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25/12/2007

Ascensore per il patibolo

Ho un debole, nel jazz, per i trombettisti.
A parte Chet. (Quando scrivevo Sogni d'emergenza e non riuscivo a trovare il filo di una frase mi chiedevo "Come farebbe qui Chet?").

Avishan Cohen

Miles Davis e la colonna sonora di Ascenseur pour l'echafaud di Louis Malle

E a Natale la voce di Diana Krall.
postato da: mics alle ore 18:45 | link | commenti
categorie: poetiche, fatti di mics
23/12/2007

IMMAGINAZIONE 2

Ancora nel nome dell'immaginazione.

http://mappementaliblog.blogspot.com/



Vacanze nelle quali devo scrivere parecchio di saggistica.
Mi viene in aiuto questo libro (loop: lo uso per scrivere uno dei miei saggetti sulla scrittura)

"Scrivere per trasmettere conoscenze non è più facile che scrivere un romanzo. Si richiedono capacità molto diverse perché gli obiettivi sono completamente diversi, ma la qualità di un articolo o di un saggio è commisurata alla creatività del suo autore tanto quanto quella di un romanzo. Da che cosa dipende infatti la qualità di un saggio, ad esempio di argomento scientifico? Innanzitutto dalla novità e dall'importanza delle conoscenze che trasmette, che saranno state ottenute con una ricerca più o meno lunga e inpagnativa. La ricerca scientifica, si sa, richiede una buona dose di creatività: non esiste esempio più evidente di creatività di quella che porta uno scienziato a fare una grande scoperta. Ma, anche una volta che una conoscenza sia stata acquisita, c'è modo e modo di esporla. Per farsi capire, soprattutto quando ci si allontana dalle strade battute, e poi per convincere i lettori di qualcosa che sia veramente nuovo, non è sufficiente seguire ricette di scrittura che sono alla portata di tutti. La creatività di Galileo Galilei, ad esempio, che era un grandissimo scrittore, risulta evidente anche dalla chiarezza con cui è riuscito a esprimere i suoi pensieri, rivoluzionari e difficili, e a dimostrarne la forza. I suoi Dialoghi sono un modello non solo per i contenuti scientifici che espongono, ma anche per la capacità di persuasione. Tre condizioni sono necessarie per riuscire a trasmettere conoscenze attraverso un testo scritto (sapere davvero quel che si crede di sapere; convincere chi legge; esprimere esattamente quel che si ha in mente); ciascuna di esse richiede qualche forma di creatività. Davvero non si capisce perché si parli di scrittura creativa solo per la scrittura letteraria."
Marco Santambrogio, Manuale di scrittura (non creativa), Laterza - con adattamenti
postato da: mics alle ore 19:46 | link | commenti (1)
categorie: parole, scuola, poetiche, chiusure cognitive
18/12/2007

Blocconote - Anarchia

E' così anarchico che non può stare in armonia con chi detiene un potere.
Nemmeno con se stesso quando detiene un potere.
postato da: mics alle ore 18:22 | link | commenti (3)
categorie: blocconote, poetiche, fatti di mics
16/12/2007

BELA MANINA

postato da: mics alle ore 09:53 | link | commenti
categorie: parole, letteratura, vita di provincia, poetiche
14/12/2007

TEMPO










                                               ... Restare,
andare - tu non sai? - sono una cosa.
Tutto è sempre in un punto che paurosa-
mente circonda lo stesso infinito.
Il vecchio stanco ed il ragazzo ardito
sono anch'essi una cosa?
Un aureo anello,
che nel suo giro mirabile ha unito
il principio e la fine...

