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25/07/2007

DEA BAREA

La superficie del mare brillava come una corazza di cristalli. La costiera di alberi pettinati si protendeva sugli scogli e sulla sabbia di quarzo. Urla di gabbiani sulle isole sui fari. Le fragili sterne tremavano nell'aria tersa, si immobilizzavano nel vento e precipitavano alla pesca, frecce bianche che si infilavano nella superficie scintillante.
Dalla terra è apparsa la dèa.
Mai vista.
Inaudita.
La dèa Barèa.
E' uscita dall'era ancestrale.
La dèa della pelle d'oca, del vento.
La dèa rossa, uscita dal fuoco.
Creatura creata da sé: fatta di sabbia. Il vento la disperde e la ricompone in forme variate.
Tutte le dèe riunite nella dèa Barèa.
Gigantesca.
Invadente.
Il sentimento del mare e della terra.
Dèa cammeo.
Danza sugli elisèi.
Suscita una canèa.
La dèa granchio.
Zanne color delle calle, bocca di patè di fegato, pelle d'ostrica, petto a chela.
TI prende e ti porta via.
barea
postato da: mics alle ore 10:35 | link | commenti
categorie: miti, poetiche, estate a finistére
26/05/2007

ESTATE A FINISTERE - 2

poema dello scrittore austriaco Ivan Benedik

L'estate a Finistére - parte 2


Tra fantasticare e restare nel reale c’è un niente. Colmo le attese di fantasie. Quel che immagino è accaduto.
La Signora di Kersadiou ha preparato un gâteau provenzale, una via di mezzo fra un polpettone e una quiche. Nascosto nella pasta ha navigato un pupazzetto di legno molto piccolo, un gesubambino, l’ultima bambola annidata in una matrioska. Io sono impuro, disordinato e non merito premi. Dicono che il pupazzetto porta fortuna a chi lo trova nella fetta; è una cosa di natale, ma oggi fa così freddo che d’accordo va bene così come fosse natale. Gli ho quasi mozzato la testa con il coltello, lui mi ha guardato con gli occhi grossi, incrostati di pomodoro. Ciao papà, mi ha detto. Di’ ciao anche alla mamma, gli ho detto io, comportati bene e fa’ il bravo con le tue sorelline.



L’onda del traffico
ci ha depositato
nelle terre
di Caterina
    la Perduta                Katell
Abbiamo il mare                Gollet
intorno al cuore
        trema l’aria
            al tuo passaggio
        no è il cellulare
            chiamano
            dall’Italia
        che tempo fa
siamo sudditi
di un paese di piogge
    foglie galleggianti
    sul canale navigabile
        passano pescherecci e
            blu
        grandi battelli
postato da: mics alle ore 15:18 | link | commenti
categorie: estate a finistére
28/03/2007

L'ESTATE A FINISTERE

L'estate a Finistére - parte 1

Poema di Ivan Benedik


Nel viaggio. La deviazione ci ha seminati al Cap de la Hague dove le onde minano le rocce e mulinano un gorgo temuto dai marinai. Ieri una goletta naufragata, dice il quotidiano La Manche libre, due dispersi e due salvati. Dispersi è come dire morti, amore mio. Due vivi siamo, dispersi però vivi.

In questa età inquieta
colonna sonora le canzoni dell’autoradio
like echoes trough the night
        ascoltare
mi ricordo che domani
abbiamo fatto il bagno
in una baia favolosa
        anima curva
        inquieto riparo
        splendore
la mappa è pronta
è immobile
è un traffico di attese
    cerco pace
amore
in questo tempo estraneo
    però fa fresco
forse sognare


postato da: mics alle ore 23:10 | link | commenti
categorie: letteratura, poetiche, estate a finistére