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27/05/2008

Notizie dal mio poggiolo




uncini di passiflora











né dalie né rose











... e poi le altre foto della volpe - rob
postato da: mics alle ore 18:40 | link | commenti
categorie: poetiche, paroleimmagini, chiusure cognitive, fatti di mics
25/05/2008

Leonia

La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni... continua


postato da: mics alle ore 10:35 | link | commenti (2)
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19/05/2008

ZINGARI, AVANGUARDIA DEI POPOLI

Con la posta elettronica, arriva da un'amica questo articolo di Lorenzo Renzi, insigne studioso di linguistica (autore di libri di storia della lingua, di una importante grammatica italiana, di critica letteraria). Fra le altre cose, da filologo romanzo, conosce bene oltre che la lingua anche la cultura rumena, cioè della Romania.

Questa è la premessa dell'articolo (che in realtà articolo non è, non essendo mai stato pubblicato):

Cari amici e colleghi linguisti e fiologi, italiani e stranieri
potete buttar via questo messaggio se volete, arriva davvero troppa posta. Se volete invece leggere il mio parere sul problema che tormenta in questi mesi l'Italia (la sicurezza, dobbiamo affrontare l'immigrazione con la famosa "tolleranza zero", cosa si può fare e cosa moralmente non si può fare), leggetelo. Il pezzo che vi mando, come altri simili, l'avevo spedito a un giornale nazionale, che non l'ha pubblicato. Non faccio speculazioni sul perché. Il Corriere della Sera, per es., riceve 2000 lettere al giorno. Perciò penso di diffonderlo così. Se condividete le mie idee, fate anche voi qualcosa... almeno scrivete da qualche parte, come cerco di fare io. E' il momento di testimoniare!
Vi saluto con affetto,
Lorenzo Renzi