Quinta fuga
(a 2 voci)

da Preludio e fughe - Umberto Saba




postato da: mics alle ore 22:48 | link | commenti
categorie:
12/12/2007

Email

Caro Michele,
> ieri ci siamo incontrati con XXX che commenta gli esiti di "XXXYYY" dal punto di vista dell'università. Con lui abbiamo stilato una serie di domande su cui potrebbero vertere i vostri due contributi. Te le giro, anche se penso che siano un po' scontate (anche se difficili da affrontare).
>
> Si possono spiegare le carenze linguistiche  riscontrate in "XXXYYY" con l'istruzione e formazione linguistica fornita dalla scuola superiore? Come la scuola può aiutare gli studenti a essere preparati, nell'ambito della competenza linguistico-comunicativa all'università? Quali strategie per migliorare, in tutti gli indirizzi scolastici e i tipi di scuola, la didattica dell'italiano e delle competenze comunicative (che immagino sia trasversale a tutte le discipline?) L'ultima questione è, secondo me, cruciale.
>
> A presto
>
Ciao CCCTTT,
grazie della mail,
in effetti le questioni sono quelle cruciali, il problema non è tanto che domande farsi quanto trovare il tono giusto per delle risposte che non siano banali; ci sto pensando con un certa intensità e tento di fare in modo che i pensieri non si dissipino. Avrai tutto entro il 2007.
Michele
postato da: mics alle ore 14:25 | link | commenti (3)
categorie: scuola
10/12/2007

ASINATE

A proposito delle indagini Ocse-Pisa e le capacità degli studenti italiani, copioincollo da TuttoscuolaNews di questa settimana:

1. Ma gli studenti italiani sono proprio cosi' somari?
Fermo  restando  che  il  nostro  Paese  non  puo'   certo   isolarsi,
contestando modelli di indagine e metodologie ampiamente consolidati a
livello mondiale, occorre tener presente che  gli  studenti  italiani,
soprattutto dopo la scuola primaria (dove  ottengono  buoni  risultati
anche nelle comparazioni internazionali), hanno  programmi  di  studio
centrati essenzialmente sull'apprendimento di conoscenze disciplinari,
e non di competenze, cioe' di capacita' di utilizzare le conoscenze in
contesti concreti, operativi, che e' esattamente cio' che i  test  del
PISA chiedono agli studenti di fare.
Inoltre  la  scuola   italiana   ha   scarsa   consuetudine   con   la
somministrazione di prove valutative scritte, che sono invece  pratica
ordinaria o prevalente in altri Paesi. E'  vero  che  i  test  vengono
tradotti e in  qualche  misura  adattati  alle  caratteristiche  delle
singole realta' nazionali, ma  resta  una  notevole  distanza  tra  le
prassi didattiche alle quali si ispirano le prove PISA e IEA e  quelle
impiegate nel nostro Paese. Al quale converra',  comunque,  fare  ogni
sforzo  per  mettersi   in   maggiore   sintonia   con   le   tendenze
internazionali in materia di valutazione degli apprendimenti, o meglio
delle   "competenze"   (linguistiche,   matematiche,   scientifiche,
tecnologiche, e anche sociali).

2. Dentro i dati  internazionali

Un'overdose di dati  internazionali  sull'istruzione  ha  inondato  le
pagine dei nostri quotidiani nei giorni scorsi: quasi  un  lampo  alla
ricerca  della  notizia  d'effetto,  poi,  esaurita  la  ricerca   del
sensazionale (asini in matematica, preparazione da terzo mondo, ecc.),
il  silenzio  e'  calato  di  colpo,  anche  se  l'istruzione   merita
certamente una riflessione piu'  attenta  anche  da  parte  dei  "non
addetti ai lavori".
La  stampa  nazionale  si  e'  soffermata  piu'  sui  dati   Ocse-Pisa
(competenze in matematica dei  ragazzi  di  15  anni)  che  su  quelli
Pirls-Icona (competenza in lettura di quelli di 9 anni). I primi,  non
molto confortanti, l'hanno fatta da padrone nelle prime pagine, mentre
i secondi, notevolmente positivi, sono stati un po' trascurati.
Eppure proprio questi ultimi dati meritano piu' di una  considerazione
attenta, a cominciare dal fatto che - secondo la  ricerca  Pirls-Icona
(Indagine sulla COmprensione della lettura dei bambini di Nove Anni) –
la lettura (oggetto dell'indagine) consiste nell'"abilita' di  capire
e usare quelle forme di linguaggio scritto  richieste  dalla  societa'
e/o apprezzate dall'individuo".
Dall'indagine condotta in 40 Paesi  (cinque  anni  erano  26  i  Paesi
partecipanti),  l'Italia  e'  risultata  sesta,  preceduta  in  Europa
solamente dal Lussemburgo.
Per l'Italia il campione ha riguardato quasi 4 mila alunni  di  quarta
elementare dell'eta' media di circa nove anni e mezzo.
Rispetto ai dati del 2001, l'Italia ha migliorato le sue  performance,
grazie anche ai risultati del Sud e delle Isole  pressoche'  uguali  a
quelli delle altre aree italiane dove il Centro e il  Nord  Est  hanno
avuto, comunque, le risultanze migliori.

