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01/07/2008

CHE COSA DIVENTA LA LETTERATURA


Finita la scuola, quella in classe con gli studenti, me ne distacco: ce n'è bisogno.
Ogni anno la fine del ciclo è importante. Si ricomincia a inizio settembre.
Ho visto ieri i ragazzi dell'ultimo anno che si affaccendavano davanti all'aula degli esami. Scherzo, con loro, e dico: ecco, fate sempre così, tutti gli anni, ve en andate sempre, e noi invece restiamo qua...


Mi piace una frase che leggo nel libro di un grande educatore, Guido Armellini (La letteratura in classe, Unicopli, 2008).

"Che cosa diventa un'opera letteraria quando entra in un'aula scolastica? Nessuno, nemmeno l'insegnante più preparato, può saperlo prima che avvenga l'incontro. Ma proprio questo carattere imprevedibile può rendere appassionante l'insegnamento letterario: non semplice trasmissione di una sapere dato, ma elaborazione cooperativa di un sapere nuovo"




Liliana Gelman, The library
18/06/2008

MONTALE ALLA MATURITA'

All'esame di stato esce un'altra volta Montale.

Ma insomma.

Chi sceglie le tracce...

Soprattutto: chi scrive le domande.

Domande che insomma.... non sono fatte proprio bene bene, diciamocelo.

Ma quando poi sono sbagliate...

La poesia di Montale da commentare era difficile, anche perché è una delle poche in cui il "tu" a cui si rivolge Montale non è una donna, ma un amico. (C'è tutto l'orizzonte del mito del giovane morto prematuramente).

E che domande fanno questi  (anzi codesti, detti alla Montale) compilatori di quesiti per le analisi del tresto... :

 Nella prima strofa il poeta espone, in una serie di immagini simboliche, da una parte la visione della realtà, dall'altra il ruolo salvifico e consolatorio della figura femminile. Individua tali immagini e commentale.
...
Il ricordo della donna è condensato nel suo viso e nel sorriso, nel quale si manifesta, “libera”, la sua “anima”   (v. 6).

E che poi in Montale la figura femminile sia consolatoria... bè... c'è qualcosa di consolatorio nella poesia di Ossi di seppia?
Come spiegheranno gli studenti quell'aggettivo lontano del verso 5?

Nell'introduzione, poi, ecco una frase da matita blu: La sua produzione in versi, dopo l’iniziale influenza dell’Ermetismo, si è svolta secondo linee autonome.

Queste sono cose che un conoscitore medio di Montale sa molto bene.

Ma to', poi arrivano i funzionari del ministero, con le loro belle topiche.



Ripenso il tuo sorriso, da Ossi di Seppia.

"Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le pietraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera e i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua,
vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovane palma..."


Nella sezione Mediterraneo della raccolta da cui è presa questa poesia c'è un passaggio memorabile, che metto qui così, per documentazione, e per ironia (così come faceva Montale)

Non ho che queste parole
che come donne pubblicate
s’offrono a chi le richiede;
non ho che queste frasi stancate
che potranno rubarmi anche domani
gli studenti canaglie in versi veri.

postato da: mics alle ore 13:10 | link | commenti (3)
categorie: letteratura, scuola, poetiche
06/05/2008

SCUOLA MODELLO

Notizie sparse dalla newsletter dell'Adi - Associazione docenti italiani

Rapporto sull’immigrazione in Italia

Il 29 aprile 2008 il ministro Amato ha presentato il primo Rapporto sull’immigrazione in Italia. Il primo dato che si desume dal Rapporto del ministero degli interni è che la popolazione straniera residente in Italia, nonostante il continuo incremento, rimane percentualmente fra le più basse d’Europa, attestandosi al 5%,contro ad esempio il 20,2 della Svizzera. L’88% dei cittadini stranieri è concentrato nel Centro-Nord, di questi ¼ si trova in Lombardia, seguita da Veneto, Lazio ed Emilia Romagna.
Questi dati non si discostano da quelli pubblicati dal MPI nell’ottobre 2007. Nell’a.s. 2006-2007 nelle scuole italiane il 5,6% degli alunni risultava straniero, mentre dieci anni fa (1997/98) era lo 0,8%. Negli ultimi anni gran parte della crescita si è concentrata sull'istruzione secondaria di secondo grado (102.829 alunni, di cui circa l'80% in istituti tecnici e professionali).

Su 100 alunni non italiani 90 frequentano le scuole del Centro-Nord e solo 10 quelle del Mezzogiorno. Nelle scuole italiane, sono presenti 192 nazioni, di cui quelle maggiormente rappresentate sono l'Albania (15,5%), la Romania (13,6%) ed il Marocco (13,5%). Da questi tre Paesi proviene il 42,6% di tutti gli alunni stranieri.


Robert Paul, La Finlande: un modèle éducatif pour la France? Les secrets d'une réussite

Il sistema educativo finlandese è da tempo oggetto di enorme attenzione. I risultati eccellenti ottenuti da questo paese in tutte le indagini PISA hanno alimentato in molti il desiderio di scoprirne i segreti e possibilmente importarli. Altri, al contrario, insistono sull’impossibilità di trasferire un tale modello. Paul Robert in un’opera che si legge come un romanzo, ma che è al tempo stesso un lavoro inedito di analisi, fornisce informazioni indispensabili per comprendere la scuola finlandese e insieme poter distinguere ciò che è legato alla specifica situazione nazionale da ciò a cui tutti, in qualsiasi paese, possono aspirare.
Nel raccontare la sua scoperta del sistema educativo finlandese, l’autore afferma che la prima cosa che l’ha colpito è il fatto che tutto il sistema è concepito per eliminare qualsiasi fattore di stress e mettere gli alunni nelle condizioni ottimali per riuscire.
I giovani finlandesi ignorano completamente cosa sia la selezione prima dei sedici anni, fino a quell’età infatti non vengono assegnati voti. Nel momento in cui compaiono i voti, viene considerato normale dare la possibilità allo studente di scegliere una parte del proprio curricolo e ripetere le prove che non ha superato.
Sostiene Robert Paul che la domanda che, involontariamente, la Finlandia ci pone, non ha nulla a che vedere con la sua geografia o la sua storia, attiene al modello di scuola. Ebbene anche la Finlandia ha conosciuto un modello di scuola autoritario che non dà fiducia ai giovani, che è distaccata dalla loro vita reale e che esalta la severità. Ma l’ha da tempo abbandonato. Noi invece, dice Robert Paul, a quel modello ritorniamo costantemente.
Conclude l’autore: ciò che fa la differenza tra la Francia e la Finlandia non è la distanza in chilometri, ma gli anni persi. Forse si può dire lo stesso dell'Italia.

postato da: mics alle ore 22:46 | link | commenti (1)
categorie: scuola, poetiche, fatti di mics
04/03/2008

GIARDINO DELLE DELIZIE

Agli studenti della I ho proposto un sondaggio sulle 3 cose più belle e sulle 3 cose più brutte. (Massì, discussioni estetico letterarie insieme a Baudelaire, Kant, Rosenkranz, Eco, ma soprattutto fra di loro, in classe e sul loro blog di classe). Cosa ne è uscito, finora.

