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31/10/2007

DI SCHIENA

Inspirare a fondo e tuffarsi di schiena.

10. una raccolta di hits di Leonard Cohen

9. un biglietto di auguri, un paese somewhere over the raimbow colorato, due striscioline di nastro adesivo

8. guida del touring rossa, un piccolo viaggio da programmare

7. l'automobile in fila al semaforo, piove; crepuscolo alle 17.30

6. fumare appena uscito dal dentista - qualche problema dalla parte dell'anestesia

5. attendere sdraiato sulla poltrona del dentista mi fa assopire

4. l'impianto elettrico per la cantina

3. insalata di riso, buonappetito prof

2. corridoi liquidi

1. scuolabus 7.40

Da dov'ero partito?
Quand'è cominciata la festa?





postato da: mics alle ore 15:42 | link | commenti
categorie: fotografie, poetiche, paroleimmagini, fatti di mics

MUSICA + LIBRI + OMBRE

Mentre ascolto la vecchia ma sempre valida Kate Bush (Aerial) (e correggo i compiti della I) penso ai due libri che mi hanno regalato e che leggerò.
Coincidenza di queste ombre nei titoli.

postato da: mics alle ore 00:38 | link | commenti (1)
categorie: libri, fatti di mics
29/10/2007

REGALO

C'è questa idea che gesùbambino quest'anno potrebbe fare un bel regalo familiare: videoproiettore per vedersi i film in casa in formato quasi-cinema.
(suggestioni da visite amicali del week-end)

Il problema è trovare una parete libera, o spostare dei divani. Bò.

Intanto sogno immagini cinematografiche del tipo di queste: http://www.spiritofbaraka.com

Tra questi film mi mancano Chronos e Winged migration.
Adoro i nonverbal films.

Speriamo che a gesùbambino piaccia il cinema.
postato da: mics alle ore 15:11 | link | commenti (2)
categorie: chiusure cognitive, fatti di mics
28/10/2007

CREOSOTO

Ultime parole di beltàser: zozzo, creosoto (quest'ultima è saltata fuori da pg. 200 di La strada di Cormac McCarthy) (leggerlo: è agghiacciante).

Domattina breve discorso di presentazione di un volume sul mito di Elettra e della permanenza del suo modello nella letteratura e nella cultura.
Aprirò leggendo una prosa poetica di Charles Simic, dalla sua autobiografia Il mondo non finisce (ma guarda, quest'europeo americanizzato con la sua genesi e all'opposto Cormac McCarthy con la sua apocalisse).

Il quarto anno della guerra si fece vivo Hermes. D'aspetto non era granché. La giubba da postino era a brandelli; topi gli entravano e uscivano di corsa dalle tasche. Il cappello a larghe tese era perforato da buchi di pallottola. Portava ancora il famoso bastone che chiude gli occhi agli agonizzanti, ma pareva rosicchiato. Aveva lasciato che i morenti lo mordessero? Ad ogni modo, non aveva lettere per noi. "Dio dei ladri!" gli urlammo alle spalle quando non ci poteva più sentire.



postato da: mics alle ore 22:13 | link | commenti
categorie: libri, letteratura, scuola, poetiche, fatti di mics
26/10/2007

CUCINE / GATTA

Una gatta alle undici di sera accoccolata sul cofano caldo dell'automobile. Sapersi accontentare.

Una serie di ritratti in interno: la cucina. Io qui sprofondo nelle storie raccontate da queste immagini e non ne esco più.
www.bertteunissen.com


postato da: mics alle ore 13:28 | link | commenti (2)
categorie: fotografie, poetiche, chiusure cognitive
25/10/2007

AMOR SACRO AMOR PROFANO

Se serve alle tasche si prende per sponsor un casino; se serve alla coscienza (?) civile e religiosa, si compra un bello stock  di crocifissi.
postato da: mics alle ore 17:59 | link | commenti (2)
categorie: vita di provincia
23/10/2007

CINEMA

Ho imparato il cinema in due posti.