(Ecco, evitassero, anche questi che scrivono di scuola, l'uso dell'antilingua e di parole come "risultanze"...)
postato da: mics alle ore 14:15 | link | commenti (1)
categorie: scuola
09/12/2007

Forza Luttazzi

http://www.danieleluttazzi.it/

Uno che intitola i suoi programmi Satyricon e Decameron non può che essere lasciato in pace a fare la tv.

postato da: mics alle ore 17:11 | link | commenti (7)
categorie:
06/12/2007

Scienze, matematica, lettura - Ocse Pisa

Le rilevazioni sulle competenze di base nella scuola sono lunghe e particolareggiate. Il post qui (il cap. 3 della sintesi dei risultati) è chilometrico, ma contiene delle informazioni interessanti

3. I risultati di PISA 2006. Un primo sguardo d’insieme

3.1 L’Italia nel contesto internazionale

3.1.1 I risultati in scienze

Il punteggio medio degli studenti italiani nella scala complessiva di scienze è pari a 475 (DS  96),  contro una media OCSE pari a 500 (DS 95). La differenza tra il punteggio degli studenti maschi  (477; ES 2,8) e il punteggio delle studentesse (474; ES 2,5) non è statisticamente significativa

I paesi che raggiungono punteggi medi significativamente più alti della media OCSE sono
l’Australia (527; DS 100), il Canada (534; DS 94), la Corea (522; DS 90), la Finlandia (563; DS  86), il Giappone (531; DS 100), la Nuova Zelanda (530; DS  107), i Paesi Bassi (525; DS 96).
Tra i paesi partner i punteggi medi più elevati sono raggiunti da Estonia (531; DS 84), Hong Kong  (542; DS 92), Slovenia (519; DS 98), Taiwan (532; DS 94).
In nessuno di questi paesi la differenza di punteggio tra studenti maschi e studentesse è
statisticamente significativa.
La media dei 25  paesi dell’Unione Europea partecipanti a PISA 2006 è pari a 497.
Per quanto riguarda la distribuzione degli studenti ai diversi livelli della scala complessiva di  scienze (Tabella 1), in Italia 
il 7,3% degli studenti si colloca sotto il livello 1 (media OCSE 5,2);
il 18% degli studenti si colloca al livello 1 (media OCSE 14,1);
il 27,6% degli studenti si colloca al livello 2 (media OCSE 24,0);
il 27,4% degli studenti si colloca al livello 3 (media OCSE 27,4);
il 15,1% degli studenti si colloca al livello 4 (media OCSE 20,3);
il  4,2% degli studenti si colloca al livello 5 (media OCSE 7,7);
lo 0,4% degli studenti si colloca al livello 6 (media OCSE 1,3).
Complessivamente, in Italia il 25,3% degli studenti si colloca al di sotto del livello 2, che è stato  individuato in PISA 2006 come il livello al quale gli studenti dimostrano il livello base di  competenza scientifica in grado di consentire loro di confrontarsi in modo efficace con situazioni in  cui siano chiamate in causa scienza e tecnologia (media OCSE 23,2). 
Meno del 5% degli studenti si colloca nei due livelli più elevati della scala complessiva di scienze  (media OCSE 8,8). 
Tra i paesi OCSE che hanno ottenuto punteggi medi più elevati, quelli che presentano una minore percentuale di studenti sotto il livello 2 della scala complessiva di scienze sono: Australia (11,8),  Corea (11,2), Finlandia (4,1),  Nuova Zelanda (13,7), Paesi Bassi (13,0).
Tra i paesi partner le minori percentuali di studenti sotto il livello 2 si registrano in Estonia (7,7), Hong Kong (8,7),  Slovenia (13,9), Taiwan (11,8). 
I paesi OCSE che hanno una percentuale maggiore di studenti che si colloca nei due livelli più alti  della scala complessiva di scienze sono: Australia (14,6), Canada (14,4), Finlandia (20,9), Giappone (15), Nuova Zelanda (17,6), Paesi Bassi (13,2).
Per l’Italia la distribuzione è simile anche nelle scale specifiche di scienze (Tabelle 3, 4, 5, 6, 7, 8) .