COSE BELLE

la natura,
l'arte,
i bambini,
le iridi degli occhi,
la riva del mare (d'estate, poco dopo il tramonto),
sentire il ritmo del tempo e dello spazio intorno,
amare ed essere amati (contemporaneamente, dalla stessa persona),
la libertà,
stare sdraiata su un prato a guardare le stelle,
la riconoscenza,
viaggiare,
il primo giorno di vacanza,
venire a scuola a piedi il sabato mattina ascoltando il mio iPod (sabato sia perchè è l'ultimo giorno della settimana, sia perchè le strade sono deserte),
andare a fare l'anno all'estero (prof, mi hanno presa in Germania!),
mangiare cioccolata bianca,
una canzone,
un abbraccio,
sognare (soprattutto nel letto, ma anche ad occhi aperti),
la musica
la bellezza,
dare un bacio,
imparare. Mi spiego meglio: la sensazione che si prova quando si entra in una biblioteca oppure quando si partecipa ad una conferenza; si percepisce quanto poco si sa e si ha euforia di conoscere, di apprendere, di sedersi e sfogliare un libro finchè finisce il tempo. Conoscere, conoscere, conoscere. E con la conoscenza aiutare noi stessi (egoisticamente) e gli altri.  Se si possiede la conoscenza, la libertà, i diritti sono passi successivi. Bisogna avere le capacità di scartare un pacco regalo per prendere cosa sta dentro,
il paesaggio. Può essere Trento di notte vista da Sardagna o Melbourne dall'alto di un grattacielo o semplicemente il lago che vedo tutti i giorni dalla finestra di casa.

COSE BRUTTE

lo sfruttamento,
la violenza,
il razzismo,
il letame,
una pistola,
il vuoto,
il tradimento,
l'invidia,
vedere una persona soffrire e non poter far nulla per aiutarla,
l'ipocrisia,
deludere le aspettative (sia le proprie, sia quelle degli altri),
i pranzi con i parenti,
l'esprit de l'escalier,
le spellature (mi fanno letteralmente rabbrividire) e gli alveari (e affini),
le farfalle,
sentirmi inadatta,
piangere o vedere qualcuno piangere,
scoprire che Babbo Natale non esiste. Non è banale,
la censura.
postato da: mics alle ore 17:53 | link | commenti (2)
categorie: parole, scuola, poetiche, chiusure cognitive
22/02/2008

NO, I CAN'T

C'è questo slogan, ce lo troviamo dappertutto.

Yes, we can.

(a parte quanto mi sta sui marroni sempre di più a me l'inglese - e per di più lo so poco, e solo da leggere) (a parte Shakespeare e Robert Browning e sua moglie e Virginia Woolf e Michael Cunningham e Michael Ondaatje e ...)

D'accordo, la politica è l'arte del possibile.
D'accordo, in politica l'individuo è una fibra del collettivo.

Yes, we can.
Sarebbe anche bello crederci.

Ma così, a posteriori, per contrasto, metto in relazione questo slogan pubblico con un'altra frase che ho visto per caso stamattina. Che diceva: "Io non sono capace di fare niente".

In una classe che ho preso a metà anno, perché il collega è partito per andare a insegnare all'estero: li ho da pochi giorni, loro sono grandi e li aspetta la fine del liceo, ci stiamo studiando a vicenda.

Stamattina spiego Rimbaud. La lettera del veggente, poi una di quelle poesie che segnano una svolta anche a scuola, non solo nella storia della letteratura e della cultura, ma anche nella piccola storia che ogni anno si sviluppa nei microcosmi delle classi scolastiche, Voyelles.

Il "Luperini", cioè il manuale, pesa un accidenti e la mattina quando vengo in bici a scuola la cartella pesa, in più tre quarti del tragitto li faccio con la S. sul seggiolino che deve prendere lo scuolabus... Insomma stamane non l'ho portato.
In classe, perciò, se mi serve una parola o due che non ricordo, sbircio sui loro libri, mentre passo fra i banchi.

Gli dico: i manuali devono diventare dei campi di battaglia! Scrivete, scrivete su quegli spazi vuoti, annotate, chiosate, commentate, segnate, sottolineate ecc.

L'altroieri avevo visto che L. aveva fatto una scritta grossa sulla pagina. Oggi l'ho letta, quando ho preso in prestito il suo manuale.
"Io non sono capace di fare niente".

No, L., no. Vedrai.
postato da: mics alle ore 23:03 | link | commenti (5)
categorie: parole, scuola, poetiche, fatti di mics
12/01/2008

SFOGLIANDO SI IMPARA - rassegna(ta) stampa

Quando sul "Corriere della sera" (di carta) arrivo a pg. 42, dopo pranzo, col caffè che fuma e annebbia il cucchiaino, la gara di slalom femminile sullo sfondo, non mi manca il desiderio di leggere un articolo lunghetto che si intitola Una terra in gioco, che ha anche una bella grafica - il titolo è bello, per esempio, giocato sui neri e grigi, sotto l'etichetta azzurra "Eventi" e il sommario di pagina "Festival delle scienze da lunedì a Roma" in maiuscoletto - e capisco anche che l'autore, Sidney Altman, un nome che ho orecchiato chissà dove, non so (in realtà è lo scopritore delle funzioni dell'RNA, dici niente), si è fatto promotore di qualcosa di davvero interessante, anche se un po' inflazionato, cioè la proposta alla politica di farsi aiutare dagli scienziati.
Però non l'ho letto.
"Gli scienziati che in diversi
campi lavorano su argo-
menti teorici hanno come
unico strumento la scrittu-
ra. E' tutto molto semplice, almeno in
apparenza. Quegli scienziati che fanno
invece esperimenti lavorano in labora-
torio. Il laboratorio potrebbe essere
l'intero mondo (...)"
E' un inizio illeggibile.
E' sicuramente la traduzione.
Questa sintassi non significa niente, è solo nemica.
Non è di facile soluzione, credo che l'originale sia organizzato in questa successione sintattica.
Però la traduttrice avrebbe potutto almeno cambiare l'ordine.
"Hanno come unico stru-
mento la scrittura gli
scienziati che (...)"
Oppure si poteva mettere un "Quegli scienziati" al posto di "Gli scienziati".

Anche il corsivo di spalla è una rivendicazione di autorevolezza per l'indicazione di una buona strada alla politica, questa volta da parte della categoria dei filosofi, se ne fa interprete Emanuele Severino. E' abbastanza convincente, ma anche lui spende valuta inflazionata.

Alla fine, ho letto solo Severino, forse nel corso della giornata riprenderò anche Altman, se il giornale non finisce prima nella pila della carta da smaltire nel bidone della differenziata.



