All'inizio: storia di mics
Nel 2003 il blog era questo:
www.amoserrante.splinder.com.
Volevo far continuare a vivere il personaggio di un mio romanzo. Che dal blog racconta di un suo viaggio in Austria, di essere emigrato sull'isola di Creta, di essere tornato nel suo paese e aver aperto una libreria.
Scrivere sui blog era continuare i romanzi, far evadere la scrittura dai taccuini e dai file del portatile.
Insieme, c'era anche
Paolo, Che ha fatto la stessa cosa con
Alessandra Portinari, la protagonista del suo
Nostra signora crudele.
Poi lui ha aperto un altro blog, nel quale si presentava con il suo nome. Mi ha lasciato perplesso, all'inizio. Scrivere in rete mi piace anche per il mascheramento, per la complessità di travestirsi, di correre in bilico fra finzione e realtà.
Ma il mascheramento e tutto il resto ce li ho già dalla scrittura.
Così aprii anch'io questo blog, e il nick di
mics (
mix non era più disponibile) serviva anche per dire questo gusto dell'ibrido.
Cosa mi piace del blog. E a cosa mi serve il blog.
Mi piaceva e mi piace conoscersi attraverso le parole, attraverso la comunicazione, con i giochi del

linguaggio. Mi piace confondere reale e immaginario (tanto sono già fusi, non è una gran scoperta) e faccio in parte quello che faccio quando preparo una storia, quando prendo appunti, quando pubblico un romanzo.
Ma qui ci metto materiale che è solo per il blog. Non copio gli appunti dei taccuini (caso mai lo rielaboro), non trasferisco qui materiale che viene da altrove.
Non solo. Il blog mi è servito per parlare con quei pochi lettori che ho, con quelli con cui ho in comune un discorso sulla letteratura e sulla scrittura, per mettermi in mostra nella mia attività di "uno che scrive" (scrittore no, è un'altra cosa), e mi è servito insomma anche per promuovermi.
E' andata abbastanza bene. Grazie al blog tra l'altro ho scritto e pubblicato
La macchina ideale.
L'altro ambito di cui parlo è la scuola. Faccio, oggi, quel mestiere (non è l'unico che ho fatto, forse non è quello che farò per sempre), un mestiere che peraltro amo.
Ma il blog di uno scrittore, di un professore, di un giornalista (mi è servito molto) non è niente se non c'è quello che deve esserci in un blog.
Quello che deve esserci? Questo: scoprirsi, proporsi come persona, come uomo che agisce nel quotidiano, che pensa i suoi pensieri, come cittadino che vive nel suo stato e nella sua città, come professionista che agisce in un certo lavoro.
Se nel blog ci metti contenuti da scrittore, professore, giornalista senza la scoperta dell'individuo, allora il mezzo non è adatto, basta e avanza un sito tradizionale, oppure il giornale su cui scrivi o la sua edizione online, oppure la scuola o l'università.
Mantellini e Grillo
Un blog che visito abbastanza spesso è quello di Massimo Mantellini. Il quale discutendo del blog di
Beppe Grillo dice proprio questo: è un contenitore potenzialmente nuovo riempito con materiale di vecchio stampo, parecchi suoi post sono fatti dalla redazione. Qui il
post completo. Lamenta anche una certa arretratezza nella comprensione dei blog: gli intellettuali non fanno opinione con questo mezzo (nemmeno Grillo) e da parte di giornalisti e mondo della cultura c'è una forma grave di disconoscimento del mezzo (e parecchia ignoranza e imperizia).
Mantellini ha un bel blog e ha anche una notevole lucidità che gli deriva dalla conoscenza di questo mondo. Parla di cose che conosce e ha qualcosa da dire. Parla anche di se stesso. Mette le fotografie sue e della sua famiglia in flickr (io questo - per ora - non lo faccio). Lo fa perché sa che è questa la ricchezza di questo mezzo/ambiente che è il blog.
I miei studenti e le loro mamme
Li vedo tutte le mattine. Con qualcuno ci si parla nei blog. La situazione è buffa: è ricca. Ci conosciamo di più. Ci apprezziamo. Non ci illudiamo.
Poi con le classi abbiamo il
sito della scuola, le nostre mail di classe su gmail e il
blog di classe. Ma
servono ad altro.
Mi accorgo che sono diventati parecchi i lettori che conosco di persona. Parecchi dalla scuola, appunto: studenti, ex studenti, genitori, colleghi (pochi).
Una signora che non ho riconosciuto a teatro mi fa: massì la mamma di xxx - e io che non mi ricordo le facce ho abbozzato mentre mi tornava in mente tutto quanto; e poi dice: leggo sempre il suo blog, sa?
Io lì per lì mi sono vergognato. Poi no.
Alla fine... (gli sci)
Volevo fare un link a Mantellini e mi è uscito un pistolone di discorso che finisce più.
Volevo raccontare di quella volta che ho conosciuto Beppe Grillo, ma ci farò il prossimo post.
Volevo raccontare che stamattina sono uscito dopo tre giorni di tonsillite e febbre, e in un negozio di TRento ci sono gli sci dell'anno scorso a prezzi stracciati e sono incerto fra voelkl, salomon e k2 (questi ultimi in un altro negozio, un grande magazzino sportivo). Sono incerto: k2 è una marca come dire per uno che compra una macchina l'audi, la certezza dei tedeschi, però la grafica è davvero bruttina e poi ho delle resistenze interne a fare spese nel grande magazzino se proprio non si tratta di quelle belissime svendite che fanno certe volte; voelkl sono quelli che mi prendono il cuore; per amore di simmetria prenderei salomon perché li ha anche Rob e poi vanno bene con la tuta verde e nera. Come andrà lo racconto in un post (forse).