Individuare questioni di carattere scientifico: 25,2% degli studenti sotto il livello 2 (media OCSE
18,7); 4,9% ai livelli 5 e 6 (media OCSE 8,4).
Dare una spiegazione scientifica dei fenomeni: 24,4% degli studenti sotto il livello 2 (media OCSE 19,6); 6,0% ai livelli 5 e 6 (media OCSE 9,8). 
Usare prove basate su dati scientifici: 29,6% degli studenti sotto il livello 2 (media OCSE 22,0);
6,0% ai livelli 5 e 6 (media OCSE 11,6).
Va rilevato che nella scala Individuare questioni di carattere scientifico, la differenza di punteggio medio tra studenti maschi (466; ES 2,9) e studentesse (483; ES 2,5) è statisticamente significativa a vantaggio delle studentesse (Tabella 4).
Nella scala  Dare una spiegazione di carattere scientifico, la differenza di punteggio medio tra
studenti maschi (487; ES 2,8) e studentesse (472; ES 2,5) è statisticamente significativa a vantaggio degli studenti maschi (Tabella 6).
Nella scala Usare prove basate su dati scientifici, la differenza di punteggio medio tra studenti
maschi e studentesse non è statisticamente significativa (Tabella 8).


3.1.2   I risultati in matematica

Il punteggio medio degli studenti italiani nella scala complessiva di matematica è pari a 462 (DS 
96), contro una media OCSE pari a 498 (DS 92). La differenza tra il punteggio degli studenti
maschi (470; ES 2,9) e il punteggio delle studentesse (453; ES 2,7) è statisticamente significativa a
vantaggio degli studenti maschi (Tabella 20).
I paesi che raggiungono punteggi medi significativamente più alti della media OCSE sono
l’Australia (520; DS 88), il Belgio (520; DS 106),  il Canada (527; DS 86), la Corea (547; DS 93),
la Finlandia (548; DS  81), il Giappone (523; DS 91), la Nuova Zelanda (522; DS  93),  i Paesi
Bassi (531; DS 89), la Svizzera (530; DS 97).
Tra i paesi partner i punteggi medi più elevati sono raggiunti da  Hong Kong (547; DS 93),
Liechtenstein (525; DS 93), Macao (525; DS 84), Taiwan (549; DS 103).    
In tutti questi paesi, ad eccezione di Belgio, Corea e Liechtenstein, la differenza tra il punteggio
medio degli studenti maschi e delle studentesse è statisticamente significativa a vantaggio degli
studenti maschi.
I livelli di competenza sulla scala di matematica sono 6. Il primo livello rappresenta quello più
basso, mentre il sesto livello quello più alto. Nella tabella 19 vengono riportate le percentuali di
studenti a ciascun livello della scala di competenza matematica per ciascun paese partecipante alla
rilevazione PISA 20065.
Per quanto riguarda l’Italia
il 13,5% degli studenti si colloca sotto il livello 1 (media OCSE 7,7);
il 19,3% degli studenti si colloca al livello 1 (media OCSE 13,6);
il 25,5% degli studenti si colloca al livello 2 (media OCSE 21,9);
il 22,1% degli studenti si colloca al livello 3 (media OCSE 24,3);
il 13,3% degli studenti si colloca al livello 4 (media OCSE 19,1);
il  5,0% degli studenti si colloca al livello 5 (media OCSE 10,0);
lo 1,3% degli studenti si colloca al livello 6 (media OCSE 3,3).
Complessivamente, in Italia il 32,8% degli studenti si colloca al di sotto del livello 2, che è stato individuato in PISA  come il livello al quale gli studenti dimostrano il livello base di competenza matematica in grado di consentire loro di confrontarsi in modo efficace con situazioni in cui sia chiamata in causa la matematica (media OCSE 21,3). 
Il 6,3% degli studenti si colloca nei due livelli più elevati della scala complessiva di matematica (media OCSE 13,3). 
Come si può vedere dalla tabella 19, i paesi che hanno la più alta percentuale di studenti ai livelli 5 e 6, i livelli di eccellenza, sono tutti paesi extra europei: Corea, Hong Kong e Taiwan che raggiungono percentuali superiori al 27%.
Ai livelli intermedi - 3 e 4 - in media nei paesi dell’OCSE vi è una percentuale del 43% di studenti mentre in Italia, per questi stessi livelli, la percentuale è pari al 35%.  I paesi che hanno più del 50% di studenti quindicenni a questi livelli sono l’Australia, il Canada, la Danimarca e la Finlandia tra i paesi OCSE e l’Estonia, il Liechtenstein e Macao tra i paesi partner. 