La legge sul diritto d'autore stabilisce che si possono pubblicare su internet immagini o musiche o parti di opere se sono a scopo didattico, scientifico, di commento e comunque senza scopo di lucro. La condizione è che abbiano qualità o risoluzione "degradata", che significa in sostanza quasi tutto quello che c'è in internet, ed è del tutto leggibile o ascoltabile.
A me sembra una legge condivisibile.
link1     




Dopo essersi incredibilmente intromesso nelle faccende civili, morali e politiche di Roma - e dell'Italia intera - con la scusa che il vescovo di Roma si occupa anche di queste cose, adesso Ratzinger vuole andare a visitare l'Università La Sapienza, ma gli scienziati non ne vogliono sapere. Su Galileo Galilei il papa precedente ha chiesto scusa ma il fondatore del metodo scientifico non è mai stato riabilitato né le sue teorie riconosciute ancora dalla chiesa. E Ratzinger disse anche, come riportano i protestatari:
- Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso a Parma, Joseph Ratzinger ha rilanciato un'intollerabile affermazione di Feyerabend: "Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto" -
link1    link2  





Non so il resto, ma Carla Bruni è una cantante fra le più scarse che abbia mai sentito.
link


Su IoDonna, l'inserto del sabato del Corriere, c'è un'intervista di Anna Maria Speroni (che quanto a interviste ci sa davvero fare) a Fabri Fibra: mi sembra di capire che è stata dura e la giornalista, con molta discrezione, con fermezza e senso del limite e dell'oggettività, fa capire che cosa pensa 1) dal tono della domande; 2) dalla scelta di riportare tale e quali come nella realtà (quasi) tutte le risposte; 3) da un commento ndr che sembra solo informazione ma non lo è.

Sul "Trentino - Corriere delle Alpi" Umberto Gandini - un maestro del giornalismo, bravissimo traduttore dal tedesco (di Kafka per Feltrinelli, per esempio), storico redattore della cultura e memorabile cronista della Bolzano e dell'Alto Adige degli anni del terrorismo sudtirolese - firma la critica teatrale su Elettra di Sofocle coprodotta dagli Stabili del Veneto e di Catania.
Ottava riga: "Il regista Luca De Fusco ha fatto alcune scelte che rimangono ampiamente immotivate e che condizionano pesantemente, in negativo, la rappresentazione"; e più avanti: "... quando l'invisibile Oreste tira Egisto per i piedi perché gli piombi fra le mani assassine e la vicenda vira visivamente sul fumettistico, in platea risuona qualche risata". Negli ultimi moduli del pezzo però dice anche cosa c'è di buono nella recitazione e nello sforzo degli attori.
Viva le stroncature e i recensori teatrali che non sono dei tecnici del mondo teatrale ma sanno di teatro.
(E abbasso certe produzioni degli Stabili che costringono le stagioni teatrali di provincia a cartelloni per una buona metà ai limiti dell'inguardabile, con tutto il bel teatro che ci sarebbe da scegliere).
postato da: mics alle ore 12:58 | link | commenti
categorie: scuola, internet, giornali, poetiche
23/12/2007

IMMAGINAZIONE 2

Ancora nel nome dell'immaginazione.

http://mappementaliblog.blogspot.com/



Vacanze nelle quali devo scrivere parecchio di saggistica.
Mi viene in aiuto questo libro (loop: lo uso per scrivere uno dei miei saggetti sulla scrittura)

"Scrivere per trasmettere conoscenze non è più facile che scrivere un romanzo. Si richiedono capacità molto diverse perché gli obiettivi sono completamente diversi, ma la qualità di un articolo o di un saggio è commisurata alla creatività del suo autore tanto quanto quella di un romanzo. Da che cosa dipende infatti la qualità di un saggio, ad esempio di argomento scientifico? Innanzitutto dalla novità e dall'importanza delle conoscenze che trasmette, che saranno state ottenute con una ricerca più o meno lunga e inpagnativa. La ricerca scientifica, si sa, richiede una buona dose di creatività: non esiste esempio più evidente di creatività di quella che porta uno scienziato a fare una grande scoperta. Ma, anche una volta che una conoscenza sia stata acquisita, c'è modo e modo di esporla. Per farsi capire, soprattutto quando ci si allontana dalle strade battute, e poi per convincere i lettori di qualcosa che sia veramente nuovo, non è sufficiente seguire ricette di scrittura che sono alla portata di tutti. La creatività di Galileo Galilei, ad esempio, che era un grandissimo scrittore, risulta evidente anche dalla chiarezza con cui è riuscito a esprimere i suoi pensieri, rivoluzionari e difficili, e a dimostrarne la forza. I suoi Dialoghi sono un modello non solo per i contenuti scientifici che espongono, ma anche per la capacità di persuasione. Tre condizioni sono necessarie per riuscire a trasmettere conoscenze attraverso un testo scritto (sapere davvero quel che si crede di sapere; convincere chi legge; esprimere esattamente quel che si ha in mente); ciascuna di esse richiede qualche forma di creatività. Davvero non si capisce perché si parli di scrittura creativa solo per la scrittura letteraria."
Marco Santambrogio, Manuale di scrittura (non creativa), Laterza - con adattamenti
postato da: mics alle ore 19:46 | link | commenti (1)
categorie: parole, scuola, poetiche, chiusure cognitive
12/12/2007

Email

Caro Michele,
> ieri ci siamo incontrati con XXX che commenta gli esiti di "XXXYYY" dal punto di vista dell'università. Con lui abbiamo stilato una serie di domande su cui potrebbero vertere i vostri due contributi. Te le giro, anche se penso che siano un po' scontate (anche se difficili da affrontare).
>
> Si possono spiegare le carenze linguistiche  riscontrate in "XXXYYY" con l'istruzione e formazione linguistica fornita dalla scuola superiore? Come la scuola può aiutare gli studenti a essere preparati, nell'ambito della competenza linguistico-comunicativa all'università? Quali strategie per migliorare, in tutti gli indirizzi scolastici e i tipi di scuola, la didattica dell'italiano e delle competenze comunicative (che immagino sia trasversale a tutte le discipline?) L'ultima questione è, secondo me, cruciale.
>
> A presto
>
Ciao CCCTTT,
grazie della mail,
in effetti le questioni sono quelle cruciali, il problema non è tanto che domande farsi quanto trovare il tono giusto per delle risposte che non siano banali; ci sto pensando con un certa intensità e tento di fare in modo che i pensieri non si dissipino. Avrai tutto entro il 2007.
Michele
postato da: mics alle ore 14:25 | link | commenti (3)
categorie: scuola
10/12/2007

ASINATE

A proposito delle indagini Ocse-Pisa e le capacità degli studenti italiani, copioincollo da TuttoscuolaNews di questa settimana:

