Quando sul "Corriere della sera" (di carta) arrivo a pg. 42, dopo pranzo, col caffè che fuma e annebbia il cucchiaino, la gara di slalom femminile sullo sfondo, non mi manca il desiderio di leggere un articolo lunghetto che si intitola
Una terra in gioco, che ha anche una bella grafica - il titolo è bello, per esempio, giocato sui neri e grigi, sotto l'etichetta azzurra "Eventi" e il sommario di pagina "Festival delle scienze da lunedì a Roma" in maiuscoletto - e capisco anche che l'autore, Sidney Altman, un nome che ho orecchiato chissà dove, non so (in realtà è lo scopritore delle funzioni dell'RNA, dici niente), si è fatto promotore di qualcosa di davvero interessante, anche se un po' inflazionato, cioè la proposta alla politica di farsi aiutare dagli scienziati.
Però non l'ho letto.
"Gli scienziati che in diversi
campi lavorano su argo-
menti teorici hanno come
unico strumento la scrittu-
ra. E' tutto molto semplice, almeno in
apparenza. Quegli scienziati che fanno
invece esperimenti lavorano in labora-
torio. Il laboratorio potrebbe essere
l'intero mondo (...)"
E' un inizio illeggibile.
E' sicuramente la traduzione.
Questa sintassi non significa niente, è solo nemica.
Non è di facile soluzione, credo che l'originale sia organizzato in questa successione sintattica.
Però la traduttrice avrebbe potutto almeno cambiare l'ordine.
"Hanno come unico stru-
mento la scrittura gli
scienziati che (...)"
Oppure si poteva mettere un "Quegli scienziati" al posto di "Gli scienziati".
Anche il corsivo di spalla è una rivendicazione di autorevolezza per l'indicazione di una buona strada alla politica, questa volta da parte della categoria dei filosofi, se ne fa interprete Emanuele Severino. E' abbastanza convincente, ma anche lui spende valuta inflazionata.
Alla fine, ho letto solo Severino, forse nel corso della giornata riprenderò anche Altman, se il giornale non finisce prima nella pila della carta da smaltire nel bidone della differenziata.
La legge sul diritto d'autore stabilisce che si possono pubblicare su internet immagini o musiche o parti di opere se sono a scopo didattico, scientifico, di commento e comunque senza scopo di lucro. La condizione è che abbiano qualità o risoluzione "degradata", che significa in sostanza quasi tutto quello che c'è in internet, ed è del tutto leggibile o ascoltabile.
A me sembra una legge condivisibile.
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Dopo essersi incredibilmente intromesso nelle faccende civili, morali e politiche di Roma - e dell'Italia intera - con la scusa che il vescovo di Roma si occupa anche di queste cose, adesso Ratzinger vuole andare a visitare l'Università La Sapienza, ma gli scienziati non ne vogliono sapere. Su Galileo Galilei il papa precedente ha chiesto scusa ma il fondatore del metodo scientifico non è mai stato riabilitato né le sue teorie riconosciute ancora dalla chiesa. E Ratzinger disse anche, come riportano i protestatari:
- Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso a Parma, Joseph Ratzinger ha rilanciato un'intollerabile affermazione di Feyerabend: "Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto" -
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Non so il resto, ma Carla Bruni è una cantante fra le più scarse che abbia mai sentito.
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Su IoDonna, l'inserto del sabato del Corriere, c'è un'intervista di Anna Maria Speroni (che quanto a interviste ci sa davvero fare) a Fabri Fibra: mi sembra di capire che è stata dura e la giornalista, con molta discrezione, con fermezza e senso del limite e dell'oggettività, fa capire che cosa pensa 1) dal tono della domande; 2) dalla scelta di riportare tale e quali come nella realtà (quasi) tutte le risposte; 3) da un commento
ndr che sembra solo informazione ma non lo è.
Sul "Trentino - Corriere delle Alpi" Umberto Gandini - un maestro del giornalismo, bravissimo traduttore dal tedesco (di Kafka per Feltrinelli, per esempio), storico redattore della cultura e memorabile cronista della Bolzano e dell'Alto Adige degli anni del terrorismo sudtirolese - firma la critica teatrale su
Elettra di Sofocle coprodotta dagli Stabili del Veneto e di Catania.
Ottava riga: "Il regista Luca De Fusco ha fatto alcune scelte che rimangono ampiamente immotivate e che condizionano pesantemente, in negativo, la rappresentazione"; e più avanti: "... quando l'invisibile Oreste tira Egisto per i piedi perché gli piombi fra le mani assassine e la vicenda vira visivamente sul fumettistico, in platea risuona qualche risata". Negli ultimi moduli del pezzo però dice anche cosa c'è di buono nella recitazione e nello sforzo degli attori.
Viva le stroncature e i recensori teatrali che non sono dei tecnici del mondo teatrale ma sanno di teatro.
(E abbasso certe produzioni degli Stabili che costringono le stagioni teatrali di provincia a cartelloni per una buona metà ai limiti dell'inguardabile, con tutto il bel teatro che ci sarebbe da scegliere).