3.1.3 I risultati in lettura

Il punteggio medio degli studenti italiani nella scala di competenza in lettura è pari a 469 (DS  109), contro una media OCSE pari a 492 (DS 99). La differenza tra il punteggio degli studenti maschi (448; ES 3,4) e il punteggio delle studentesse (489; ES 2,8) è statisticamente significativa a vantaggio delle studentesse (Tabella 18).
I paesi che raggiungono punteggi medi significativamente più alti della media OCSE sono
l’Australia (513; DS 94), il Canada (527; DS 96), la Corea (556; DS 88), la Finlandia (547; DS  81), l’Irlanda (517; DS 92), la Nuova Zelanda (521; DS  105).
Tra i paesi partner i punteggi medi più elevati sono raggiunti da Hong Kong (536; DS 82),
Liechtenstein (510; DS 95).
In tutti questi paesi, ad eccezione di Belgio, Corea e Liechtenstein, la differenza tra il punteggio medio degli studenti maschi e delle studentesse è statisticamente significativa a vantaggio delle studentesse.
I livelli di competenza sulla scala di competenza in lettura sono 5. Il primo livello rappresenta quello più basso, mentre il quinto livello quello più alto. Nella tabella 17 vengono riportate le percentuali di studenti a ciascun livello della scala di competenza in lettura per ciascun paese partecipante alla rilevazione PISA 2006.

Per quanto riguarda l’Italia
l’11,4% degli studenti si colloca sotto il livello 1 (media OCSE 7,4);
il 15,0% degli studenti si colloca al livello 1 (media OCSE 12,7);
il 24,5% degli studenti si colloca al livello 2 (media OCSE 22,7);
il 26,4% degli studenti si colloca al livello 3 (media OCSE 27,8);
il 17,5% degli studenti si colloca al livello 4 (media OCSE 20,7);
il  5,2% degli studenti si colloca al livello 5 (media OCSE 8,6).
Complessivamente, in Italia il 50,9% degli studenti si colloca al di sotto del livello 3, che è stato individuato in PISA  come il livello al quale gli studenti dimostrano il livello base di competenza in quotidiana che richiedono l’esercizio di tale competenza (media OCSE 42,8). 
Il 5,2% degli studenti si colloca nel livello più elevato della scala complessiva di lettura (media OCSE 8,6).
Come si può vedere dalla tabella 17, i paesi che hanno la più alta percentuale di studenti al livello 5  sono: Australia (10,6), Belgio (11,3), Canada (14,5), Corea (21,7),  Finlandia (16,7), Irlanda (11,7),  Nuova Zelanda (15,9), Polonia (11,6), Svizzera (10,6). Tra i paesi partner Hong Kong presenta la più alta percentuale di studenti al livello 5 della scala (12,8).
Ai livelli intermedi - 3 e 4 - in media nei paesi dell’OCSE vi è una percentuale del 48,5% di
studenti mentre in Italia, per questi stessi livelli, la percentuale è pari al 43,9%.
postato da: mics alle ore 14:50 | link | commenti (2)
categorie: scuola
03/12/2007

Girone di ferro

1
Nizza, 30 nov. (Adnkronos) - Firmato l'accordo di collaborazione tra Enel e Edf. Il gruppo elettrico italiano partecipera' con una quota del 12,5% al primo impianto nucleare di nuova generazione Epr, con una opzione per i successivi cinque, acquisendo un prezioso know how e l'accesso alla capacita' nucleare francese per quantita' crescenti da 600 MW nel 2008 fino a 1.200 MW nel 2012. L'accordo e' stato siglato oggi, alla presenza del presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy e del primo ministro italiano Romano Prodi, dall'ad di Enel, Fulvio Conti e dal presidente e direttore generale di Edf, Pierre Gadonneix, in occasione del summit Italia-Francia.