1. Ma gli studenti italiani sono proprio cosi' somari?
Fermo  restando  che  il  nostro  Paese  non  puo'   certo   isolarsi,
contestando modelli di indagine e metodologie ampiamente consolidati a
livello mondiale, occorre tener presente che  gli  studenti  italiani,
soprattutto dopo la scuola primaria (dove  ottengono  buoni  risultati
anche nelle comparazioni internazionali), hanno  programmi  di  studio
centrati essenzialmente sull'apprendimento di conoscenze disciplinari,
e non di competenze, cioe' di capacita' di utilizzare le conoscenze in
contesti concreti, operativi, che e' esattamente cio' che i  test  del
PISA chiedono agli studenti di fare.
Inoltre  la  scuola   italiana   ha   scarsa   consuetudine   con   la
somministrazione di prove valutative scritte, che sono invece  pratica
ordinaria o prevalente in altri Paesi. E'  vero  che  i  test  vengono
tradotti e in  qualche  misura  adattati  alle  caratteristiche  delle
singole realta' nazionali, ma  resta  una  notevole  distanza  tra  le
prassi didattiche alle quali si ispirano le prove PISA e IEA e  quelle
impiegate nel nostro Paese. Al quale converra',  comunque,  fare  ogni
sforzo  per  mettersi   in   maggiore   sintonia   con   le   tendenze
internazionali in materia di valutazione degli apprendimenti, o meglio
delle   "competenze"   (linguistiche,   matematiche,   scientifiche,
tecnologiche, e anche sociali).

2. Dentro i dati  internazionali

Un'overdose di dati  internazionali  sull'istruzione  ha  inondato  le
pagine dei nostri quotidiani nei giorni scorsi: quasi  un  lampo  alla
ricerca  della  notizia  d'effetto,  poi,  esaurita  la  ricerca   del
sensazionale (asini in matematica, preparazione da terzo mondo, ecc.),
il  silenzio  e'  calato  di  colpo,  anche  se  l'istruzione   merita
certamente una riflessione piu'  attenta  anche  da  parte  dei  "non
addetti ai lavori".
La  stampa  nazionale  si  e'  soffermata  piu'  sui  dati   Ocse-Pisa
(competenze in matematica dei  ragazzi  di  15  anni)  che  su  quelli
Pirls-Icona (competenza in lettura di quelli di 9 anni). I primi,  non
molto confortanti, l'hanno fatta da padrone nelle prime pagine, mentre
i secondi, notevolmente positivi, sono stati un po' trascurati.
Eppure proprio questi ultimi dati meritano piu' di una  considerazione
attenta, a cominciare dal fatto che - secondo la  ricerca  Pirls-Icona
(Indagine sulla COmprensione della lettura dei bambini di Nove Anni) –
la lettura (oggetto dell'indagine) consiste nell'"abilita' di  capire
e usare quelle forme di linguaggio scritto  richieste  dalla  societa'
e/o apprezzate dall'individuo".
Dall'indagine condotta in 40 Paesi  (cinque  anni  erano  26  i  Paesi
partecipanti),  l'Italia  e'  risultata  sesta,  preceduta  in  Europa
solamente dal Lussemburgo.
Per l'Italia il campione ha riguardato quasi 4 mila alunni  di  quarta
elementare dell'eta' media di circa nove anni e mezzo.
Rispetto ai dati del 2001, l'Italia ha migliorato le sue  performance,
grazie anche ai risultati del Sud e delle Isole  pressoche'  uguali  a
quelli delle altre aree italiane dove il Centro e il  Nord  Est  hanno
avuto, comunque, le risultanze migliori.

(Ecco, evitassero, anche questi che scrivono di scuola, l'uso dell'antilingua e di parole come "risultanze"...)
postato da: mics alle ore 14:15 | link | commenti (1)
categorie: scuola
06/12/2007

Scienze, matematica, lettura - Ocse Pisa

Le rilevazioni sulle competenze di base nella scuola sono lunghe e particolareggiate. Il post qui (il cap. 3 della sintesi dei risultati) è chilometrico, ma contiene delle informazioni interessanti

3. I risultati di PISA 2006. Un primo sguardo d’insieme

3.1 L’Italia nel contesto internazionale

3.1.1 I risultati in scienze

Il punteggio medio degli studenti italiani nella scala complessiva di scienze è pari a 475 (DS  96),  contro una media OCSE pari a 500 (DS 95). La differenza tra il punteggio degli studenti maschi  (477; ES 2,8) e il punteggio delle studentesse (474; ES 2,5) non è statisticamente significativa

I paesi che raggiungono punteggi medi significativamente più alti della media OCSE sono
l’Australia (527; DS 100), il Canada (534; DS 94), la Corea (522; DS 90), la Finlandia (563; DS  86), il Giappone (531; DS 100), la Nuova Zelanda (530; DS  107), i Paesi Bassi (525; DS 96).
Tra i paesi partner i punteggi medi più elevati sono raggiunti da Estonia (531; DS 84), Hong Kong  (542; DS 92), Slovenia (519; DS 98), Taiwan (532; DS 94).
In nessuno di questi paesi la differenza di punteggio tra studenti maschi e studentesse è
statisticamente significativa.
La media dei 25  paesi dell’Unione Europea partecipanti a PISA 2006 è pari a 497.
Per quanto riguarda la distribuzione degli studenti ai diversi livelli della scala complessiva di  scienze (Tabella 1), in Italia 
il 7,3% degli studenti si colloca sotto il livello 1 (media OCSE 5,2);
il 18% degli studenti si colloca al livello 1 (media OCSE 14,1);
il 27,6% degli studenti si colloca al livello 2 (media OCSE 24,0);
il 27,4% degli studenti si colloca al livello 3 (media OCSE 27,4);
il 15,1% degli studenti si colloca al livello 4 (media OCSE 20,3);
il  4,2% degli studenti si colloca al livello 5 (media OCSE 7,7);
lo 0,4% degli studenti si colloca al livello 6 (media OCSE 1,3).
Complessivamente, in Italia il 25,3% degli studenti si colloca al di sotto del livello 2, che è stato  individuato in PISA 2006 come il livello al quale gli studenti dimostrano il livello base di  competenza scientifica in grado di consentire loro di confrontarsi in modo efficace con situazioni in  cui siano chiamate in causa scienza e tecnologia (media OCSE 23,2). 
Meno del 5% degli studenti si colloca nei due livelli più elevati della scala complessiva di scienze  (media OCSE 8,8). 
Tra i paesi OCSE che hanno ottenuto punteggi medi più elevati, quelli che presentano una minore percentuale di studenti sotto il livello 2 della scala complessiva di scienze sono: Australia (11,8),  Corea (11,2), Finlandia (4,1),  Nuova Zelanda (13,7), Paesi Bassi (13,0).
Tra i paesi partner le minori percentuali di studenti sotto il livello 2 si registrano in Estonia (7,7), Hong Kong (8,7),  Slovenia (13,9), Taiwan (11,8). 
I paesi OCSE che hanno una percentuale maggiore di studenti che si colloca nei due livelli più alti  della scala complessiva di scienze sono: Australia (14,6), Canada (14,4), Finlandia (20,9), Giappone (15), Nuova Zelanda (17,6), Paesi Bassi (13,2).
Per l’Italia la distribuzione è simile anche nelle scale specifiche di scienze (Tabelle 3, 4, 5, 6, 7, 8) .