Al cinema dell'oratorio Rosmini. Centocinquanta lire. Ghiaccioli e caramelle Charms.
Con Franco Franchi, Terence Hill e Charlton Eston che divideva le acque del Mar Rosso. Rocky Balboa. Jacques Cousteau. Yuppi du.
Dopo il cine una partita a calcio nel campo al quale si accedeva direttamente dalle uscite di sicurezza.
(Ci sono ritornato domenica pomeriggio a vedere i cartoni animati con le bambine e ci sono le stesse scale, le stesse ringhiere).
Niente caramelle Charms. Finite.

Andavo al cine alla domenica mattina, al sabato pomeriggio, il mercoledì alle sei. Ci andavo sempre.

L'altro posto è il cinema Vittoria (niente link). Dove mio zio faceva il proiezionista. E' una storia vera. Lui dormiva su una branda durante le proiezioni, lo svegliavo quando stava per finire la pellicola e doveva cambiare la pizza. Io mi vedevo i film due tre volte di seguito. Dal finestrino di servizio. Era meraviglioso; ore infinite.
(Il cinema Vittoria non c'è più: grandi magazzini, poi la succursale didattica di un museo).
(C'era un bellissimo parquet, dieci metri dalla prima fila allo schermo, listelli 2 cm x 10).
(C'era un meraviglioso orologio a tessere. Scattavano i minuti. Io che non ero capace di aspettare ma ero arrivato venti minuti in anticipo mi allenavo a contare i secondi e a sfidare il tempo a essere uguale al mio pensiero).
Sole rosso. Dersu Uzala. I magnifici sette. Billy the kid. Hollywood party. Papillon.
postato da: mics alle ore 00:03 | link | commenti (3)
categorie: miti, vita di provincia, poetiche, macchina ideale, fatti di mics
22/10/2007

INFOLDERARE

Questa è una delle volte che Gianluigi Beccaria su Ttl mi è piaciuto.

Ogni tanto m'imbatto in parole nuove che non mi piacciono, ma poi man mano, con una certa fatica, ci si abitua. Capita spesso con gli anglismi. Proprio non sopporto infolderare, anche se c'è chi già lo usa in senso metaforico, scherzoso, per «nascondere», da folder, parola inglese anch'essa accolta dalla nostra lingua nel senso di «cartella», «raccoglitore di fogli», e «cartella di un programma informatico». Vedo che in campo aziendale usano piccoli mostri come rebrandare, per rinominare, cambiare marchio, da brand marchio, altro anglismo insopportabile. Passati ormai editare, o replicare, di origine informatica, nel senso di «rispondere per posta elettronica» (da to replay, mentre il replay calcistico nel senso di «moviola» è soltanto nostro, di noi più inglesi degli inglesi, i quali mi sembra dicano «partita di ritorno»).

C'è però poco da scegliere. Meglio queste brutture neologistiche o certo lessico politico insopportabile? Meglio i doppiopesisti, i cerchiobottisti, i girotondini, il malpancismo e i malpancisti, il benaltrismo (dal «c'è ben altro!»), la questione morale, i nani e le ballerine, il decisionismo, la casa delle libertà, come la casa del prosciutto, la casa del mobile, e adesso il grillismo...? Non se ne può più. Ho sentito tempo fa un ministro della Repubblica che ha detto «avevo già attenzionate... ecc.». Siamo arrivati al punto che quando senti qualche scrittore parlare, Fruttero per esempio in tv da Fazio, ti si apre il cuore. Senti un senso di sollievo, liberatorio, una lingua vera, che esiste, quella che i più stanno dimenticando.

Perché non «torcere il collo» all'eloquenza fasulla, una lingua biotech che non vorrei mai vedere clonata come quella mucca con Dna modificato al fine di ricavarne un latte più ricco di caseina. Forse io sono un po' troppo vecchio stampo, ma preferisco chi dice «spiccioli» e non «moneta divisionale». Ho sempre sostenuto che vanno buttate via frasi del tipo «Un organico collegamento interdisciplinare ad una prassi di lavoro di gruppo», in apparenza dotata di senso compiuto, in realtà inutile, ridondante vuotaggine.

