abbiamo svegliato. Quanto di quello che abbiamo fatto resta sotterraneo, misterioso, chiuso nelle individualità. Quanto di quello che abbiamo fatto siamo riusciti a comunicarlo.
Sono stati tre anni. E' davvero tanto.
Poi loro passano, se ne vanno sempre, io resto.

Sono finiti gli esami.
Ho voglia di viaggiare.
postato da: mics alle ore 12:48 | link | commenti (11)
categorie: scuola
02/07/2007

IL CAPORALE LEGGE

Sulla Macchina ideale una minischeda di Caporale Reyes.
postato da: mics alle ore 23:44 | link | commenti (2)
categorie: macchina ideale