Individuare questioni di carattere scientifico: 25,2% degli studenti sotto il livello 2 (media OCSE
18,7); 4,9% ai livelli 5 e 6 (media OCSE 8,4).
Dare una spiegazione scientifica dei fenomeni: 24,4% degli studenti sotto il livello 2 (media OCSE 19,6); 6,0% ai livelli 5 e 6 (media OCSE 9,8). 
Usare prove basate su dati scientifici: 29,6% degli studenti sotto il livello 2 (media OCSE 22,0);
6,0% ai livelli 5 e 6 (media OCSE 11,6).
Va rilevato che nella scala Individuare questioni di carattere scientifico, la differenza di punteggio medio tra studenti maschi (466; ES 2,9) e studentesse (483; ES 2,5) è statisticamente significativa a vantaggio delle studentesse (Tabella 4).
Nella scala  Dare una spiegazione di carattere scientifico, la differenza di punteggio medio tra
studenti maschi (487; ES 2,8) e studentesse (472; ES 2,5) è statisticamente significativa a vantaggio degli studenti maschi (Tabella 6).
Nella scala Usare prove basate su dati scientifici, la differenza di punteggio medio tra studenti
maschi e studentesse non è statisticamente significativa (Tabella 8).


3.1.2   I risultati in matematica

Il punteggio medio degli studenti italiani nella scala complessiva di matematica è pari a 462 (DS 
96), contro una media OCSE pari a 498 (DS 92). La differenza tra il punteggio degli studenti
maschi (470; ES 2,9) e il punteggio delle studentesse (453; ES 2,7) è statisticamente significativa a
vantaggio degli studenti maschi (Tabella 20).
I paesi che raggiungono punteggi medi significativamente più alti della media OCSE sono
l’Australia (520; DS 88), il Belgio (520; DS 106),  il Canada (527; DS 86), la Corea (547; DS 93),
la Finlandia (548; DS  81), il Giappone (523; DS 91), la Nuova Zelanda (522; DS  93),  i Paesi
Bassi (531; DS 89), la Svizzera (530; DS 97).
Tra i paesi partner i punteggi medi più elevati sono raggiunti da  Hong Kong (547; DS 93),
Liechtenstein (525; DS 93), Macao (525; DS 84), Taiwan (549; DS 103).    
In tutti questi paesi, ad eccezione di Belgio, Corea e Liechtenstein, la differenza tra il punteggio
medio degli studenti maschi e delle studentesse è statisticamente significativa a vantaggio degli
studenti maschi.
I livelli di competenza sulla scala di matematica sono 6. Il primo livello rappresenta quello più
basso, mentre il sesto livello quello più alto. Nella tabella 19 vengono riportate le percentuali di
studenti a ciascun livello della scala di competenza matematica per ciascun paese partecipante alla
rilevazione PISA 20065.
Per quanto riguarda l’Italia
il 13,5% degli studenti si colloca sotto il livello 1 (media OCSE 7,7);
il 19,3% degli studenti si colloca al livello 1 (media OCSE 13,6);
il 25,5% degli studenti si colloca al livello 2 (media OCSE 21,9);
il 22,1% degli studenti si colloca al livello 3 (media OCSE 24,3);
il 13,3% degli studenti si colloca al livello 4 (media OCSE 19,1);
il  5,0% degli studenti si colloca al livello 5 (media OCSE 10,0);
lo 1,3% degli studenti si colloca al livello 6 (media OCSE 3,3).
Complessivamente, in Italia il 32,8% degli studenti si colloca al di sotto del livello 2, che è stato individuato in PISA  come il livello al quale gli studenti dimostrano il livello base di competenza matematica in grado di consentire loro di confrontarsi in modo efficace con situazioni in cui sia chiamata in causa la matematica (media OCSE 21,3). 
Il 6,3% degli studenti si colloca nei due livelli più elevati della scala complessiva di matematica (media OCSE 13,3). 
Come si può vedere dalla tabella 19, i paesi che hanno la più alta percentuale di studenti ai livelli 5 e 6, i livelli di eccellenza, sono tutti paesi extra europei: Corea, Hong Kong e Taiwan che raggiungono percentuali superiori al 27%.
Ai livelli intermedi - 3 e 4 - in media nei paesi dell’OCSE vi è una percentuale del 43% di studenti mentre in Italia, per questi stessi livelli, la percentuale è pari al 35%.  I paesi che hanno più del 50% di studenti quindicenni a questi livelli sono l’Australia, il Canada, la Danimarca e la Finlandia tra i paesi OCSE e l’Estonia, il Liechtenstein e Macao tra i paesi partner. 


3.1.3 I risultati in lettura

Il punteggio medio degli studenti italiani nella scala di competenza in lettura è pari a 469 (DS  109), contro una media OCSE pari a 492 (DS 99). La differenza tra il punteggio degli studenti maschi (448; ES 3,4) e il punteggio delle studentesse (489; ES 2,8) è statisticamente significativa a vantaggio delle studentesse (Tabella 18).
I paesi che raggiungono punteggi medi significativamente più alti della media OCSE sono
l’Australia (513; DS 94), il Canada (527; DS 96), la Corea (556; DS 88), la Finlandia (547; DS  81), l’Irlanda (517; DS 92), la Nuova Zelanda (521; DS  105).
Tra i paesi partner i punteggi medi più elevati sono raggiunti da Hong Kong (536; DS 82),
Liechtenstein (510; DS 95).
In tutti questi paesi, ad eccezione di Belgio, Corea e Liechtenstein, la differenza tra il punteggio medio degli studenti maschi e delle studentesse è statisticamente significativa a vantaggio delle studentesse.
I livelli di competenza sulla scala di competenza in lettura sono 5. Il primo livello rappresenta quello più basso, mentre il quinto livello quello più alto. Nella tabella 17 vengono riportate le percentuali di studenti a ciascun livello della scala di competenza in lettura per ciascun paese partecipante alla rilevazione PISA 2006.