L'«approccio metodologico per studi di fattibilità» ha imperversato sulle bocche di centinaia di assessori, senza condurci da nessuna parte. Che cos'è quest'handicap generale che ci sovrasta? Si parla come a un popolo di handicappati nel cervello, per cumuli di luoghi comuni, senza sapori, senza forza e acume. Facciamola finita.
postato da: mics alle ore 23:29 | link | commenti (3)
categorie: parole, scrittura, poetiche
18/10/2007

QUANDO MI SVEGLIO ALLUNGO LA MANO PER TOCCARE IL BAMBINO

Vada come vada, il libro che sto leggendo in queste giornate senza fiato sarà da quattro stelline. Perché anche adesso diventasse improvvisamente orribile basterebbero soltanto le prime trenta pagine per valergli ammirazione lunga e duratura.

- fuori dal discorso: Rimini -
(Di Cormac Mc Carthy mi parlava F. in quei mesi in cui  passavo metà del mio tempo a Rimini, subito dopo l'università, erano i mesi d'inverno. Sembra un'ovvietà, ma il mare d'inverno... non la dico. F doveva farci la tesi di laurea; anche il suo professore, Guido Fink, abitava a Rimini, qualche volta andavano in birreria insieme).
(Andare al cinema nella nebbia, a Rimini).

Incipit:
"Quando si svegliava in mezzo ai boschi nel buio e nel freddo della notte allungava la mano per toccare il bambino che gli dormiva accanto. "
postato da: mics alle ore 22:02 | link | commenti (4)
categorie: libri, letteratura, poetiche, fatti di mics
16/10/2007

TESTA O CROCE


























(Ascoltando Leonard Cohen,
By the rivers dark
Famous blue raincoat

e anche l'ala del turbine intelligente
delle Variazioni Goldberg
e del Bach
di Glenn Gould)


postato da: mics alle ore 23:28 | link | commenti (3)
categorie: libri, letteratura, poetiche, chiusure cognitive
13/10/2007

VASTUS ANIMUS

Lei mi dice - alle spalle - "... perché vastus era Catilina, un terrorista come BIn Laden: Sallustio...".
E allora la fantasia lessicale parte.
Così.
Piaga per allentar d'arco non sana
saperne di più >>
postato da: mics alle ore 00:11 | link | commenti (1)
categorie: parole, fatti di mics
12/10/2007

ANAGRAMMATO

1: che emuli le re
2: che emuli rele
3: che ere le muli
4: che le le reumi
5: che le lui me re
6: che le lui mere
7: che le re umile
8: che lui me rele
9: che lui mele re
10: che rele umile
11: ere le le muchi

che emuli le re...

che lui me le re...


generare anagrammi >>
postato da: mics alle ore 23:58 | link | commenti (1)
categorie: parole, chiusure cognitive, fatti di mics

HO BISOGNO DI TEMPO

Sarà che Ripellino mi riporta a Praga.
Sarà il fascino della collezione di poesia bianca dell'einaudi
(gli scaffali della biblioteca civica, ed ero ancora piccolo di statura, dovevo prendere la scaletta per arrivarci).

Però questo libro di poesie di Angelo Maria Ripellino, non so perché, ha una valore diverso. Non so perché. E dire che me le ricordavo anche più belle, tutte quante (invece mi fulminano alcune) (ma sono testi che lavorano nel profondo, hanno bisogno di tempo).

("Ha bisogno di tempo": sembra un eufemismo per dire che uno non ci arriva, o per sostenere che una cosa proprio non funziona. Invece è un complimento)

altro sull'argomento qui >>









postato da: mics alle ore 08:29 | link | commenti
categorie: libri, letteratura, poetiche, fatti di mics
11/10/2007

FILIALE

Aperta una dependance: www.beltaser.wordpress.com

postato da: mics alle ore 15:27 | link | commenti
categorie: parole, libri, scrittura, fatti di mics
10/10/2007

NOBEL DELLA LETTERATURA A HARRY POTTER

AGGIORNAMENTO
Doris Lessing non era nella lista.

cantrice dell'esperienza femminile, che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa

Sulla repubblica dimostrano di credere molto nel valore immateriale del premio e scrivono in capo all'articolo:
"Felicissimi" gli agenti della scrittrice: "E' un riconoscimento grandemente meritato e siamo assolutamente felici", commentano dalla società Jonathan Clowes Ltd., che rappresenta la Lessing da anni


...............................