Se questo è un uomo
Rom e romeni in attesa dell’allontanamento dall’Italia


Non sappiamo ancora quale forma prenderà il progetto del governo di cacciare gli zingari, i rom, romeni dall’Italia. E siccome i rom nuovi arrivati, dei cui crimini si  è tanto parlato negli ultimi mesi in Italia, vengono dalla Romania, il progetto prevede anche di limitare la presenza dei Romeni in Italia, di filtrarli alle frontiere, tanto più che anche i romeni non rom hanno commesso numerosi crimini e reati. Si infrangerebbe però così una norma europea, perché la Romania è entrata nell’Unione Europea il 1.o gennaio 2007. Questo ingresso ha fatto dei Romeni dei cittadini europei, e anche i rom sono diventati cittadini europei visto che in Romania erano cittadini romeni. Mentre, sia detto tra parentesi, da noi in Italia, paese civile, gli zingari sono in gran parte apolidi, ai quali noi neghiamo la cittadinanza italiana e non riconosciamo i nostri stessi diritti.
Zingari, abbiamo detto. Cioè rom. Giornali e politici si sono imposti da tempo un tabu linguistico che vieta di chiamare gli zingari con questo nome.  I giornali non scrivono mai zingari, ma nomadi, rom, perfino slavi. Lo stesso fanno i programmi televisivi. Adesso si dice e si scrive soprattutto romeni, intendendo anche i rom. Non sarà inutile precisare che rom e romeni non sono la stessa cosa. I rom stanno ai romeni come i nostri zingari (rom anche loro, o shinti) stanno agli Italiani.
Gli zingari, i rom e gli altri gruppi che portano altri nomi, sono arrivati in Europa dall’India nel Medioevo. In Italia erano già presenti nel XV secolo. Erano calderai ambulanti, più tardi sono diventati commercianti di cavalli. Nell’Europa orientale sono musicisti. Suonano nei matrimoni e nelle altre feste. Alcuni sono diventati grandi interpreti. Ma la gran parte di loro non si è mai assimilata, e nemmeno integrata, né in Italia, né negli altri paesi europei né negli altri continenti dove il loro nomadismo li ha portati: Nord Africa, America. Una parte degli zingari si sono sedentarizzati, ma la gran parte è rimasta nomade. A primavera le loro roulottes riprendono il loro cammino, secondo itinerari noti. Una volta erano carovane tirate da cavalli, ma i percorsi erano gli stessi. Cervantes (nella sua splendida Gitanilla) e García Lorca in Spagna, Victor Hugo in Francia, Ion Budai-Deleanu in Romania hanno cantato la libertà del popolo zingaro, come Tolstoj quella di Ceceni.
Gli zingari sono ladri, sono pericolosi? Qualche volta sì. Ma come ha scritto recentemente Guido Ceronetti nel Sole Ventiquattr’Ore (domenicale, 11 maggio 2008) “il pugno della legge” non può essere disgiunto per loro “dalla comprensione di un mistero spirituale che da sempre accompagna tutte le races maudites di questo strano pianeta”, e, aggiungerei prosaicamente, dal rispetto per i diritti fondamentali dell’uomo. Anche se Ion Mailat, zingaro romeno, ha ucciso a Roma una donna il 31 ottobre 2007 a Tor di Quinto, non per questo possiamo dire che tutti gli zingari sono assassini. Sappiamo che Mailat ha agito da solo, senza complici, e che il suo atto criminale è stato segnalato alla polizia da un’altra zingara dello stesso campo. Ma questo delitto è diventato nell’immaginario di molti, un immaginario che molti politici condividono o temono, il delitto emblematico della presenza dei rom e dei romeni in Italia. Una colpa da punire non sull’individuo, ma sull’intera nazione.
La Comunità di sant’Egidio, in un suo documento dedicato allo stato dei rom romeni in Italia ricorda che negli anni Cinquanta i giudici minorili svizzeri avevano aperto un dibattito sull’alto numero di reati compiuti da minori italiani “Ci si chiese allora, si legge nel documento,  se non vi fosse una propensione culturale della popolazione italiana al furto. Una idea avvalorata da molta letteratura europea.” Il dibattito si spense appena la popolazione italiana acquisì un migliore status sociale, aprendo negozi e ristoranti e i reati diminuirono, ma gli stessi sospetti si appuntarono subito sui nuovi venuti, portoghesi, poi jugoslavi, infine turchi.
Non sappiamo se i Romeni, rom e non,  arriveranno a migliorare il loro status sociale in Italia, che oggi è spesso marginale, o se, come si ventila, saranno cacciati prima. In quest’ultima ipotesi, non ci resta da chiederci chi saranno i loro successori.
Possiamo anche chiederci cos’aveva  fatto l’Italia davanti all’arrivo, previsto, di migliaia di zingari romeni dopo il 1 gennaio 2007. Come si è saputo dopo i colloqui italo-romeni seguito all’omicidio Mailat, l’Italia non aveva nemmeno chiesto all’Europa le sovvenzioni che questa mette a disposizione degli stati nazionali per l’assistenza agli zingari. Sei mesi dopo, da quanto si apprende, il Comune di Genova pensa ancora di provvedere ad alloggiare i rom romeni del territorio con i fondi europei assegnati … alla Romania. È toccato alla sottosegretaria romena Dana Varga, di etnia rom lei stessa, ricordare alle autorità della Liguria che esistono fondi europei a disposizione dell’Italia per questo scopo.
Per equità dobbiamo anche ricordare che, prima che arrivi il decreto anti-rom, i diritti elementari degli zingari romeni sono già stati violati più volte in Italia. Tra il 2007 e il 2008, a Roma e a Milano e, temo, anche in altre civilissime città italiane, sono state messe in azione le ruspe per distruggere i campi dei rom. A Milano gli zingari, dopo lo sgombero del campo della Bovisasca, sono stati inseguiti e dispersi, e così temo in altre città. Se non fosse stato per la protesta dell’Arcivescovo di Milano, il Cardinal Tettamanzi, la notizia non sarebbe uscita dalle pagine locali dei giornali.
Saremo dunque noi, italiani europei del XXI secolo, i primi a perseguitare un popolo che vive tra di noi da almeno da sei secoli? Certo, i primi del nuovo secolo, non i primi in assoluto, visto che la Germania nazista, nel 1933, li ha privati di tutti i diritti, poi li ha avviati ai forni crematori, dove ne sono scomparsi, pare, cinquecentomila.
Rom, nella lingua indoeuropea degli zingari, vuol dire “uomo”. Ricordate le parole di Primo Levi? “Se questo è un uomo…”
Lorenzo Renzi
postato da: mics alle ore 23:34 | link | commenti (3)
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18/05/2008

Occhiali


Le regole (ovvero Questioni di stile) è una rubrichina di  Internazionale

Questa settimana (n.743 - 9/15 maggio 208)  "Occhiali da vista"

1) La parte superiore della montatura deve essere allineata alle sopracciglia
2) Se hai pochi soldi da spendere, evita i negozi di ottica in franchising. Meglio i mercatini vintage o le vendite di beneficenza
3) A un appuntamento metti le lenti a contatto
4) Lascia eprdere i modelli alla John Lennon, le lenti fotosensibili e gli occhiali di 'design'
5) Sembrerai più intelligente solo se lo sei già