Per quanto riguarda l’Italia
l’11,4% degli studenti si colloca sotto il livello 1 (media OCSE 7,4);
il 15,0% degli studenti si colloca al livello 1 (media OCSE 12,7);
il 24,5% degli studenti si colloca al livello 2 (media OCSE 22,7);
il 26,4% degli studenti si colloca al livello 3 (media OCSE 27,8);
il 17,5% degli studenti si colloca al livello 4 (media OCSE 20,7);
il  5,2% degli studenti si colloca al livello 5 (media OCSE 8,6).
Complessivamente, in Italia il 50,9% degli studenti si colloca al di sotto del livello 3, che è stato individuato in PISA  come il livello al quale gli studenti dimostrano il livello base di competenza in quotidiana che richiedono l’esercizio di tale competenza (media OCSE 42,8). 
Il 5,2% degli studenti si colloca nel livello più elevato della scala complessiva di lettura (media OCSE 8,6).
Come si può vedere dalla tabella 17, i paesi che hanno la più alta percentuale di studenti al livello 5  sono: Australia (10,6), Belgio (11,3), Canada (14,5), Corea (21,7),  Finlandia (16,7), Irlanda (11,7),  Nuova Zelanda (15,9), Polonia (11,6), Svizzera (10,6). Tra i paesi partner Hong Kong presenta la più alta percentuale di studenti al livello 5 della scala (12,8).
Ai livelli intermedi - 3 e 4 - in media nei paesi dell’OCSE vi è una percentuale del 48,5% di
studenti mentre in Italia, per questi stessi livelli, la percentuale è pari al 43,9%.
postato da: mics alle ore 14:50 | link | commenti (2)
categorie: scuola
17/11/2007

CORTOCIRCUITI MUNARI

C'è la mostra a Milano, per fortuna Bruno Munari non ha bisogno di questo perché se ne parli.
Intanto creative classics ha riprodotto la mappa-veliero sull'immaginazione di qualche post fa, e Luisa Carrada sul blog di mestiere di scrivere ha dedicato parecchio spazio a Munari.
Da quest'ultima rimando a una lezione di Munari. Lo guardo e cerco di capire come si fa a spiegare le cose facendo pensare i propri discepoli (il figlio di Bruno Munari, Alberto, è un innovatore esperto di educazione e "risorse umane"); mi piacciono di più i capitoli della conferenza "sperimentazione" e "fantasia".

Capire che cos'è l'arte è una preoccupazione (inutile) dell'adulto.
Capire come si fa a farla è invece un interesse autentico del bambino
postato da: mics alle ore 22:29 | link | commenti
categorie: scuola, poetiche
08/11/2007

GIALLO + MAPPE

Leggo questo articolo, non capisco se è agghiacciante o ridicolo. Pare che una minuscola casa editrice abbia pubblicato un romanzo in cui due fatti di cronaca recenti (cronaca! non storia o idee o grandi azioni creative: cronaca! come se non avessimo altro nelle nostre vite che questa invadentissima minimissima intempestivissima turpe cronaca)  fanno parte di una trama inventata. L'arrossata fontana di Trevi e quella povera ragazza sgozzata a Perugia. Mi chiedo se sia insuficiente a se stessa la cronaca, che assomiglia a un romanzo, o ben riuscito il romanzo, che assomiglia alla cronaca (sthendaliano, direi).

Ma se l'assassinio fosse avvenuto a Urbino, ci diremmo che Aurelio Picca è stato profetico?
A vedere da come se la sono presa gli urbinati sul sito di ibs, Picca ci ha preso di più di Nowak (?).
Comunque sono due romanzi di cui ho letto solo parte del secondo, anch'io faccio cronaca, cioè racconto cose che non conosco millantando credito.

Invece L'esame di maturità di Picca l'ho letto. E lo consiglio. (Qui invece so di che cosa parlo).

E per la cronaca, un'amaca di Michele Serra.

A PROPOSITO DI GIALLI,

Stasera miniriunione di casa mia per assegnare i posti auto in cortile. Ci ospita la signorina D. che abita sul mio pianerottolo. La signorina Iole ha tra gli 85 e i 90 e abbiamo fatto la riunione con i biscotti della signora del primo piano e il pinot grigio stappato nel tinello, nei bicchieri a stelo decorati e ben sistemati sui piattini di peltro.
La signorina ha in soggiorno una scansia lunga tutta una parete di una sessantina di romanzi della collana Medusa della Mondadori. Io quando vado da lei ammiro il parquet a listelli e i dorsi verdi dei libri.
Ci raccontava, la signorina: stava leggendo un giallo di qualcuna che non ricordo, ed ecco che apre la busta con la réclame del Club degli Editori e nello strillo del prossimo romanzo non c'è anche il riassunto con il racconto del finale del giallo che sta leggendo lei? E allora - dice la signorina Iole - io al club degli Editori non gli compro più nemmeno un libro.
Eccome se le ho dato ragione, bisognerà scrivere una lettera al Club degli Editori per prostestare. E poi una di queste risate da vecchi: l'ha visto lei, professore, Fazio alla tv domenica?
No, dico, la mia tv è colonizzata dalle bambine e poi non ho molto tempo...
Perché anche la Littizzetto se l'è presa con i recensori dei film che raccontano sempre i finali, mi dice.


E A PROPOSITO DI MAPPE, INVECE,

ho negli occhi le mappe-indice dell'Enciclopedia Einaudi. E poi gli indici a "rete tematica" del Dizionario dei temi letterari Utet. Fra gli scaffali-labirinto della biblioteca comunale.
E le mappe incredibili di strange maps.
Intanto altri hanno guardato la mappa che ho fatto io e che alla fine è uscita come una nave.

(Mentre gli studenti fanno il loro tema, io da una parte scarabocchio sull'agenda le mie mappe personali.)


postato da: mics alle ore 01:53 | link | commenti (9)
categorie: scuola, miti, scrittura, poetiche, chiusure cognitive, fatti di mics
05/11/2007

IMMAGINAZIONE

Che cos


postato da: mics alle ore 15:10 | link | commenti (2)
categorie: libri, scuola, poetiche
28/10/2007

CREOSOTO

Ultime parole di beltàser: zozzo, creosoto (quest'ultima è saltata fuori da pg. 200 di La strada di Cormac McCarthy) (leggerlo: è agghiacciante).

Domattina breve discorso di presentazione di un volume sul mito di Elettra e della permanenza del suo modello nella letteratura e nella cultura.
Aprirò leggendo una prosa poetica di Charles Simic, dalla sua autobiografia Il mondo non finisce (ma guarda, quest'europeo americanizzato con la sua genesi e all'opposto Cormac McCarthy con la sua apocalisse).

Il quarto anno della guerra si fece vivo Hermes. D'aspetto non era granché. La giubba da postino era a brandelli; topi gli entravano e uscivano di corsa dalle tasche. Il cappello a larghe tese era perforato da buchi di pallottola. Portava ancora il famoso bastone che chiude gli occhi agli agonizzanti, ma pareva rosicchiato. Aveva lasciato che i morenti lo mordessero? Ad ogni modo, non aveva lettere per noi. "Dio dei ladri!" gli urlammo alle spalle quando non ci poteva più sentire.



postato da: mics alle ore 22:13 | link | commenti
categorie: libri, letteratura, scuola, poetiche, fatti di mics
02/10/2007

OTTIMISMO

Ho imparato a diffidare degli angosciati.
Non tanto per diffidenza dell'angoscia, ma per diffidenza di chi parla da angosciato. L'angoscia di Leopardi è sublime. Di quella di Sartre diffido.
Dell'angoscia di V.C. sono devoto e discepolo; quella di M.G. mi disturba.

Dolcezza del sentirsi esistere. Del raccontare l'esistenza. Del trovare le vie per raccontarla. Non c'è altro.