I broker danno Magris 6 a1 e Philip Roth 7 a 2.
Scommetterei: però in Italia ci sono dei filtri sulle società di scommesse online.
Per il gioco d'azzardo, ripiegherò sul campionato di calcio (si può scommetetre su tutto, fino alla C1).

Se scorro la lista, per esempio di Ladbrokes, mi viene da dire che il mio favorito con delle chances è Philip Roth. Poi mi piacerebbe vincessero anche Michael Ondaatje, Michel Tournier, Cormac Mc Carthy, Milan Kundera, Don De Lillo, Antonio Tabucchi.
Però può darsi che lo vinca Eco.
Michel Tournier però lo preferisco a tutti.

E perché no Bob Dylan (dove abbiamo lasciato Leonard Cohen?).

Però il massimo sarebbe se lo prendesse J. K. Rowling, perché Harry Potter è Harry Potter e anche se è data 110 a 1 potrebbe anche farcela.
postato da: mics alle ore 21:04 | link | commenti (2)
categorie: letteratura, miti

MACCHINA UMANA

Sono con la testa dentro il Settecento.

Questo brano di d'Holbach:

Ma in un mondo fatto espressamente per lui, e governato da un Dio onnipotente, l’uomo è egli in effetto felice? I suoi piaceri sono durevoli? Non sono tutti misti a pene?... Il genere umano non è egli vittima continua dei mali fisici e morali? Questa macchina umana, che ci si mostra un capo d’opera dell’industria del creatore, non ha ella mille modi di sconcertarsi?... La provvidenza s’addormenta sulla porzione la più numerosa degli abitanti di questo mondo; in confronto di una piccolissima quantità d’uomini che si suppone felice, qual folla immensa di sciagurati geme sotto l’oppressione e illanguidisce nella miseria?... Ma come fidarsi d’una provvidenza maligna, che si ride, che si fa un giuoco del genere umano?... Se è dessa che governa il mondo, noi la troviamo altrettanto occupata a distruggere che a formare, a sterminare che a produrre… In ogni momento  essa perde di vista la sua creatura amata: ora le rovescia la sua abitazione, ora annienta le sue messi, ora inonda i suoi campi, ora li desola con un’ardente siccità. Essa arma la natura intiera contro l’uomo; essa arma l’uomo stesso contro la sua propria specie; essa finisce comunemente col farlo spirare nei dolori. Questo è dunque conservar l’universo?... (La provvidenza) lungi dal rassomigliare a una madre tenera e premurosa, rassomiglia piuttosto a quelle madri snaturate che abbandonano i propri figli appena nati, e che, contente di averli dati alla luce, li espongono senza soccorso ai capricci della fortuna… Un sol essere infelice basterebbe per annientare una bontà senza limiti…  Un animale, una pulce che soffre, fornisce argomenti invincibili contro la provvidenza divina e le sue bontà infinite.

A parte il fatto che contiene mezzo Ottocento italiano, da Foscolo a Manzoni a Leopardi a Verga, pone dei problemi di fondo ai quali non si sfugge.
Ed è rozzo chi bolla tutto questo di "pessimismo".
Lo stesso vale per l'"ateismo".

Bellezza infinita della natura: di questo si tratta.

















postato da: mics alle ore 14:24 | link | commenti (1)
categorie: letteratura, poetiche
06/10/2007

BORDELLO!

Vita di provincia.

C'è il vescovo che dà le indicazioni di voto sul referendum.

E' la città del tristissimo concilio che fonda la controriforma.

Mai una rivoluzione (una sì al principio del '400, ma subito annegata nel sangue).

Santi e sante per ogni paese. Il prossimo sarà Antonio Rosmini.

Chiese piene la domenica mattina, oppure il sabato sera se la mattina si va a sciare in Bondone.

Ma.