2
Paris, 3 dec. (Le Monde) L' Etat a cédé 45 millions d'actions EDF, soit 2,5 % de son capital, a annoncé, lundi 3 décembre, la ministre de l'économie et des finances, Christine Lagarde. La somme de 3,7 milliards d'euros ainsi dégagée doit permettre de financer un "plan d'investissement" supplémentaire de cinq milliards d'euros pour les universités (campus et logements étudiants).

Cioè:

1
il governo di centrosinistra italiano investe nel nucleare francese

2
e con i soldi degli italiani il governo di centrodestra  francese finanzia il rinnovamento delle università.
postato da: mics alle ore 22:27 | link | commenti (5)
categorie:
01/12/2007

Caffeina

Nella sua "Parole in corso"  su Ttl di oggi, Gianluigi Beccaria si occupa del caffè. Lo lega al Settecento, all'Illuminismo, alla ventata di dialogo e rinnovamento che attraversa l'Europa dei fratelli Verri, di Voltaire, di Goldoni, dei borghesi che schifano le obsolete osterie. Caffè = novità e libertà, risveglio dell'intelligenza. Anche Marinetti, il capo del Futurismo a inizio Novecento, chiamava se stesso "caffeina d'Europa".

Sulla parola caffè c'è poco da dire: viene dal turco, a sua volta dall'arabo. Posso piuttosto ricordargli il momento in cui l'osteria cominciò ad avere un forte concorrente simbolico, nell'età dei Lumi, quando la bevanda preferita tra nobili e borghesia nascente diventa il caffè, una bevanda - dicevano - che non offusca la ragione, anzi la eccita e assottiglia. Alla taverna borghesi e nobili preferiscono la Bottega del Caffè. Numerosi sono i caffè che si cominciano ad aprire in Europa e in Italia tra fine Seicento e primi del Settecento, da Vienna a Venezia, da Marsiglia a Parigi. Non erano per la verità mancati giudizi avversi alla nuova bevanda: a partire dal Redi quando nel Bacco in Toscana (1685) scandiva: «Beverei prima il veleno, / di un bicchier che fosse pieno / dell'amaro e reo caffè». E più tardi Carlo Porta opporrà l'osteria, il luogo della felicità, al luogo dove si serve la cioccolata e il caffè (nel Brindisi di Meneghino per Napoleone: «Stooechaurren de pappa, stoo de re; / mandi a fass el ciccoolat, / me n'impippi del caffè»).

La bottega del caffè era diventata comunque una scelta ideologica: il caffè - scrivevano i fratelli Verri - ha «una virtù risvegliativa degli spiriti», «chiunque lo prova, quand'anche fosse l'uomo più grave, l'uomo il più plumbeo della terra, bisogna per necessità si risvegli, e almeno per una mezz'ora diventi uomo ragionevole». Il caffè «rallegra l'animo, risveglia la mente… infonde nel sangue un sal volatile che ne accelera il moto e lo dirada e lo assottiglia e in certa guisa lo ravviva». Non a caso il Caffè verrà promosso a titolo della loro famosa rivista.

La bottega del caffè diventava presto il luogo d'incontro, di scambi d'idee, cenacolo di cultura, lì si trova gente, si trovano i giornali, le «buone raccolte di Novelle interessanti, le quali fanno che gli uomini che in prima erano Romani, Fiorentini, Genovesi, o Lombardi, ora sieno tutti presso a poco Europei». In questi luoghi cosmopoliti, caldi di legni di stucchi e di specchi, luoghi di discussioni e incontri, le idee (le stesse) circolavano a distanza di chilometri, da Venezia a Zurigo, da Berlino a Lisbona. George Steiner, il grande critico, ha scritto che l'unità europea comincia a fondarsi lì, nei caffè metropolitani.

momus
postato da: mics alle ore 14:54 | link | commenti (2)
categorie: parole, poetiche