                                Dolcezze di stamane.
I discorsi sull'etimologia di F.
I brividi - veri brividi - mentre discorro di Meneghello e delle sue motociclette con C.
G. che mi saluta mentre arrivo a scuola in bicicletta - ero assorto in non so che cosa e non l'avevo vista.
R. che mi mostra la sua scrivania nuova in vicepresidenza.
G. che impacchetta i temi e li ripone nel cassetto della cattedra.
Il sole tiepido in via S.Pietro.
L'autista che riapre la portiera dello scuolabus, eravamo mezzo minuto in ritardo.
I discorsi in 2E sul locus amoenus e le dislocazioni temporali.
Uno sguardo di D. dalla seconda fila, che significava "sì, ho capito".
Pensare a E.


Non è poco.
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categorie: letteratura, scuola, poetiche, chiusure cognitive, fatti di mics
22/09/2007

IL PERCHE' DEL BLOG - e un po' di Beppe Grillo

All'inizio: storia di mics

Nel 2003 il blog era questo: www.amoserrante.splinder.com.
Volevo far continuare a vivere il personaggio di un mio romanzo. Che dal blog racconta di un suo viaggio in Austria, di essere emigrato sull'isola di Creta, di essere tornato nel suo paese e aver aperto una libreria.

Scrivere sui blog era continuare i romanzi, far evadere la scrittura dai taccuini e dai file del portatile.

Insieme, c'era anche Paolo, Che ha fatto la stessa cosa con Alessandra Portinari, la protagonista del suo Nostra signora crudele.

Poi lui ha aperto un altro blog, nel quale si presentava con il suo nome. Mi ha lasciato perplesso, all'inizio. Scrivere in rete mi piace anche per il mascheramento, per la complessità di travestirsi, di correre in bilico fra finzione e realtà.
Ma il mascheramento e tutto il resto ce li ho già dalla scrittura.

Così aprii anch'io questo blog, e il nick di mics (mix non era più disponibile) serviva anche per dire questo gusto dell'ibrido.

Cosa mi piace del blog. E a cosa mi serve il blog.

Mi piaceva e mi piace conoscersi attraverso le parole, attraverso la comunicazione, con i giochi del linguaggio.  Mi piace confondere reale e immaginario (tanto sono già fusi, non è una gran scoperta) e faccio in parte quello che faccio quando preparo una storia, quando prendo appunti, quando pubblico un romanzo.

Ma qui ci metto materiale che è solo per il blog. Non copio gli appunti dei taccuini (caso mai lo rielaboro), non trasferisco qui materiale che viene da altrove.

Non solo. Il blog mi è servito per parlare con quei pochi lettori che ho, con quelli con cui ho in comune un discorso sulla letteratura e sulla scrittura, per mettermi in mostra nella mia attività di "uno che scrive" (scrittore no, è un'altra cosa), e mi è servito insomma anche per promuovermi.
E' andata abbastanza bene. Grazie al blog tra l'altro ho scritto e pubblicato La macchina ideale.

L'altro ambito di cui parlo è la scuola. Faccio, oggi, quel mestiere (non è l'unico che ho fatto, forse non è quello che farò per sempre), un mestiere che peraltro amo.

Ma il blog di uno scrittore, di un professore, di un giornalista (mi è servito molto) non è niente se non c'è quello che deve esserci in un blog.

Quello che deve esserci? Questo: scoprirsi, proporsi come persona, come uomo che agisce nel quotidiano, che pensa i suoi pensieri, come cittadino che vive nel suo stato e nella sua città, come professionista che agisce in un certo lavoro.

Se nel blog ci metti contenuti da scrittore, professore, giornalista senza la scoperta dell'individuo, allora il mezzo non è adatto, basta e avanza un sito tradizionale, oppure il giornale su cui scrivi o la sua edizione online, oppure la scuola o l'università.

Mantellini e Grillo

Un blog che visito abbastanza spesso è quello di Massimo Mantellini. Il quale discutendo del blog di Beppe Grillo dice proprio questo: è un contenitore potenzialmente nuovo riempito con materiale di vecchio stampo, parecchi suoi post sono fatti dalla redazione. Qui il post completo. Lamenta anche una certa arretratezza nella comprensione dei blog: gli intellettuali non fanno opinione con questo mezzo (nemmeno Grillo) e da parte di giornalisti e mondo della cultura c'è una forma grave di disconoscimento del mezzo (e parecchia ignoranza e imperizia).

Mantellini ha un bel blog e ha anche una notevole lucidità che gli deriva dalla conoscenza di questo mondo. Parla di cose che conosce e ha qualcosa da dire. Parla anche di se stesso. Mette le fotografie sue e della sua famiglia in flickr (io questo - per ora - non lo faccio). Lo fa perché sa che è questa la ricchezza di questo mezzo/ambiente che è il blog.

I miei studenti e le loro mamme

Li vedo tutte le mattine. Con qualcuno ci si parla nei blog. La situazione è buffa: è ricca. Ci conosciamo di più. Ci apprezziamo. Non ci illudiamo.

Poi con le classi abbiamo il sito della scuola, le nostre mail di classe su gmail e il blog di classe. Ma servono ad altro.

Mi accorgo che sono diventati parecchi i lettori che conosco di persona. Parecchi dalla scuola, appunto: studenti, ex studenti, genitori, colleghi (pochi). 
Una signora che non ho riconosciuto a teatro mi fa: massì la mamma di xxx - e io che non mi ricordo le facce ho abbozzato mentre mi tornava in mente tutto quanto; e poi dice: leggo sempre il suo blog, sa?
Io lì per lì mi sono vergognato. Poi no.

Alla fine... (gli sci)

Volevo fare un link a Mantellini e mi è uscito un pistolone di discorso che finisce più.

Volevo raccontare di quella volta che ho conosciuto Beppe Grillo, ma ci farò il prossimo post.

Volevo raccontare che stamattina sono uscito dopo tre giorni di tonsillite e febbre, e in un negozio di TRento ci sono gli sci dell'anno scorso a prezzi stracciati e sono incerto fra voelkl, salomon e k2 (questi ultimi in un altro negozio, un grande magazzino sportivo). Sono incerto: k2 è una marca come dire per uno che compra una macchina l'audi, la certezza dei tedeschi, però la grafica è davvero bruttina e poi ho delle resistenze interne a fare spese nel grande magazzino se proprio non si tratta di quelle belissime svendite che fanno certe volte; voelkl sono quelli che mi prendono il cuore; per amore di simmetria prenderei salomon perché li ha anche Rob e poi vanno bene con la tuta verde e nera. Come andrà lo racconto in un post (forse).

postato da: mics alle ore 16:34 | link | commenti (11)
categorie: scuola, poetiche, macchina ideale
08/09/2007

LEZIONI SEMISERIE

Beppe Severgnini si è buttato sulla lingua italiana, e ha fatto questo L'italiano. Lezioni semiserie.
Alcuni consigli in pillole per una buona scrittura sono esilaranti e molto educativi. Anche in podcast.
Per esempio:

Espressioni impressionanti


ASSOLUTAMENTE Sì Assolutamente no. Basta (sei volte più corto).
 