Ma i soldi non puzzano.

Perciò se a sponsorizzarti la squadra è un bordello, cosa fai, lasci lì gli euri austriaci? Figurarsi.

E' che la gloriosa squadra della Trentino Calcio 1921, seria e balda milizia sportiva nella serie D, ha lo sponsor di Innsbruck Casa Bianca - che è un nome da casa di riposo o da clinica ortopedica, ma in realtà è un bordello di lusso.

Il salumiere sotto casa mia è un supertifoso: così gentile, mansueto. Regala dietro dei panini se prendi due etti di speck e certe volte ha una scorta di fiori sotto il banco.  Devo chiedergli cosa ne pensa.

Magari organizzano delle trasferte premio, dei ritiri.

Poi mi chiedo se sia meglio avere come sponsor un bordello di lusso oppure un'assicurazione e una  banca, come la squadra di serie A di pallavolo.
postato da: mics alle ore 14:35 | link | commenti (7)
categorie: vita di provincia, chiusure cognitive
05/10/2007

PUNTO E VIRGOLA

Post sollecitato da caporalereyes.

Non piace granché. Ha una sua identità balorda. Lo usano poco. E' un po' da maniaci, diciamocelo, da esteti e da pedanti.

I manuali dicono che serve a evidenziare con l'ordinamento strutturale le gerarchie concettuali. Cioè a mettere un po' d'ordine nell'organizzazione dei concetti dentro una frase; a sistemare unità coordinate complesse e membri di frase.

Ha un ruolo demarcativo. Cioè separa (ma allo stesso tempo collega, e in questo senso assomiglia alla virgola ma non al punto) gli elementi di una frase. Quindi il punto separa, invece il punto e virgola separa e collega. La virgola serve per  creare apposizioni (piccole spiegazioni) o incidentali (piccoli a parte), il punto e virgola invece no.


Il ; demarca degli elementi in serie e assomiglia alla , in questo caso. Esempio:

"Inteso come convinzione, da parte di un gruppo, della propria superiorità su un altro gruppo, il razzismo non può che produrre mali; l'equivoco della razza pura; la volontà di dominio; il genocidio."

Segnala il cambiamento di soggetto o tema.

Oppure segnala una ripresa, una specificazione. Esempio:

"... perché esodo, come insegna la Bibbia, vuol dire perdita e salvezza, abbandonare e ripiantare le proprie radici e le proprie insegne; addio e ritrovamento, morte e rinascita"

Che la pausa del ; sia più lunga di quella della , o più breve di quella del . dicono i linguisti che è una stupidata. Non è una questione di quantità ma di qualità del concetto e dell'ordine concettuale.

Il ; dicono che è ragione e intuizione associate.

Davvero l'esattezza del punteggiare si addice alla scrittura come strumento di elegante precisione, e con effetti di senso moltiplicati quando esprit de géometrie e esprit de finesse si compongono in mirabile unità. (Mortara Garavelli)

Però dipende molto dal tipo di testo, dal grado di formalità che uno vuole assumere. Il ; (tranne che non serva per fare un elenco) di solito è abbastanza formale; è come mettersi il vestito della festa. Se tieni i jeans invece usi solo le virgole.

E' quasi per definizione un punto vago e sfumato, quindi non immediatamente "utile" (Michele Mari)

Leggere la differenza:

Dante, Petrarca, Boccaccio, Boiardo, Ariosto, Tasso, Foscolo, Leopardi, Manzoni, Carducci, Pascoli, D'Annunzio

Dante, Petrarca, Boccaccio; Boiardo, Ariosto, Tasso; Foscolo, Leopardi, Manzoni; Carducci, Pascoli, D'Annunzio

Il ; rende una frase un contesto continuo e organico, legato.

Si vedeva contro il muro: degli altarini, delle medaglie, molti santini della Madonna, un ex voto di noce di cocco; sul comò, coperto con un drappo come un altare, la scatole di conchiglie che le aveva regalato Victor; poi un annaffiatoio e un pallone, dei quaderni, stampe geografiche, un paio di stivaletti; e appeso al chiodo di uno specchio (...) (Flaubert, Un cuore semplice)

Il punto e virgola è un segno lento; retrò; dipende da quello che ha intorno; non è autonomo; pone dei dubbi.