L'altra rubrica imperdibile è L'oroscopo di Rob Breszny
postato da: mics alle ore 22:37 | link | commenti (2)
categorie: giornali, poetiche, chiusure cognitive, fatti di mics
10/05/2008

Homo faber

Venerdì 15 sarò qui, a questa conferenza-spettacolo di Duccio Canestrini

Homo faber evolution | 15/05/2008 20:30 |
La passione della tecnologia

Conferenza spettacolo. Sala polifunzionale Trentino Sviluppo (dietro la stazione ferroviaria), Via F. Zeni 8, Rovereto (Trento) 15 maggio 2008 ore 20:30. Ingresso libero



postato da: mics alle ore 11:28 | link | commenti (1)
categorie: letteratura, poetiche, macchina ideale, fatti di mics
06/05/2008

SCUOLA MODELLO

Notizie sparse dalla newsletter dell'Adi - Associazione docenti italiani

Rapporto sull’immigrazione in Italia

Il 29 aprile 2008 il ministro Amato ha presentato il primo Rapporto sull’immigrazione in Italia. Il primo dato che si desume dal Rapporto del ministero degli interni è che la popolazione straniera residente in Italia, nonostante il continuo incremento, rimane percentualmente fra le più basse d’Europa, attestandosi al 5%,contro ad esempio il 20,2 della Svizzera. L’88% dei cittadini stranieri è concentrato nel Centro-Nord, di questi ¼ si trova in Lombardia, seguita da Veneto, Lazio ed Emilia Romagna.
Questi dati non si discostano da quelli pubblicati dal MPI nell’ottobre 2007. Nell’a.s. 2006-2007 nelle scuole italiane il 5,6% degli alunni risultava straniero, mentre dieci anni fa (1997/98) era lo 0,8%. Negli ultimi anni gran parte della crescita si è concentrata sull'istruzione secondaria di secondo grado (102.829 alunni, di cui circa l'80% in istituti tecnici e professionali).

Su 100 alunni non italiani 90 frequentano le scuole del Centro-Nord e solo 10 quelle del Mezzogiorno. Nelle scuole italiane, sono presenti 192 nazioni, di cui quelle maggiormente rappresentate sono l'Albania (15,5%), la Romania (13,6%) ed il Marocco (13,5%). Da questi tre Paesi proviene il 42,6% di tutti gli alunni stranieri.


Robert Paul, La Finlande: un modèle éducatif pour la France? Les secrets d'une réussite

Il sistema educativo finlandese è da tempo oggetto di enorme attenzione. I risultati eccellenti ottenuti da questo paese in tutte le indagini PISA hanno alimentato in molti il desiderio di scoprirne i segreti e possibilmente importarli. Altri, al contrario, insistono sull’impossibilità di trasferire un tale modello. Paul Robert in un’opera che si legge come un romanzo, ma che è al tempo stesso un lavoro inedito di analisi, fornisce informazioni indispensabili per comprendere la scuola finlandese e insieme poter distinguere ciò che è legato alla specifica situazione nazionale da ciò a cui tutti, in qualsiasi paese, possono aspirare.
Nel raccontare la sua scoperta del sistema educativo finlandese, l’autore afferma che la prima cosa che l’ha colpito è il fatto che tutto il sistema è concepito per eliminare qualsiasi fattore di stress e mettere gli alunni nelle condizioni ottimali per riuscire.
I giovani finlandesi ignorano completamente cosa sia la selezione prima dei sedici anni, fino a quell’età infatti non vengono assegnati voti. Nel momento in cui compaiono i voti, viene considerato normale dare la possibilità allo studente di scegliere una parte del proprio curricolo e ripetere le prove che non ha superato.
Sostiene Robert Paul che la domanda che, involontariamente, la Finlandia ci pone, non ha nulla a che vedere con la sua geografia o la sua storia, attiene al modello di scuola. Ebbene anche la Finlandia ha conosciuto un modello di scuola autoritario che non dà fiducia ai giovani, che è distaccata dalla loro vita reale e che esalta la severità. Ma l’ha da tempo abbandonato. Noi invece, dice Robert Paul, a quel modello ritorniamo costantemente.
Conclude l’autore: ciò che fa la differenza tra la Francia e la Finlandia non è la distanza in chilometri, ma gli anni persi. Forse si può dire lo stesso dell'Italia.

postato da: mics alle ore 22:46 | link | commenti (1)
categorie: scuola, poetiche, fatti di mics