IN TEMPO REALE Esiste un tempo irreale? In tempo reale vuol dire subito o contemporaneamente. Usiamo queste espressioni, sono meno artificiali.
 
MISSION e VISION La prima lasciatela ai missionari, l’altra agli ottici. Spiegate invece cosa volete fare, che è meglio.
 
PRECIPITAZIONI ATMOSFERICHE Pioggia televisiva: evitatela.
 
STRAORDINARIO È l’aggettivo più ordinario in circolazione. Notevole, insolito, sorprendente, inatteso, eccellente, speciale, strepitoso, formidabile, sbalorditivo, fantastico, fenomenale, mozzafiato: guardate quante possibilità offre la lingua italiana.
postato da: mics alle ore 13:44 | link | commenti (4)
categorie: parole, libri, scuola, poetiche
04/07/2007

ZERO IN CONDOTTA - Notizie dalla scuola - Circolare numero 12

DOPO GLI ESAMI

Gli esami finiscono sempre.

Più o meno è così durante gli orali la giornata del commissario (sempre rifiutato di fare il membro, interno o esterno che sia) (non per altro, ma perché membro oltre che essere davvero poco elegante e dignitoso, dà l'idea di essere uno in mezzo agli altri, massa; invece commissario, non so, è come dover fare delle indagini).

A scuola verso le 7.45.
Prepari i pacchetti con gli scritti, le terze prove, le scalette degli argomenti di approfondimento, le schede personali.
Poi miniconsultazione con i colleghi su come sarà la giornata e sul primo candidato (= studente).
(Per conto tuo, fai i conti di quanti centesimi si sono guadagnati fino a quel punto, fai qualche previsione su come potrà andare).
Poi cominci con i candidati. cinque per mattina. Un'ora circa per ognuno.
A me quest'anno nel meccanismo abbastanza complesso dell'esame in cui ognuno ha il suo ruolo e la sua parte di sistema da far funzionare (presidenti, segretari) mi è toccato di fare le proposte del voto alla fine dell'orale (nella classe ho insegnato italiano e latino, li ho avuti per sette ore alla settimana per tre anni) (e poi si sono messi in testa chissà perché che ci ho dell'occhio - in realtà è tecnica, altro che occhio - per le valutazioni). Ci sono delle categorie abbastanza scientifiche per la valutazione, quest'anno per fortuna eravamo abbastanza d'accordo e soprattutto d'accordo su categorie "scolastiche", cioè esame dei contenuti, delle competenze all'interno delle discipline, a cavallo delel discipline, le capacità di espressione e di gestione degli argomenti. E soprattutto buona parte del colloquio era fatto non come un'interrogazione ma come un dialogo in cui c'erano momenti dedicati a verificare queste diverse cose.
Insomma, fare la proposta finale, un compito difficile però questa volta abbastanza sereno. (poi dare dei numeri su delle persone non è mai sereno, intendiamoci).
Quindi, alla fine di ogni candidato, breve sessione per l'assegnazione del voto dell'orale.
Verso le undici, caffè.
La bidella viene con il vassoio. Ci diciamo quattro cose, la commissaria napoletana e quella pugliese disquisiscono di caffè e parlano di più degli altri - di noi alpini. Un po' di gioco dei ruoli.
L'ultimo giorno, nel pomeriggio, scrutini. Una marea di carte, da riempire con cura, sono importanti anche se sono noiose.
Qualche decina di minuti di concentrazione, ci sono da fissare i voti definitivi.

Che cosa ho chiesto durante gli orali?
Per esempio:
- Commentare: "Credo che oggi l'automobile sia l'equivalente abbastanza esatto delle grandi cattedrali gotiche... non bisogna dimenticare che l'oggetto è il miglior portatore del soprannaturale: c'è facilmente nell'oggetto una perfezione e insieme un'assenza di origine, una chiusura e una brillantezza, una trasformazione della vita in materia (la materia è assai più magica della vita)" (Miti d'oggi, Roland Barthes, 1957)
- la "teoria del piacere" in Leopardi
- la psicanalisi in Saba
- commentare l'inizio de "Il ladro di merendine" di Camilleri

Penso a loro. Quanta fatica hanno fatto. (Quanta non ne hanno fatta, anche). Se ho fatto bene il mio lavoro. Quanto gli ho dato di scolastico e non scolastico e non se ne sono accorti. Quanto mi hanno dato e non me ne sono accorto. Quali insulti mi sono preso (ci penso poco) (ne so molti di più di quello che pensano). Che passioni abbiamo svegliato. Quanto di quello che abbiamo fatto resta sotterraneo, misterioso, chiuso nelle individualità. Quanto di quello che abbiamo fatto siamo riusciti a comunicarlo.
Sono stati tre anni. E' davvero tanto.
Poi loro passano, se ne vanno sempre, io resto.

Sono finiti gli esami.
Ho voglia di viaggiare.
postato da: mics alle ore 12:48 | link | commenti (11)
categorie: scuola
08/06/2007

ZERO IN CONDOTTA - Notizie dalla scuola - circolare n.11

La ragazza mi volta le spalle, ha girato la seggiola della prima fila, vedo solo capelli e schiena.

Seduti sui banchi, guardano il video dell'assemblea spettacolo.

Ultimi giorni: non si trovano uno schermo libero, un proiettore, un portatile, una lavagna interattiva. Scoperta repentina della multimedialità.

Il ragazzo è andato all'assemblea concerto dell'istituto agrario di San Michele all'Adige. Non c'era la mattina in classe. Lo incontro nel pomeriggio. Ridiamo un po': gli dico "ma cosa suonavano, i rastrelli?", e lui mi dice che è la prima volta che lo fanno, sono in pochi e la maggior parte sono pendolari. La sua compagna di classe fuma e cerca di nascondere la cicca, ma non molto.

Gwen mi regala un libro non so se prelevato dalla vecchia libreria di casa o comprato su una bancarella del mercato dei gaudenti. Le avventure di Lancillotto e Galvano. Me ne leggo le prime pagine mentre attendo lo scuolabus della Sophie, che domani fa l'ultimo giorno di prima elementare e sta imparando le divisioni.

Ho aggiornato il registro personale. In una classe ero rimasto davvero indietro, avevo segnato le assenze solo fino al 24 febbraio. Piccoli drammi, subito risolti senza grosse turbative di coscienza, quando scopro di aver segnato dei voti in giorni di assenza.

La ragazza mi incrocia per strada, finge di non avermi visto.
postato da: mics alle ore 21:05 | link | commenti (5)
categorie: scuola
03/06/2007

ZERO IN CONDOTTA - Dalla scuola - Circolare n.10

Ci sono in rete un paio di siti in cui la scrittura scolastica è trattata molto bene.
E siccome siamo sotto esami -

La sezione scuola della Treccani.

Nel sito Il mestiere di scrivere di Luisa Carrada il "quaderno" dal titolo Tre incontri sulla scrittura. Tra la scuola, la professione, la vita.



postato da: mics alle ore 23:54 |