Segno piuttosto raffinato, mai perentorio. Uilizzato e inteso da pochi, perciò in via d'estinzione, servirebbe a cogliere particolari gradazioni e fini sfumature del discorso (Stefano Lanuzza)

(Questo post mi costerà delle amicizie; e causerà una picchiata vertiginosa degli accessi a questo blog)
postato da: mics alle ore 22:31 | link | commenti (7)
categorie: letteratura, scrittura, poetiche, chiusure cognitive

DEMI-TOUR

Riprendo dal blog mestierediscrivere di Luisa Carrada.


I più esperti (e fortunati) di noi sono sfuggiti a incidenti gravi, ma quasi tutti abbiamo avuto bruciature, dita tagliate, ossa fratturate, scosse elettriche. L'uso incauto dell'email può costare il posto, rovinare amicizie, minacciare matrimoni, affossare progetti, e addirittura mandarti in galera.

La colpa sarebbe anche del nostro eccessivo entusiasmo da neofiti, che con l'email pretendono di fare e comunicare tutto. Mentre lo strumento più veloce e "senza toni di voce" non è per niente adatto - per esempio - alle sfumature, alle richieste di favori, alle scuse. A meno che anche nell'email non recuperiamo lunghezza, toni, attenzioni e pacatezza di una lettera "tradizionale", cosa che probabilmente avverrà presto, quando - passata la sbornia della novità - l'email sarà uno strumento di comunicazione tra i tanti.
Sarà più facile per chi ha passato buona parte della sua vita solo con la corrispondenza cartacea e con il telefono.

 

Io a dire la verità con le email ho un rapporto versatile. Ne scrivo di diversi tipi e stili.

stile tutto minuscole. anche dopo i punti
anche senza i punti
andando semplicemente a capo
Oppure uno stile più disteso, simile a quello di una lettera tradizionale; devo confessare che provo una certa voluttà nell'usare la punteggiatura, per esempio metterci dei "punto e virgola".
mai usato xché, kosa, nn e ci sono sempre andato piano con le faccine :-(

Devo dire comunque, in generale, che le email mi piacciono almeno tanto quanto detesto gli sms. Quanto mi è sempre continuata a piacere la lettera di carta (e le agende, i taccuini, i block e le penne che scrivono bene).
Infine, mi interessa questa marcia indietro (non è conservatorismo). L'altro giorno leggevo da qualche parte che il postmoderno riscopre la sapienza e la saggezza, io che mi ero convinto che fosse invece una cultura leggera. Chissà se farò in tempo a capire.

La modernità (o post-?) è fatta anche di decreti governativi sull'abolizione del gerundio. E questa è una notizia discretamente buona.
postato da: mics alle ore 00:26 | link | commenti (1)
categorie: scrittura, poetiche, fatti di mics
04/10/2007

LUCCHETTI e FULMINI

Sarà che a scuola in questi giorni in un paio di classi ci diamo dentro mica male con amor cortese, donne-angelo e donne-diavolo, Jaufrè Rudel e la contessa di Tripoli, Lancillotto e Ginevra, Francesco Petrarca e Laura.
Nodi d'amore.

Sul giornale oggi ho visto un articolo sul fatto che ad Arco sulle grate di un capitello i ragazzi hanno cominciato ad attaccare dei lucchetti dell'amore eterno.

Come quelli che a Roma va di moda chiudere su ponte Milvio, come hanno imparato da Moccia e dal suo libro.

Attenti, però!

Il Comune a Roma li fa togliere periodicamente, perché tutto quel metallo attira i fulmini.
Le opposizioni accusano la giunta di sinistra di insensibilità: "Voi non credete nell'amore eterno!".

Veri colpi di fulmine.

Jaufrè Rudel, Tristano, Lancillotto ecc. sono finiti male, per la cronaca.


postato da: mics alle ore 18:47 | link | commenti (3)
categorie: letteratura, poetiche, chiusure cognitive