
Leggo
questo articolo, non capisco se è agghiacciante o ridicolo. Pare che una minuscola casa editrice abbia pubblicato un romanzo in cui due fatti di cronaca recenti (cronaca! non storia o idee o grandi azioni creative: cronaca! come se non avessimo altro nelle nostre vite che questa invadentissima minimissima intempestivissima turpe cronaca) fanno parte di una trama inventata. L'arrossata fontana di Trevi e quella povera ragazza sgozzata a Perugia. Mi chiedo se sia insuficiente a se stessa la cronaca, che assomiglia a un romanzo, o ben riuscito il romanzo, che assomiglia alla cronaca (sthendaliano, direi).
Ma se l'assassinio fosse avvenuto a Urbino, ci diremmo che Aurelio Picca è stato profetico?
A vedere da come se la sono presa gli urbinati sul
sito di ibs, Picca ci ha preso di più di Nowak (?).
Comunque sono due romanzi di cui ho letto solo parte del secondo, anch'io faccio cronaca, cioè racconto cose che non conosco millantando credito.
Invece
L'esame di maturità di Picca l'ho letto. E lo consiglio. (Qui invece so di che cosa parlo).
E per la cronaca,
un'amaca di Michele Serra.
A PROPOSITO DI GIALLI,
Stasera miniriunione di casa mia per assegnare i posti auto in cortile. Ci ospita la signorina D. che abita sul mio pianerottolo. La signorina Iole ha tra gli 85 e i 90 e abbiamo fatto la riunione con i biscotti della signora del primo piano e il pinot grigio stappato nel tinello, nei bicchieri a stelo decorati e ben sistemati sui piattini di peltro.
La signorina ha in soggiorno una scansia lunga tutta una parete di una

sessantina di romanzi della collana Medusa della Mondadori. Io quando vado da lei ammiro il parquet a listelli e i dorsi verdi dei libri.
Ci raccontava, la signorina: stava leggendo un giallo di qualcuna che non ricordo, ed ecco che apre la busta con la réclame del Club degli Editori e nello strillo del prossimo romanzo non c'è anche il riassunto con il racconto del finale del giallo che sta leggendo lei? E allora - dice la signorina Iole - io al club degli Editori non gli compro più nemmeno un libro.
Eccome se le ho dato ragione, bisognerà scrivere una lettera al Club degli Editori per prostestare. E poi una di queste risate da vecchi: l'ha visto lei, professore, Fazio alla tv domenica?
No, dico, la mia tv è colonizzata dalle bambine e poi non ho molto tempo...
Perché anche la Littizzetto se l'è presa con i recensori dei film che raccontano sempre i finali, mi dice.
E A PROPOSITO DI MAPPE, INVECE,

ho negli occhi le mappe-indice dell'
Enciclopedia Einaudi. E poi gli indici a "rete tematica" del
Dizionario dei temi letterari Utet. Fra gli scaffali-labirinto della biblioteca comunale.
E le mappe incredibili di
strange maps.
Intanto
altri hanno guardato la mappa che ho fatto io e che alla fine è uscita come una nave.
(Mentre gli studenti fanno il loro tema, io da una parte scarabocchio sull'agenda le mie mappe personali.)